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Stessa spiaggia, diverso mare

mappatella beachStessa spiaggia partenopea, ma il mare camaleonte che da non balneabile diventa blu. Le discrepanze tra i dati dell'Arpac e quelli di Legambiente allarmano i cittadini e gli albergatori. Facciamo chiarezza.

Secondo le analisi microbiologiche dell'Arpac, l'agenzia regionale per l'ambiente, il mare campano è, nella stragrande maggioranza dei casi da 10 e lode, ovvero classificato come "eccellente" sul litorale di Lago Patria, così come a "Mappatella beach" sul lungomare Caracciolo o in Cilento. Le zone "blu" ovvero balneabili e le zone "rosse" non balneabili della costa campana sono evidenziate nella mappa interattiva di ARPAC. Ma i cittadini non sembrano convinti dal colore e dall'odore e dal proliferare di mucillaggini di certi tratti di costa che invece l'Arpac classifica come "eccellenti". A confermare i leciti dubbi il Dossier annuale della Goletta Verde di Legambiente che a fine giugno ha stilato una black list delle località di mare ritenute inquinate: su trentuno punti monitorati  ben venti presentavano cariche batteriche elevate, anche più del doppio dei limiti imposti dalla normativa.

Il servizio del tg3 dello scorso 10 luglio sulle analisi di Goletta Verde ha destato la preoccupazione anche degli albergatori, tanto che Agostino Ingenito di Assoturismo e presidente Abbac ha dichiarato: "La Regione chiarisca e fornisce i dati relativi ai prelievi eseguiti dall'Arpac e della concreta balneabilità del nostro mare. Il rapporto di Goletta Verde da elementi inquietanti sui livelli di enterococchi intestinali ed escherichia coli che non sarebbero sotto i livelli di sicurezza per la salute. Molti nostri operatori della Costiera Amalfitana come nel caso di Atrani, ci hanno chiesto sostegno per questa vicenda che rischia di alimentare pesanti ombre su una stagione turistica che si preannuncia positiva anche per la particolare congiuntura internazionale che sta portando un incremento rilevante di turisti nei nostri territori. Ecco perché auspichiamo chiarezza su balneabilità, riqualificazione dei collettori fognari e dei sistemi depurativi". 

mappatella beach 2

E nel mirino di Goletta Verde ci sono sempre canali, foci di fiumi e torrenti che continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati. I prelievi e le analisi di Goletta Verde sono stati eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente tra il 26 e il 29 giugno scorso. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e sono considerati come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori. I punti scelti sono stati individuati dalle segnalazioni non solo dei circoli di Legambiente ma degli stessi cittadini attraverso il servizio Sos Goletta. In provincia di Salerno su dieci punti monitorati nove hanno evidenziato elevate cariche batteriche e per sette di questi il giudizio è di fortemente inquinato: alla foce del fiume Irno, come detto, a Salerno, sul lungomare Tafuri; ad Atrani, alla foce del torrente Dragone; alla foce del torrente Asa a Pontecagnano-Faiano; a Battipaglia, alla spiaggia nei pressi della foce del Tusciano; a Marina di Eboli, al canale di scarico su via Mimbelli; alla foce del rio Arena a Castellabate/Montecorice e a Capaccio alla foce dl rio presso via Posidonia in località Laura. Giudizio di inquinato invece per i campionamenti effettuati a Torre di Paestum/Licinella, alla foce Capo di fiume e alla foce del fiume Solofrone tra Capaccio e Agropoli. Si salva il solo prelievo effettuato a Salerno alla spiaggia antistante via Mantegna sul lungomare Marconi. In provincia di Napoli, escludendo le isole, la situazione non è di molto migliore: sui dodici punti campionati nove presentavano cariche batteriche elevate. Nella città di Napoli c’è da segnalare la situazione di Mappatella beach sul lungomare Caracciolo dove sono state evidenziate cariche batteriche elevate. Inquinanti che rientrano nei limiti di legge, invece, spostandosi poco più distante nei pressi della spiaggia di Mappatella beach. Sempre a Napoli fortemente inquinato è risultato il campionamento alla spiaggia nei pressi della foce dell’alveo Volla a San Giovanni a Teduccio. Stesso giudizio anche per le acque prelevate allo sbocco del canale di Licola a Pozzuoli; alla foce del Lagno vesuviano a Ercolano; alla foce del fiume Sarno tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia; alla foce del Rivo San Marco e alla spiaggia antistante Lungomare Garibaldi a Castellammare di Stabia. Giudizio di inquinato, invece, per quello alla spiaggia sulla litoranea in località Ponte della Gatta di Torre del Greco. Entro i limiti i campionamenti a Bacoli (canale di sbocco a mare del lago Fusaro) e alla spiaggia Mortelle a Portici. Infine, tre prelievi su tre “fuorilegge” in provincia di Caserta: giudizio di fortemente inquinato per il prelievo alla foce della Fiumarella e alla foce del torrente Savone a Mondragone e di inquinato per quello alla foce dei Regi Lagni a Castelvolturno.

