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CASA MORRA

casa morra 1Nella splendida cornice di Palazzo Cassano Ayerbo D’Aragona Casa Morra, lo spazio museale creato da Giuseppe Morra, inizia il suo secondo anno di attività con mostre e archivi unici e apre le porte a studiosi di tutto il mondo.

A salita S. Raffaele a Napoli, Casa Morra è il complesso di 4.200 mq che gradualmente la Fondazione Morra sta ristrutturando per accogliere l’ampia Collezione Morra, le opere di Julian Beck, Hermann Nitsch e Shozo Shimamoto si confrontano nella mostra I Giganti dell’Arte dal Teatro.  In contemporanea sono stati appena inaugurati: una sezione dedicata a Joseph Beuys che presenta opere e documenti donati dalla Collezione Lucrezia De Domizio Durini,  l’Archivio Living Theatre e gli Archivi Mario Franco su arte e cinema.

Casa Morra prosegue la visione già materializzata dalla Fondazione Morra nel Museo Hermann Nitsch Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee (realizzato nel 2008 dalla Fondazione Morra) della totalità dell’arte che sperimentando si mescola alla vita, insieme a quattro artisti che dalla pittura sono approdati al teatro e all’azione performativa ovvero mostra come l’arte sia una conoscenza intuitiva che, tramite l’esperienza creativa, apporta modificazioni, resistenze e rivoluzioni nell’esistenza di chi la fa propria. I Giganti dell’Arte dal Teatro pone infatti in dialogo fra loro quattro personalità che hanno fatto dell’arte la loro vita: Julian Beck, pittore dal 1944 al 1954, che dall’onda dell’espressionismo astratto giunge al teatro anarchico e di strada, al teatro di vita, fondando con Judith Malina la compagnia del Living Theatre; Hermann Nitsch, padre dell’Azionismo Viennese, che si accosta all’idea di “opera d’arte totale” nell’Orgien Mysterien Theater, una forma di teatro sinestetico che penetra gli abissi dell’inconscio per innescare una reazione catartica; Shozo Shimamoto, fondatore e membro del gruppo Gutai, che del colore fa uso materico e spaziale fino a raggiungere una pittura-azione dettata non più dal pennello ma dal gesto compiuto dall’artista;  Joseph Beuys, figura cardine della neoavanguardia, sostenitore della fusione tra arte e vita, tra ricerca artistica e impegno politico, per concepire una scultura sociale sul principio secondo cui “ogni uomo è artista”.

casa morra 2

Casa Morra non è un semplice luogo di esposizione e conservazione, ma uno spazio dinamico in cui la ricerca è parte essenziale del progetto e, nell’ottica di una “casa delle idee” in grado di stimolare la riflessione e la ricerca in relazione alla società e la sua evoluzione, sino a sfidare il tempo con una programmazione definita sino al 2116. Giuseppe Morra ha infatti pianificato 100 anni di mostre, attraverso il meccanismo del gioco dell’oca fatto di rimandi, attraversamenti e ritorni. Cicli espositivi regolati dall’alchimia dei numeri 3 e 7 che coincidono di volta in volta con il numero di artisti presentati o la quantità di opere e sequenze di mostre.

