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#E adesso spogliati!

museo archeologico di napoliA Roma si coprono le "vergogne" italiane. Hanno ragione a vergognarsi i politici. Ma per come trattano il patrimonio culturale. Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli a "spogliare" le statue sono i privati.

L'Italia, come si sa non si fa mancare nulla in fatto di gaffe, e se una gaffe va fatta meglio farla di livello planetario, No? Ecco che coprire le "vergogne" delle statue dei musei capitolini per la visita del presidente iraniano, , potrebbe tranquillamente essere una barzelletta se non fosse una cosa realmente accaduta e che denota un bigottismo e una mancanza di galateo, appunto, cosmici. Al limite è più comprensibile che in Francia in occasione della visita di Rouhani si fossero posti il problema del menù (privo di carne di maiale, e sappiamo quanto ai francesi costi evitare i "lardons" a tavola) e dell'opportunità di servire il vino e alla fine avessero optato per un brunch all'acqua minerale.
I politici italiani, primo fra tutti Renzi, invece di fare gli struzzi, dovrebbero piuttosto preoccuparsi di tutte le opere d'arte che andrebbero scoperte e mostrate al pubblico e che invece giacciono nei depositi dei grandi musei perché non vengono investiti soldi per i beni culturali, prima fonte di ricchezza per l'Italia.
Significativo del fatto che l'unica strada è quella privata è che il Ministero dei Beni Culturali abbia previsto il finanziamento del restauro di alcune opere d'arte con il 5X1000.
Miriam Capobianco, assistente museale al Museo Archeologico Nazionale di Napoli- anche lei esterrefatta per la copertura delle statue del Campidoglio- racconta: "Un esempio lampante dell'intervento dei privati a Napoli è rappresentato dalla mostra "I beni culturali invisibili" inaugurata ad ottobre scorso: si tratta di una novantina di opere statuarie esposte in una teca in plexiglas inserita nel braccio nuovo che corrisponde alla parte esterna del museo che da su Santa Teresa, che è transennata per i lavori in corso. E' solo grazie ai fondi della Fondazione Telecom che sono state restaurate le statue ed è stata costruita la teca. Dal momento che non è stata posta data di scadenza la mostra potrebbe diventare permanente.
Sono tantissime le opere statuarie e non che giacciono ancora nei depositi, sia a causa della carenza di spazi espositivi, sia perché i restauri costano e non ci sono fondi. Nel Museo Archeologico c'è il laboratorio di restauro, ma c'è tantissimo lavoro da fare e il personale è insufficiente. Il restauro viene finanziato grazie ai fondi raccolti con il prestito delle nostre opere d'arte ad altri mostre e musei.  Il Ministero non fa più assunzioni pubbliche da tanto tempo ed è in atto una privatizzazione molto forte: sono società esterne ad esempio ad occuparsi della manutenzione e del giardinaggio del museo di Napoli".
Oltre alle opere che non vengono "spogliate dai veli" e giacciono nei depositi sono tantissimi i monumenti inaccessibili: a Napoli soprattutto chiese chiuse da decenni e spesso depredate per la mancanza di controlli. Ad esempio la bellissima chiesa di San Severino e Sossio non si può visitare, per non parlare dello scempio dei Gerolamini o di Pompei salvata solo dall'intervento europeo. E non mancano i musei che funzionano a mezzo servizio, "del bellissimo museo archeologico dei Campi Flegrei nel castello Aragonese di Baia- riferisce Capobianco-, le sale sono aperte a rotazione poiché manca il personale".
Caro Renzi, e "adesso spogliati" dall'ipocrisia e investi nei beni archeologici e culturali.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Alessandra del Giudice
Author: Alessandra del Giudice
Sociologa, giornalista pubblicista e appassionata di fotografia, è specializzata nel giornalismo sociale e di viaggio.

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