mappatella beach 3

Come è possibile che i dati di Goletta Verde, nonché l'impressione dei cittadini di un mare sporco, siano discordati con le analisi di Arpac e talvolta anche con la mancanza di ordinanze e cartelli che vietano la balneazione? "Quello di Goletta Verde è un monitoraggio puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali- sottolinea  Giancarlo Chiavazzo, responsabile scientifico di Legambiente Campania-, né pretende di assegnare patenti di balneabilità, tanto è vero che noi collaboriamo e ci confrontiamo con l'Arpac. Il problema è che l'agenzia si attiene alla normativa vigente (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) che prevede la sola valutazione sanitaria delle acque ovvero che non ci siano concentrazioni troppo elevate di batteri. Tuttavia là dove le acque sono microbiologicamente sane per l'uomo possono proliferare alghe e il mare può risultare sgradevole per fare il bagno. Ecco la diffidenza dei cittadini nei confronti delle istituzioni. Inoltre Goletta Verde preleva le acque proprio nei punti critici, all'imbocco di foci e canali, ecco che "Mappatella beach" dove tanti bambini fanno il bagno a ridosso dello scolo delle acque è risultata inquinata, mentre non lo è per Arpac che effettua il prelievo, secondo la normativa vigente, dove l'acqua è di 80 cm e dove la carica batterica è abbattuta dall'acqua del mare".

Aiuta a chiarire ancora di più la problematica anche il dirigente il dirigente responsabile della Tutela Ambiente Marino e Oceanografia di Arpac Lucio De Maio: "Legambiente ha posto dito nella piaga, il problema di depurazione delle acque reflue è un problema antico e irrisolto in molti tratti di costa. Oggi le tecnologie sono potenti e si potrebbe e dovrebbe investire di più. Un altro problema è quello della comunicazione: il Comune, nella persona del sindaco, massima autorità sanitaria, è l'unico unico a poter emettere l'ordinanza di divieto di balneazione, ma se si considerano i tempi tecnici spesso, anche se noi pubblichiamo sul nostro sito i dati microbiologici due giorni dopo il prelievo, questa viene emessa quando il rischio sanitario è già rientrato, ecco che si crea confusione nei cittadini tra ordinanze emesse e poi subito ritirate. E' vero che la legge attuale guarda solo la tutela della salute umana, quindi l'eccellenza si deve leggere come sicurezza di fare il bagno. Ma questo non soddisfa i cittadini. Ricordo la vicenda del 2009 quando fummo accusati dai cittadini e poi dalla Procura di non aver fatto le analisi in modo corretto nella penisola Sorrentina. A Sorrento si sentiva l'odore del Sarno, ma l'acqua era salubre poiché la carica batterica delle acque del fiume in mare era abbattuta poiché i batteri intestinali non sopravvivono nell'acqua di mare. Il fatto che non si depuri in modo adeguato se in molti casi non costituisce un problema per la salute dell'uomo, fa si che "concimiamo" il mare ovvero immettiamo in mare sostanze che venivano usate in agricoltura e che favoriscono la proliferazione delle alghe che cambiano i connotati del nostro mare. E questo è un danno ambientale non da poco". Il consiglio di Legambiente, che tra l'altro ha stilato la classifica delle "vele" con i tratti di costa più  puliti oltre che più salubri con Pollica si conferma regina dell’estate 2016, prima in Campania e seconda in Italia, è quello di guardare in tempo reale la mappatura dell'Arpac, ma anche più semplicemente di avere il buon senso di non bagnarsi in prossimità di canali e foci dove le acque appaiono sporche.

Leggi l'analisi completa Legambiente sul mare in Campania

Foto: Anna Paola Montuoro

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Alessandra del Giudice
Author: Alessandra del Giudice
Sociologa, giornalista pubblicista e appassionata di fotografia, è specializzata nel giornalismo sociale e di viaggio.

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