Occupa ampio spazio a Casa Morra l’Archivio Living Theatre, unico al mondo costruito nel tempo grazie all’amicizia di Giuseppe Morra con Judith Malina e Hanon Reznikov, che contiene testi, documenti, appunti e corrispondenze, scritti personali di Judith Malina, fotografie e diapositive, manifesti, inviti, giornali, libri, riviste e registrazioni video, tutti relativi agli anni 1969-2015, oltre ad un’ampia sezione dedicata a costumi e oggetti di scena. La Fondazione Morra ha acquisito una parte consistente dell’Archivio del Living, testimonianza preziosa e unica della loro storia specie adesso che anche Judith Malina è morta, dopo la scomparsa precoce, alla metà degli anni ottanta di Beck. Il Living ha lasciato tracce dei suoi archivi in diverse parti del mondo ma quello di Napoli è, assieme a quelli dell’Università di Yale e del Lincoln Centre di New York il più completo. I tre archivi si integrano tra loro creando una documentazione praticamente completa dell’attività del Living, uno dei gruppi teatrali che con più forza ha marcato l’identità del teatro della seconda metà del Novecento. Non è retorico sostenere che senza il Living il teatro contemporaneo non sarebbe stato lo stesso. Nato alla fine degli anni quaranta negli Stati Uniti ad opera di un giovanissimo pittore, Julian Beck, e della più inventiva e ardita delle allieve del Dramatic Workshop di Erwin Piscator, Judith Malina, il Living si caratterizza, fin dalla sua nascita, per una tensione alla sperimentazione, alla modernizzazione dei canoni scenici, alla realizzazione di un teatro in cui gli elementi tecnici e formali sono strettamente coniugati con la dimensione della vita. Per il Living anzi, i due termini, arte e vita, si sono sempre sovrapposti fino a rendersi indistinguibili l’uno dall’altro. Se questo risulta particolarmente evidente negli anni sessanta quando il Living, trasferendosi in Europa, determina nel nostro continente una svolta radicale nel modo di intendere e di praticare il teatro, l’intenzione di fondere assieme arte e vita è un concetto implicito nel nome stesso che la compagnia decise di darsi: un teatro vivente.

casa morra 3

Casa Morra ha inaugurato quest’anno anche una sezione dedicata al cinema con gli Archivi Mario Franco, una raccolta di libri, cataloghi, film in pellicola, in DVD e in vari formati sia analogici che digitali, che attraversano diverse correnti artistiche, dalle prima avanguardie fino ai giorni nostri, prodotti e collezionati in circa 50 anni di attività di Mario Franco, regista e storico del cinema. La vasta collezione spazia dalle origini del cinema alla produzione più recente, affrontando generi, autori e tendenze che hanno determinato la storia della settima arte. Una sezione molto ampia è dedicata ai documentari e al cinema sperimentale, dalle avanguardie tedesche, francesi e russe degli anni ’20 del XX secolo fino alle sperimentazioni dell’underground americano ed alle re­alizzazioni digitali contemporanee. Ad essa si alterna una speciale attenzione per le origini del cinema a Napoli e per le sperimentazioni artistiche degli anni Settanta.  L’Archivio si inserisce nel più vasto progetto di Casa Morra Archivio D’Arte Contemporanea, che intende la collezione di documenti come uno strumento critico che vede la memoria e il suo uso non come mero oggetto da museo, ma come opera viva in rapporto quotidiano con le nostre esistenze, pratica effettiva per dare senso al pas­sato e possedere il presente. Dal 14 ottobre al 23 novembre La Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, nell'ambito di PROGETTO XXI (ed. 2017, Itinerari del Contemporaneo e Confronti) presenta a Casa Morra, in collaborazione con la Fondazione Morra,  SOGNI INCUBI DELIRI, la prima rassegna cinematografica dagli Archivi Mario Franco a cura di Mario Franco.

Infine il racconto espositivo di Casa Morra si estende e aggiunge l’opera 3_Lucifero_archeologia (albero) di Gian Maria Tosatti, una delle “Sette Stagioni dello Spirito”, progetto site-specific che l’artista ha realizzato a Napoli, disseminando sette installazioni ambientali nei tre anni di residenza presso la Fondazione Morra.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Alessandra del Giudice
Author: Alessandra del Giudice
Giornalista, fotografa, sociologa, attrice, cuoca, artigiana. Fa parte della redazione di Napoli Città Solidale e collabora con il Corriere del Mezzogiorno. Ama le storie e le inchieste: proverbiali i suoi scritti XL. L'eclettica Alessandra talvolta dimentica in quale iperspazio ha lasciato la testa, incorrendo in tragicomiche gaffe. Alice, per gli amici, appena può parte per qualche paese lontano, ma torna sempre nella sua città preferita: Napoli.

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