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Amare è immaginare

Letterfrom“Per amare abbiamo bisogno di oscillare tra realtà e fantasia” dice la regista e video artista casertana Matilde De Feo in Letter from an imaginary man. Scopriamo perchè domenica 15 novembre allo Slash.

Sono immaginari i destinatari di alcune lettere, scritte forse più a noi stessi, o alla parte bambina che ognuno cela dentro di se, in modo più o meno consapevole, più o meno nascosto. E' la parte che immagina, che riscrive ciò che avrebbe potuto essere e non è, che disegna ciò che forse potrà essere se ci si abbandona al sogno.

Questo lo fa sentire Matilde De Feo nel suo meraviglioso documentario Letter from an imaginary man, un lavoro multimediale sull'amore, sulle lettere d'amore. Si tratta di un soggetto così assoluto e accattivante da essere pericoloso, con il quale tanti registi probabilmente si sarebbero voluti cimentare, che la De Feo ha ricercato e preso con cura tra le mani e poi regalato in modo delicato, ironico, romantico, intimo e immaginifico, mai patetico.
De Feo ha ripreso da sola, con una Canon 5D e l’urgenza di registrare l’incontro con le persone che aveva scelto attraverso un avviso e si erano dichiarate disponibili a leggere la propria lettera e raccontare in video la propria storia.
Il documentario di 41 minuti (2015) scaturito da due anni di lavoro e 20 ore di girato è prodotto da Mald’è e Giuseppe Beneduce in collaborazione con Marechiaro Film. E' un lavoro aperto, trasversale al cinema e alla video arte ed è stato selezionato, tra centinaia di lavori provenienti da tutto il mondo, nel concorso “Prospettive” del FilmMakerFest di Milano che si terrà a fine novembre (Il teaser di Letter from an immaginary man è su Vimeo: https://vimeo.com/127518922).
Una bambola lentamente smembrata fino a che dalle sue viscere emerge una lettera. Inizia così l'opera di ricerca maieutica e al tempo stesso performativa (perché è una performance lo stesso incontro con i protagonisti delle lettere), che ha compiuto De Feo non senza fatica, per riportare alla luce, attraverso il linguaggio magico dell'arte, l'unico possibile, l'essenza delle storie, trasmettendoci il limite labile tra fantasia e realtà dell'amore. Ed è ancora un'operazione di ricerca della propria parte bambina, il mettersi a nudo che ogni scrittura comporta, tanto più quella di una lettera d'amore. Dedicata ad un uomo o una donna immaginari, perché l'altro è sempre guardato attraverso un occhio esterno, il nostro, ma anche a un "noi stessi" immaginario, a ciò che vorremmo essere, a ciò che vorremmo fosse la realtà.
C’è Mandarino che le lettere d’amore le scrive per lavoro nel suo furgone colorato su una strada provinciale del casertano, c’è una lettera nascosta in una bambola e trovata dal marito dopo la morte della moglie, c’è una storia d’amore conclusa eppure ancora viva nella fisicità di giochi di carta inviati per posta; c’è la corrispondenza che testimonia la prigionia politica di un’attrice cinese che alla fine degli anni ’70 e i primi anni ‘80  amava un intellettuale italiano (parlò di questa storia Tiziano Terzani); c’è una giovanissima donna che associa la depressione del suo compagno al terremoto dell’Aquila. E c’è anche la conflittuale relazione giovanile dei genitori della De Feo, che agli occhi della stessa autrice diventa altra da sé, universale, a dimostrazione che realtà e immaginazione si confondono.
Costato circa 40 mila euro, per essere diffuso e distribuito il lavoro ha bisogno di essere sostenuto pertanto è stata elaborata una campagna di comunicazione che avviene attraverso la piattaforma di crowdfunding Indiegogo (http://igg.me/at/letterfrom/x/12197232) che a fronte delle sottoscrizioni corrisponde una serie di ricompense: dallo streaming del documentario, alla pubblicazione sui social di una lettera d’amore, fino alla possibilità di vedersi video-ripresa nello stile del progetto la propria storia o aggiudicarsi una quota in produzione diventando dunque protagonisti del lavoro. Infatti Letter from an imaginary man è un’opera aperta: De Feo si prefigge di raccogliere attraverso la campagna e i canali si informazione nuove testimonianze e dunque nuovi contributi che possano sia costruire un archivio multimediale on line delle migliori storie, sia che possano essere reintegrate in un nuovo montaggio video installativo.
Un'opportunità per partecipare a questa splendida operazione è quella di recarsi allo Slash music, in via Vincenzo Bellini 45, domenica 15 novembre alle 19.00 per la prima tappa napoletana della campagna di raccolta fondi e nuovi contenuti di Letter from an imaginary man.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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