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L’Amore in tempo di Guerra

Pane Storia d amore in tempo di guerraIl 29 novembre l'Onu celebra la Giornata Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese. Napoli, da sempre sensibile alla tragica guerra che dura da 70 anni la ricorda con l’arte e il teatro.

Domenica 29 novembre dalle 16.30 al Largo Enrico Berlinguer, i napoletani si stringeranno intorno alla comunità palestinese per celebrare la Giornata Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese. E’ con il linguaggio di danze, musiche e performance che si vuole parlare di Pace e di Amore, rendendo udibile una voce spesso schiacciata dalle logiche di potere internazionali. E’ necessario tanto più in questo momento per condannare la violenza e l’oppressione da qualsiasi parte provenga.
Per chi voglia approfondire le diverse sfaccettature politiche, sociali e culturali della guerra tra Israele e Palestina e in particolare la colonizzazione di Gerusalemme Est e la situazione sanitaria a Gaza c’è l’importante convegno “Mediterraneo, rotta di pace?” sabato 28 novembre al Castel dell’Ovo dalle 9.00 alle 18.00. (info: www.giornataonu.it).
“La tragedia umana e politica del popolo palestinese dura ormai da circa 70 anni- spiegano i referenti della Comunità Palestinese a Napoli -, e ancora una volta nel momento in cui il popolo palestinese sta provando liberarsi dal sistema d’oppressione, la risposta repressiva è ancora più dura, con inasprimento di tutte le misure liberticide, fino ad arrivare alle sistematiche esecuzioni extragiudiziali. 
L'occupazione israeliana della Palestina è violenta e disumana. Il popolo palestinese vive una situazione insopportabile, di quotidiana violazione dei fondamentali diritti umani, subisce: uccisioni, carcerazioni, umiliazioni, distruzione delle proprie case, sradicamento di ulivi millenari, apartheid, occupazione illegale delle proprie terre da parte di coloni israeliani, armati e protetti dall’esercito di occupazione. Il popolo palestinese subisce soprusi e violenze non dissimili da quelle perpetrate dal nazismo e dal più feroce colonialismo europeo del secolo scorso.
Fingere di non vedere è diventato ormai complicità. Manipolare, mistificare le informazioni, per tenere l’opinione pubblica all’oscuro, significa essere al servizio dello Stato d'occupazione israeliana, essere complici dei suoi delitti”.
Ecco che la Comunità Palestinese chiede a tutti coloro che credono nella pace e nella libertà, di alzare la voce e di sostenere “una lotta per la libertà e l’autodeterminazione, per la creazione di uno Stato laico e democratico”.
Per comprendere ed entrare in questo dramma, è stato realizzato a Napoli uno splendido spettacolo teatrale che in tempo di guerra inneggia alla vita attraverso la sua più alta espressione: l’amore.
E’ “Pane. Storia d'amore in tempo di guerra” e andrà in scena dal 27 al 29 novembre nella Casina pompeiana della Villa comunale di Napoli (venerdì e sabato alle 20.30, domenica alle 12.00 accompagnato da un apertivo palestinese).
Interpreti della delicata, dura e feroce messa in scena, per la regia di Luisa GuarroCecilia Lupoli, Ettore Nigro e Omar Suleiman, che daranno voce al testo, firmato anch'esso dalla Guarro, ispirato al racconto “Il pane” di Samira Azzam.
La storia ambientata durante la breve resistenza dei civili palestinesi, nel 1947 racconta di una volontaria infermiera e un improvvisato soldato, impegnati in azioni determinate dal pericolo di morte che incombe e nel contempo presi, miracolosamente, dalla bellezza e delicatezza che ciascuno riconosce nell'altro, nonostante il freddo e il fragore delle esplosioni, la paura e la rabbia.
Si tratta di una vicenda di immaginazione, ma che racchiude tutta l’intensità di vissuti, emozioni, colori, sensazioni materiche di Samira Azzam che ha vissuto la Nakba, la cacciata dei palestinesi dalle loro case, che scrive ciò che ricorda e ne fa dei racconti brevi, tristi e intensissimi. Giornalista e autrice, nata nel 1927 ad 'Akka nella Palestina sotto mandato degli inglesi, Azzam nel giugno del 1967 parte dal Libano, dov'era stata deportata e tenta di arrivare a Gerusalemme, per prendere parte e documentare la guerra dei 6 giorni. Ma durante il percorso muore.
Scrive Azzam: “In quella sua primavera la Palestina ha conosciuto due cose, l'amore e la guerra e l'amore dava significato alla guerra. La guerra, in Palestina, non è il nemico che si uccide per caso o per interesse, è invece il diritto alla vita della terra che si ama. E della ragazza che si ama (…). Non sarebbe bastato sopravvivere alla morte, si è davvero sopravvissuti solo se il cuore continua a battere, mosso dalla speranza e dall'amore, e in quella breve resistenza e in quanti dopo e ancora resistono, dentro e fuori la Palestina, il cuore batte forte”.

Info e prenotazioni per lo spettacolo: 081 5527380 | 340 4618909. Prezzo biglietto 10 euro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Alessandra del Giudice
Author: Alessandra del Giudice
Giornalista, fotografa, sociologa, attrice, cuoca, artigiana. Fa parte della redazione di Napoli Città Solidale e collabora con il Corriere del Mezzogiorno. Ama le storie e le inchieste: proverbiali i suoi scritti XL. L'eclettica Alessandra talvolta dimentica in quale iperspazio ha lasciato la testa, incorrendo in tragicomiche gaffe. Alice, per gli amici, appena può parte per qualche paese lontano, ma torna sempre nella sua città preferita: Napoli.

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