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Napoli: location di grandi film e fucina di futuri grandi attori

Alienist“Stupore, impegno e formazione continua”:il segreto di Giovanni Scotti, attore napoletano che a soli 22 anni ha già recitato in importanti produzioni internazionali come The Happy Prince e The Alienist. In scena al Teatro Diana il 24 maggio con “Sabato che Peccato!” per la Scuola del teatro Diana.

Napoli è sempre più ambientazione prediletta di film nazionali e internazionali, ma ci sono anche alcuni giovani attori napoletani molto apprezzati all’estero. E’ il caso di Giovanni Scotti (segnate questo nome e ne riparleremo tra qualche anno o anche prima) che a 22 anni, faccia da bravo ragazzo e sguardo intelligente, nonché capacità recitative spiccate, sta realizzando con impegno e tenacia il suo sogno di fare l’attore. Testimonial di quanto è importante la formazione insieme allavocazione, Giovanni Scotti recita insieme a Danilo Ruggiano in Sabato che Peccato!  (il testo è scritto da Susy Mocerino come riadattamento del racconto “La prigione del Sabato” di Maurizio de Giovanni) giovedì 24 maggio alle 19.30 al Teatro Diana per la chiusura del primo anno scolastico de “la Palestra dell’autore” branca di scrittura teatrale, a cura di Maurizio de Giovanni e Francesco Velonà che da quest’anno ha affiancato la  storica Palestra dell’attore diretta da Giancarlo Cosentino che è stata per Giovanni Scotti un’esperienza importante e un trampolino di lancio per i provini in tv. 

Giovanni, come è nata la tua passione per la recitazione e come si è sviluppata?

Poiché ho studiato il pianoforte fin da piccolo e ho una sorella che fa danza ho sempre frequentato il teatro, potrei dire che “l’aria dell’arte” era presente nella mia vita da sempre. Ho fatto un piccolo laboratorio di teatro alle medie che mi ha fatto venire la voglia di  approfondire la recitazione, ma è nell’adolescenza che ho capito che recitare per me era necessario. A 15 anni ho iniziato a formarmi concretamente prima all’Art Garage a Pozzuoli, poi alla Palestra dell’attore del Diana. Contemporaneamente ho fatto tantissimi stage sia a Napoli che a Roma. La mia formazione è in continua progressione. A 22 anni ho la fortuna di aver conosciuto storie diverse e percorsi diversi. Mi piace confrontarmi con più visioni e più punti di vista sul teatro e con persone che hanno il mio stesso sogno. I miei maestri sono stati tutti importanti per il mio percorso, ognuno per un motivo e da ognuno di loro ho “rubato” qualcosa.

Dal teatro sei passato al cinema, trasformando la passione in un lavoro vero e proprio.

Il 2016 per me è stato un anno molto fortunato, di svolta. Grazie alla Palestra dell’attore diretta da Giancarlo ho avuto la possibilità di fare i miei primi provini per la tv e il cinema che mi hanno spianato la strada per la serie Sirene che, girata nel 2016, è andata in onda nel 2017. Poi anche grazie alla mia agenzia Cucchini, sempre nel 2016 ho recitato nel film di Rupert Everett, The Happy Prince uscito il 12 aprile scorso, in cui interpreto un pescatore napoletano sedotto da Wilde che grazie al suo benessere economico acquistava i favori dei giovani ragazzi. Rupert Everett è una persona speciale per la sua gentilezza, per l’affetto dimostrato verso noi attori, è qualcosa di difficile da rendere anche a parole. E’ stato un amico e un punto di riferimento costante, ha scelto uno ad uno noi attori ed è stato molto disponibile anche quando ho avuto dei problemi a girare delle scene perché ero impegnato contemporaneamente con Sirene. Spero di incontrarlo di nuovo in futuro. Contemporaneamente al cinema non ho abbandonato il teatro collaborando con Massimo Maraviglia a vari progetti tra cui Strafaust, una rivisitazione del Faust in chiave contemporanea che va ad indagare i drammi esistenziali dell’essere umano di oggi. Nel 2017 ho recitato nello spettacolo In attesa di giudizio diretto dal regista Roberto Andò per il Napoli Teatro Festival. Intanto in Svizzera è uscita una serie in cui ci sono anche io, ma che in Italia non andrà in onda. E’ iniziata invece il 19 aprile su Netflix la serie della Paramount L’alienista con Daniel Brühl, Luke Evans e Dakota Fanning. Interpreto Enzo Santorelli, giovane emigrato siciliano nella New York della fine dell’800 che si trova invischiato in una serie di crimini. E’ un personaggio intenso che rappresenta il centro di una famiglia sfasciata dalla povertà e poi dall’assassinio del fratello, una situazione che è lo spaccato di un’epoca in cui le differenze sociali erano molto forti.

Giovedì 24 tornerai a recitare sul palco del Diana, dove qualche anno fa hai seguito la scuola. Che emozione provi?

