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In scena ad Acerra le “Tre sorelle” di Čechov

Foto di scena di "TRE LE SORELLE PROZOROV" Nina BorrelliIl teatro di Anton Čechov messo in scena da Giovanni Meola attraverso la drammaturgia partecipante di tre favolose attrici: Roberta Astuti, Sara Missaglia, Chiara Vitiello, in una versione particolarissima di “Tre sorelle”.

Una grande prova per registi e attori: Anton Čechov che la compagnia Virus Teatrali affronta mettendo in scena una versione originale, intensissima e imperdibile di “Tre sorelle”: “Tre. Le sorelle Prozorov” che andrà in scena al teatro Rostocco di Acerra il 13 e 14 aprile. Il corpo-a-corpo con uno dei drammaturghi e commediografi più importanti ed influenti della storia del teatro è un delicato lavoro di riscrittura sul campo.

“Tre sorelle” di Čechov.

"Tre sorelle" è un dramma teatrale, penultima opera drammatica composta da Anton Čechov nel 1900. Al centro del racconto tre sorelle, figlie di un generale morto l'anno appena trascorso: Maša, sposata giovanissima a Kulygin, un professore di ginnasio che non ama; Olga, la maggiore, insegnante in un liceo femminile e infine Irina, la più giovane e bella. Le tre sorelle sono in attesa di trasferirsi a Mosca per sfuggire alla soffocante e mediocre vita di provincia. Con loro vive il fratello, Andrej, ragazzo dotato di una poliedrica cultura e perciò candidato ad un futuro da brillante intellettuale. La loro casa di provincia è frequentata da giovani ufficiali quali il barone Tuzenbach, Solënyj dal carattere complesso, metà timido e metà cafone ed infine i cadetti Fedotik e Rodè e dal sessantenne dottor Čebutikyn, disilluso e nichilista. Il colonnello Veršinin, ufficiale non più nel fiore degli anni, mal maritato, facondo, filosofo, continuamente assillato dall'interrogativo di come sarà il mondo dopo di noi, è stato trasferito nella cittadina dove si svolge l'azione da Mosca e va a far visita alle tre sorelle perché frequentava il padre quando era in vita. Il testo è un viaggio nell’animo femminile, alla ricerca delle ragioni profonde della felicità e dell’infelicità talvolta auto inflitta.

La regia di Giovanni Meola.

"Questo progetto mi è particolarmente caro- chiarisce il regista Giovanni Meola, perché assieme alle tre attrici e alla mia assistente abbiamo voluto condividere, mesi fa, una sfida assai intrigante, ma anche rischiosa: una riscrittura scenica collettiva di un capo d'opera come 'Tre Sorelle'. Ci siamo scelti e ci siamo regalati una disponibilità allo studio e alla pratica rarissimi in questo campo. Per chi fa teatro, misurandosi ogni giorno col tentativo di dar vita, in scena, a qualcosa che abbia un senso razionale, epidermico, carnale, visivo, estetico, concettuale e che, appunto, riesca ad avere 'vita' e a ritrasmetterla, Cechov è un colosso col quale, prima o poi, misurarsi. Farlo, ha significato ingaggiare una lotta senza quartiere non solo con ciò che ha scritto questo straordinario autore, ma anche e ancor di più con il cosiddetto suo 'non detto' e, a volte, anche 'non scritto'. E noi questo stiamo provando a fare, tra entusiasmi, dubbi, retromarce, avanzate spedite e tanta applicazione. Applicazione creativa nel praticare una riscrittura che non lasci per strada l'essenziale di 'Tre Sorelle' ma che sia anche una mia e nostra decisa interpretazione, con una sua personalità chiara e riconoscibile, con la quale riuscire nell'impresa di mettere in scena i tanti personaggi di quel testo con sole tre attrici”.

GUARDA il TRAILER di “Tre. Le sorelle Prozorov”:

Sara Missaglia racconta la “sua” Olga.

Sara Missaglia, Roberta Astuti e Chiara Vitiello sono tre attrici duttili, 'vere' e intelligenti. Roberta Astuti è la giovane Irina, Chiara Vitiello è la mezzana Masha, e Olga, la maggiore è Sara Missaglia. L’intensità di questa versione di “Tre sorelle” è dovuta anche al loro sguardo intenso e profondo come è l’animo femminile, e alla loro interpretazione magistrale non solo delle tre sorelle, ma anche di quasi tutti gli altri personaggi dell’opera, sia femminili che maschili. “Il nostro "Tre. Le sorelle Prozorov"- spiega Sara Missaglia - mette in scena quello che nel testo non è esplicito: desideri e passioni dei personaggi. Olga è colei che cerca sempre di mediare, che vuole mantenere "la forma", che porta avanti strenuamente l'idea del "torneremo a Mosca". Lei rappresenta, più di tutte, il contatto con il passato. È lei che ripete ossessivamente la frase "bisogna ricordare", mantra che manifesta il suo non essere nel presente, ma restare ancorata a quel che non c'è più. Il suo mal di testa costante, che lei attribuisce al suo lavoro da insegnante, pare essere più il sintomo del suo essere incompiuta come donna: "l'avrei amato mio marito" è una delle sue battute chiave. La forza del nostro spettacolo è la squadra di lavoro che il regista Giovanni Meola ha messo insieme, composta da noi attrici e l'aiuto regia di Annalisa Miele. Un lavoro di studio e destrutturazione del testo originario di Cechov, cominciato nell'estate 2017 e che ci ha visto debuttare mesi dopo, a febbraio 2018. Mesi nei quali abbiamo esplorato varie strade di ricerca, spesso interrogando noi stessi, non solo dal punto di vista dei nostri ruoli, ma nella nostra vita privata e intima”.

Cosa: “Tre. Le Sorelle Prozorov”, Virus Teatrali, regia di Giovanni Meola con Roberta Astuti, Sara Missaglia, Chiara Vitiello. Ass.te alla regia Annalisa Miele.

Quando: Sabato 14 (ore 20.30), domenica 15 (ore 18).

Dove: Teatro Rostocco, Acerra in Corso Italia n.128.

Quanto: biglietto intero 10 euro.

Info e prenotazioni: cell. 348 2924555, www.virusproduzioni.it,  virusteatrali@gmail.com (dato il non elevato numero di posti a sedere, per chi fosse interessato ad assistere allo spettacolo è vivamente suggerita la prenotazione attraverso mail o SMS ai recapiti indicati specificando giorno e numero di persone. La risposta via mail equivarrà alla registrazione).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Alessandra del Giudice
Author: Alessandra del Giudice
Sociologa, giornalista pubblicista e appassionata di fotografia, è specializzata nel giornalismo sociale e di viaggio.

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