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W la Pizza, quella buona

pizza sorbilloE' andata in onda ieri su Sky Uno la 1a puntata della nuova trasmissione di Alessandro Borghese i "4 ristoranti" dedicato a 4 pizzerie napoletane. "Per chi l'ha visto e per chi non c'era" ecco la nostra anticlassifica TOP4.

La figlia del Presidente in via del Grande Archivio, Fresco in via Partenope, Pizza Gourmet in viale Michelangelo e Concettina ai Tre Sant in via Arena della Sanità, queste le quattro pizzerie migliori a Napoli secondo Alessandro Borghese.
Noi nutriamo più di qualche dubbio e rilanciamo con: Gino Sorbillo in via dei Tribunali, Di Matteo in via dei Tribunali, Antica Pizzeria Da Michele a Forcella, Michele in via Martucci.
Ma la storia parte da lontano. Ad Alessandro Borghese devo la mia partecipazione a "Cuochi e fiamme" ben 5 anni fa. Ebbene si, colpa di Alessandro Borghese e di mia mamma sostanzialmente che io di programmi tv di cucina e programmi tv in generale ero, e sono, quasi allo scuro non guardando praticamente la televisione, a dispetto del canone forzato. Fu mia mamma, a cui era molto simpatico Borgese (confidando, come solo certe mamme sognatrici che non smettono di immaginare la figlia "sistemata" , che magari mi ci fidanzassi pure)  e che conosce le mie abilità culinarie ereditarie a suggerirmi di partecipare ad una puntata della trasmissione. Puntata che, "ovviamente" vinsi (alcune delle ricette che proposi le trovate nel nostro Ricettario).
A dispetto dell'assoluta serietà della gara (tutto è effettivamente cucinato al momento dai concorrenti in tempi record) e dell'assoluta gratuità della partecipazione, poco serio e piuttosto deludente fu il premio recapitatomi a casa: due tre mestoli e qualche coppa pasta in un'anonima scatola di cartone.
Ma la cosa più "bella" fu che nella edizione a cui partecipai e che avevano appena iniziato a registrare il conduttore non era più il moro Borghese bensì il biondino-fighetto Rugiadi che non mi suscitò questa grande simpatia partenopea e soprattutto deluse mia mamma. E si sa, non c'è cosa peggiore che deludere una mamma. Fatto sta che da 5 anni a questa parte LA7 e La7D continuano imperterrite a mandare in onda la puntata in oggetto (benché non si trovi invece nel web), vendendosi la mia faccia e la mia abilità di cuoca, tanto è che amici e parenti lontani ogni tanto mi riferiscono di avermi visto in tv.
Tutto ciò per dire che Alessandro Borgese ha più di un debito nei miei confronti. Immaginate cosa posso aver pensato, io, napoletana, cuoca per passione nonché buongustaia doc a leggere che ieri su Sky il per metà napoletano Borghese abbia dedicato la prima puntata della nuova trasmissione "i 4 ristoranti" a 4 pizzerie napoletane, secondo la mia modestissima opinione, semisconosciute e non al livello delle pizzerie che i napoletani doc come me reputano essere le migliori.
Ecco cosa si rischia ad essere vip mezzi napoletani senza frequentare realmente Napoli e la sua gastronomia essendosi scelto non a caso in moglie un'algida modella "nordica".
Di questi tempi in cui lo sviluppo di Napoli passa dal turismo e dalla cucina non si possono fare gaffe del genere (di certo Borgese figlio padre napoletano e di cotanta Barbara Bouchet mi perdonerà il francesismo). Immaginiamoci un francese che già di suo è ipercritico (ma di cucina ne capisce, di solito)  venire a Napoli e andare a mangiare la pizza da “La figlia del Presidente” in via del Grande Archivio (che conosco e dove non tornerei) potendo fare due passi in più e provare invece la pizza del mitico Gino Sorbillo in via dei Tribunali che, a proposito di innovazione, alla classica pasta sottile ed elastica aggiunge ingredienti doc di prima qualità nonché ha inserito nel menù combinazioni nuove e l'opzione per celiaci. Che poi se si vuole andare sul sicuro, ma in un posto più romantico, vista mare, c'è anche Sorbillo in via Partenope che non so come possa essere lontanamente paragonato con "Fresco” sulla stessa via Partenope che è una trattoria oltre che una pizzeria, e mangiare la pizza in una trattoria per un napoletano doc è impensabile.
