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Se passi il limite non torni più indietro

mareIn una relazione più di ciò che si fa in termini di crescita è importante non superare certi limiti. Nella storia d’amore con il Pianeta, invece, l’uomo sta superando tutte le “soglie”.

L’amore per il Pianeta è una relazione che implica una responsabilità universale, che riguarda tutti gli esseri viventi, presenti e futuri. Chi supera i suoi limiti, può incorrere nella perdita di ciò che ha di più bello.
Benché il Mare e tutte le sue creature siano la risorsa principale della vita, nonché la fonte del nostro benessere psico-fisico e la fonte di ispirazione per amanti e artisti, noi, il Mare lo stiamo uccidendo. Perché non stiamo rispettando la relazione con il nostro Pianeta. Senza se e senza ma. Senza possibilità di ripensamenti e ritorni. E’ così quando si cerca di cambiare l’ “altro”, di ridisegnarlo a propria immagine e somiglianza sostituendosi a Dio. E come in ogni relazione d’amore che “non si rispetti”, il prezzo da pagare è altissimo: anche quando l’”altro” non va via, non sarà più lo stesso.
In questo caso, ancor più è il caso di dire si “s-natura”.

Insomma, l’uomo, che pure è arrivato sulla Luna e ha raggiunto risultati impensabili in ogni campo del sapere, sta superando i limiti di ciò che ha di più caro. E’ questo che è emerso a Napoli nel corso del convegno sul clima organizzato dal Wwf Napoli in collaborazione con la stazione zoologica Anton Dorhn.
“Il nostro impatto sui sistemi naturali sta facendo preoccupare l’intera comunità scientifica, perché in molte situazioni ci troviamo vicini a dei punti critici, vere e proprie “soglie”, oltrepassate le quali gli effetti a cascata che ne derivano possono essere devastanti per l’umanità. Le vere vittime degli stravolgimenti che stiamo producendo ai sistemi naturali siamo soprattutto noi stessi”, questo l’allarme lanciato dal direttore scientifico del Wwf Italia, Gianfranco Bologna.
Oggi più di tre quarti della superficie del pianeta è stato “ridisegnato” dalle attività umane. Gli ultimi tre decenni sono stati i più caldi da quando esistono registrazioni della temperatura media della superficie terrestre, dal 1850 ad oggi.

Roberto Danovaro, presidente della stazione zoologica Anton Dorhn e presidente del comitato scientifico del Wwf denuncia l’effetto principale del nostro “disamore”: l'aumento anomalo della temperatura nei nostri mari, soprattutto nel periodo estivo, e l'acidificazione delle acque.
“L'assorbimento in mare dell'anidride carbonica abbassa il livello del pH e mette a rischio la sopravvivenza di numerose specie marine come, ad esempio, il corallo rosso, le stelle di mare e i molluschi”, afferma Danovaro.
Il mare del litorale campano quest'estate ha subito un brusco salto termico registrato dai ricercatori dell'Arpac, l'agenzia regionale di protezione ambientale. “Le acque del golfo di Napoli hanno raggiunto la temperatura record di 29 gradi e in Cilento si sono toccati addirittura i 30 gradi nel mese di agosto 2015 – afferma Giuseppe Onorati, responsabile del Centro meteo clima dell'Arpac – contro una media di 24-25 gradi”. In un recente rapporto pubblicato sul sito dell'Arpac a firma della ricercatrice Eugenia Oliva si sottolinea che “questo aumento anomalo della temperatura provoca un maggiore vapore acqueo in atmosfera e, quindi, favorisce maggiori temporali in autunno”. Non è possibile affermare, dal punto di vista scientifico, una correlazione causa-effetto con le alluvioni che hanno messo in ginocchio interi territori in questi giorni, ma sicuramente il calore anomalo nelle acque marine è un fattore molto importante che determina l'andamento del clima. Come dire, “chi semina vento, raccoglie tempesta”.
Fortunatamente c’è chi prova a salvarla questa storia d’amore universale, come si dovrebbe: con l’impegno e la speranza.
Ornella Capezzuto, presidente del Wwf Napoli ha annunciato la partecipazione degli attivisti napoletani alla marcia del 29 novembre a Roma in vista della conferenza mondiale sul clima che si terrà a Parigi dal 30 novembre all'11 dicembre.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Alessandra del Giudice
Author: Alessandra del Giudice
Sociologa, giornalista pubblicista e appassionata di fotografia, è specializzata nel giornalismo sociale e di viaggio.

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