Sono felice di lavorare di nuovo con Giancarlo Cosentino che è stato il mio insegnante e ha già diretto me e altri 20 allievi in La visita della vecchia signora, il riadattamento del bellissimo testo di Friedrich Dürrenmatt. Giancarlo è una persona molto importante per me perché oltre ad essere un grande professionista e, come ho detto, mi ha permesso, con la scuola, di prendere i contatti per fare i primi provini, mi ha trasmesso l’approccio con cui l’attore dovrebbe guardare il mondo: con lo sguardo pieno di stupore del bambino, perché è solo entusiasmandosi per le cose nuove della vita che si riesce a trasmettere questa emozione al pubblico. Il testo che mettiamo in scena giovedì è tratto da un racconto di Maurizio De Giovanni, una storia spiazzante che prende spunto da un fatto di cronaca tragico avvenuto qualche anno fa. Come solo un bravo scrittore può fare De Giovanni ha fiutato che dietro quella vicenda c’erano dinamiche psicologiche e umane interessanti che andavano indagate più a fondo. Il riadattamento di Susy Mocerino restituisce tutta la contraddizione del dramma umano provocando nello spettatore risate e brividi.

Qual è la ricetta per fare l’attore nella vita?

Sto lavorando perché questo diventi il mio mestiere stabile, cercando di imparare da ogni situazione e da ogni persona che incontro. Tutto ciò che mi circonda può essere fonte di ispirazione per fare questo lavoro. Io non mi sento arrivato, perciò è strano sentirsi domandare una ricetta.  Mi sono sempre trovato a fare la domanda: “Cosa ci vuole per fare l’attore” quando ho incontrato attori importanti. Oggi credo che bisogna essere molto determinati e non farsi scoraggiare dalle paure o dal giudizio altrui. Se recitare è ciò che ti fa svegliare al mattino devi solo affrontare questo mestiere con serietà, studiare, metterti in gioco e affrontare con positività e passo dopo passo le varie prove attoriali. Un’altra cosa importante è saper recitare bene in inglese. In un mondo che sta perdendo le sue connotazioni nazionali, integrarsi in un sistema cinematografico aperto e senza frontiere è necessario per un attore, perché ti permette di lavorare con molte più produzioni internazionali, ma anche nazionali: basti pensare che anche i film e le serie italiane oggi vengono girati in inglese.

I prossimi progetti?

Sto lavorando in un film sulla storia di Lamborghini girato in Italia in inglese con tutti attori italiani, a parte i protagonisti Banderas e Baldwin. Io interpreto Silvio, il fratello di Ferruccio Lamborghini. Il film uscirà l’anno prossimo.

Giovanni Scotti

La Palestra dell’Attore del Teatro Diana

La Palestra dell’attore giunta al 15esimo anno di attività, annovera oltre 60 allievi suddivisi in quattro Corsi di Formazione Teatrale, con età che va dai 10 ai 70 anni. Gli allievi del corso di quest’anno metteranno in scena mercoledì 23 maggio alle 16.30 gli spettacoli dal titolo “L’esame” di Andy Hamilton, “Sottosopra” testi di Woody Allen e Karl Valentin, “Povero Piero” di Achille Campanile, mentre il 24 maggio alle 21.00, “Il fu mattia Pascal”, dal romanzo di Luigi Pirandello, per la regia di Giancarlo Cosentino.

La Palestra dell’Autore del Teatro Diana

La scuola di scrittura, La Palestra dell’autore,  curata da Maurizio de Giovanni e Francesco Velonà, chiude il suo primo anno di attività giovedì 24 maggio alle ore 19.30 con la messa in scena di una delle prove del Laboratorio di scrittura teatrale “Sabato che Peccato!” scritto dell'allieva Susy Mocerino, estratto dal racconto di Maurizio de Giovanni “La prigione del Sabato” con protagonisti Giovanni Scotti e Danilo Ruggiano. Il primo anno di corso realizza un bilancio più che positivo, contando oltre 15 iscritti , impegnati in un programma molto approfondito realizzato su sette mesi: da novembre a maggio. Con l’esperienza accumulata durante quest’anno di corso, assistendo a tutti gli spettacoli teatrali del Teatro Diana e attraverso incontri con attori e registi, gli alunni si sono cimentati nella scrittura di testi originali, tratti da loro idee, sia sotto forma commedia, sia di monologo. La palestra dell’autore si pone quale mission prioritaria quella di diventare una fucina di nuovi talenti della drammaturgia napoletana.

Cosa: Spettacoli che celebrano la conclusione dell’anno 2017-2018 della scuola di teatro del Teatro Diana, corsi: La palestra dell’attore e la palestra dell’autore.

Dove: Teatro Diana, via Luca Giordano, 64, Napoli

Quando: 23 maggio alle 16.30, 24 maggio alle 21.00, giovedì 24 maggio alle ore 19.30

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Alessandra del Giudice
Author: Alessandra del Giudice
Sociologa, giornalista pubblicista e appassionata di fotografia, è specializzata nel giornalismo sociale e di viaggio.

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