Se invece non si vuole rinunciare alla tradizione classica ed evitare una fila kilometrica, sebbene più che giustificata da Sorbillo, un must resta Di Matteo, sempre in via dei Tribunali che ad una pizza che non è mai pesante e sempre saporita associa la varietà dei prodotti fritti da cuppetiello: ottime frittatine di pasta, melanzane e crocchè a cui non si può, nell'attesa del tavolo, resistere.
E che dire dell'Antica Pizzeria Da Michele in via Cesare Sersale a Forcella, sebbene non si schiodi dalla tradizione dal 1870 ovvero: marinara o margherita rigorosamente con fiordilatte (che a proposito di innovazione io non preferisco rispetto alla mozzarella di bufala), resta una pizza ottima, sottile e fragrante. Non è un caso che sia stata immortalata anche nel film "Mangia, prega, ama" con Julia Roberts.
Ma c'è un altro Michele che ha rapito le mie papille gustative che non è parente della suddetta Antica Pizzeria, ma propone a dispetto del mio scetticismo iniziale, una pizza di pari livello se non superiore. Si tratta di Michele in via Martucci che, niente paura, nulla ha a che vedere con la "sciccosità" del quartiere Chiaia: anche qui come in centro tavoli spartani e una pizza enorme e dalla pasta sottile ed elastica 10 e lode. Da provare anche quella fritta.
Personalmente per me la lista si chiude qui. Le migliori 4 pizzerie sono queste.
Nell'intenzione di allargare i miei orizzonti culinari ho recentemente provato la Notizia in via Caravaggio, decantata da amici (che non a caso non abitano più a Napoli) e recensita molto positivamente dai critici (fighetti) e devo dire che a dispetto del prezzo sopra la media la pizza non è all'altezza delle aspettative nonché è piccolina. D'accordo gli ottimi ingredienti doc anche inusuali (ho apprezzato quella con i fiorilli) , ma ciò che conta è innanzitutto la fattura: quando il cornicione è troppo grosso è indicativo anche della base più doppia e la pizza così non è pizza perché di pizze così se ne possono trovare anche fuori Napoli. Ciò che rende una pizza eccezionale è proprio l'abilità del pizzaiolo, la farina e il lievito madre che creano la base elastica e sottile. Probabilmente la Notizia è un'ottima pizza, leggermente salata, per tutti quegli abitanti della Napoli "alta" con suv o comunque automuniti che non si danno la "noia" a raggiungere gli affollati vicoli del centro storico, non sapendo cosa si perdono.
Sempre buona ma anche un po’ sopravvalutata, per quel discorso della pasta gonfia Starita a Materdei di cui però apprezzo molto le montanarine.
Ecco, mi riservo di provare, tra le pizzerie riprese nella trasmissione "i 4 ristoranti" che non conosco:  Pizza Gourmet in viale Michelangelo, che essendo marchio Vesi mi incuriosisce (benché anche in Centro Storico c'è Vesi e Vesi  e comunque nessuno è all'altezza delle altre pizzerie menzionate) e Concettina ai Tre Santi  in via Arena della Sanità che assolutamente non conosco.
Ma mai dire mai. Ti farò sapere caro Alessandro Borghese, intanto fai un po’ il napoletano doc e vieni a provare le pizzerie della nostra Top4.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Alessandra del Giudice
Author: Alessandra del Giudice
Sociologa, giornalista pubblicista e appassionata di fotografia, è specializzata nel giornalismo sociale e di viaggio.

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