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Nel Regno di Napoli, Donadio e Braucci al Modernissimo

regnodiNapoliCristina Donadio e Maurizio Braucci, insieme al regista Werner Schroeter, sono ospiti al Cinema Modernissimo lunedì 12 marzo 2018. Alle 18 è prevista la proiezione de “Nel Regno di Napoli” nell’ambito di Montagkino, “I tedeschi del lunedì”, la rassegna cinema curata dal Goethe-Institut di Napoli.

Esattamente quaranta anni fa “Nel Regno di Napoli” di Werner Schroeter fu presentato al Festival di Cannes. Il dramma descrive una cronaca italiana del dopoguerra basata su una storia familiare napoletana, ancora oggi di grande rilevanza. Il film è girato in dialetto napoletano in luoghi originali.

«Guardo la locandina de “Nel regno di Napoli” e mi viene una grande tenerezza. Quarant’anni non sono pochi. Vedo me Cristina piccola, 18enne: avevo da poco iniziato a fare teatro e poi è arrivato anche il cinema» dice Cristina Donadio, riflettendo sull’opera. «Ho sempre pensato che l’incontro con Werner Schroeter mi aveva dato il senso di quello che il cinema ha sempre significato per me: qualcosa di profondamente toccante. In questi quarant’anni ho detto tante volte “no” al cinema perché mi sembrava lontano da quel sentimento di Werner e che tutta la squadra di questo film mi avevano fatto conoscere».

regnodiNapoli 1

«Werner Schroeter a Napoli – sottolinea Donadio - fu come una bomba che arrivava dall’altra parte del mondo: lui tedesco che viveva in Messico che veniva a fare un film a Napoli. In molti gridarono un po’ allo scandalo. Lui realizzò un film veramente emozionante, poetico, pieno di rispetto, amore e di grande trasporto per Napoli. Ma il film a Napoli andò malissimo, fu snobbato, in pochi lo andarono a vedere. Fu invece presentato al Festival di Cannes ed ebbe un grandissimo successo. Ricordo belle recensioni. Raccolse premi nel mondo, molto amato dalla critica». «La scelta degli attori nel film – evidenzia Donadio - fu anche abbastanza significativa: il cast era molto teatrale, forse anche perché il regista amava il teatro, e questa recitazione un po’ visionaria, una modalità altra».

«Nel Regno di Napoli è un film che racconta di una città (e di un Sud) che ancora oggi, dopo 40 anni, in parte esiste, un regno bello e terribile con regole proprie dettate dalla sopravvivenza e dalla tradizione» dice Maurizio Braucci che aggiunge: «É un film che racconta drammaticamente di una città classista dove il rapporto tra intellettuali e sotto istruiti è caratterizzato da un profondo senso di irresponsabilità da parte dei primi verso i secondi. Ai politici e agli intellettuali il regista sembra dire che i bisogni e i diritti di tante persone sono rimasti inesauditi. É la mia precisa posizione: abbiamo tanti talenti, tanta intelligenza ma la democrazia qui da noi è ancora una ferita aperta. Qui nel regno di Napoli, cioè in quel Mezzogiorno di cui Napoli è emblema».

In una cronaca che va dal 1944 al 1976, Schroeter racconta il destino di una coppia di fratelli a Napoli. Nel giorno del ritiro dei tedeschi, in un quartiere povero della città viene al mondo Vittoria e poco dopo suo fratello Massimo. Il padre è un socialista convinto, la madre una devota cattolica. Dopo la sua morte, anche Vittoria si avvicina alla chiesa. Massimo assomiglia a suo padre, lavora come distributore del giornale del Partito Comunista e viene arrestato in una manifestazione contro la guerra del Vietnam.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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