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Il Vesuvio può attendere

vesuvioQualcuno stanotte ha pensato “Ecco ci siamo”. Il Vesuvio è pronto. Invece no, era solo un tuono. Eppure c’è chi ancora dice “lavali col fuoco”.

Stanotte alle due meno un quarto circa un lungo boato ha svegliato non pochi napoletani. Lo hanno sentito al Centro Storico, ma anche al Vomero, fino ai Colli Aminei. C’è chi ha scritto stamattina su fb che temeva fosse il Vesuvio, altri hanno pensato fosse una bomba della camorra, giusto per non smentire il pessimismo partenopeo. E non si trattava neanche di un incoraggiamento per la squadra Azzurra, che i festeggiamenti per scaramanzia vanno fatti solo a trofeo vinto.
Era un semplice quanto inusuale tuono, così come bizzarra è stata la grandinata che ieri pomeriggio ha imbiancato Ischia. Mala tempora currunt.
Nel 2016 c’è chi ancora pronuncia le parole “Vesuvio lavali col fuoco” negli stessi stadi, massima espressione teatrale dell’orgoglio campanilistico e del più efferato razzismo, in cui si insultano i giocatori neri.
Basterebbe applicare la proprietà transitiva per rendersi conto dell’idiozia del razzismo che colpisce in modo random chi si trova ad essere dall’”altra parte”, al Sud piuttosto che al Nord, al di là del mare, in un’altra fascia cromatica della pelle.
Eppure nella mentalità comune ancora non rientra il fatto che il razzismo sia un reato.  
E’ da plaudire l’operato del Nucleo investigativo telematico (Nit) che ha denunciato alla Procura di Siracusa per diffamazione aggravata da finalità di odio razziale l’operaio torinese che ha commentato così su un finto profilo fb la morte di un diciassettenne di Siracusa: “Sono felicissimo, un terrone in meno da mantenere”. Dopo l’incidente l’uomo aveva postato frasi come “quando vedo queste immagini e so che nella bara c’è un terrone ignorante, godo tantissimo”. E ancora: “Peccato che ero al Nord, altrimenti avrei cagato su quella bara bianca. Buonasera terroni merdosi. Non è morto nessun altro di voi oggi?”.  
Fa riflettere tutto ciò sull’odio e l’infelicità di chi l’ha pensata e ha avuto il coraggio di scriverla, eppure commenti altrettanto disumani si trovano puntualmente su facebook rivolti a migranti.
Non si dimostrano altrettanto razzisti i napoletani, forse perché ataviche vittime del razzismo, che in una buona percentuale hanno eletto a squadra del cuore la torinese bianconera, mentre non risultano torinesi che tifino Napoli.
A dimostrazione dell’apertura mentale napoletana il fatto che potremmo avere prossimamente un sindaco lombardo, l’ingegnere Matteo Brambilla originario di Monza, candidato dei Cinque Stelle. Chissà se la cosa sarebbe plaudita dalla buon anima di Giorgio Bocca, che fu così critico in vita con i napoletani, tradendo con le generalizzazioni la sua intelligenza.
Il Vesuvio può attendere.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Alessandra del Giudice
Author: Alessandra del Giudice
Sociologa, giornalista pubblicista e appassionata di fotografia, è specializzata nel giornalismo sociale e di viaggio.

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