sabato 23 MARZO 2019
blank
 
chi siamo 
contatti

Bambini e piccoli problemi quotidiani: una guida per i genitori

bambiniRiuscire a decodificare quello che i nostri bimbi stanno cercando di dirci non è sempre facile, soprattutto quando sono nella fascia d’età 0-6. Un’età meravigliosa perché costellata di scoperte e conquiste, ma anche difficile perché chi dice indipendenza dice rottura. Per farci aiutare nel nostro difficile compito, abbiamo deciso di intervistare Caterina Vecchio, psicologa e insegnante della scuola dell’infanzia.

La dottoressa lavora da anni nella scuola sperimentale parificata “Dalla parte dei Bambini”, un istituto moderno e innovativo in termini di pedagogia e comunicazione con i più piccoli.  L’educatrice psicologa ci accompagnerà in qualche situazione - tipo nella quale tutti i genitori  (o quasi) si sono trovati - cercando di rispondere a quelle che sono le principali difficoltà, sia per i bambini che per i loro genitori.

Addormentamento: non prenderlo come una sfida

Il sonno, o meglio il rifiuto del sonno, può essere una balena bianca per molti genitori e figli, risultando spesso in frustrazione (da parte di entrambi) e nervosismo.

“Quello che consiglio ai genitori è di non prendere il problema come se fosse una sfida. Bisogna uscire dall’assioma ‘io voglio che tu dorma e devi dormire’ al quale il bambino può ribellarsi. Bisogna cercare di parlare con i figli dell’importanza del sonno e cercare di trasformarne la percezione”, racconta la psicologa Vecchio.

bambini 1

Il sonno è il momento nel quale (anche noi adulti ) lasciamo andare tutte le tensioni, il controllo e ci affidiamo al nostro inconscio. Ma è anche il momento dove tutte le nostre difficoltà, paure ed insicurezze ci colgono nel momento di maggiore vulnerabilità. Certo, un bambino sarebbe incapace di capire la complessità di questo meccanismo ed è proprio per questo che il ruolo del genitore deve essere quello di indagare sulla ragione scatenante del rifiuto del sonno e, tramite qualche piccolo trucchetto, riuscire ad aiutarne l’addormentamento.

Il consiglio della psicologa è quello di inventarsi dei giochi, delle routine che precedono il momento del sonno, come per esempio scegliere un giochino per dormire, raccontare una storia o cantare una canzoncina. In questo modo, il momento di andare a dormire diventa più facile da prevedere e quindi perde di carica ansiogena per il bambino, rassicurandolo. 

Spannolinamento: né troppo presto né troppo tardi

Togliere il pannolino per un bambino è un passaggio delicato ma fondamentale. Si tratta del passaggio ad un'altra era dove anche lui, come i grandi, viene fatto entrare nel bagno per i bisogni fisiologici. Però come abbiamo già detto, ogni conquista implica frustrazione. Ma in fondo tutte le cose belle della vita bisogna sudare per ottenerle, quindi niente paura genitori, basta mantenere la calma. “L’errore tipico - spiega Caterina - è quello di toglierlo troppo presto o troppo tardi. La cosa fondamentale è stare attenti ai segnali dati dal bambino”. Per segnali, si intendono un interesse da parte del bambino sulla questione (fa domande sulla pipì o cacca, osserva i genitori nell’espletamento delle funzioni fisiologiche etc) ma anche se il bambino inizia a segnalare ogni volta che fa pipì o cacca. Perché il bambino possa serenamente passare in questa nuova era della sua vita deve aver acquisito il controllo sfinterico, cioè deve aver capito come far aspettare un bisogno.  Farlo troppo presto risulterebbe per il piccolo come se ci si aspettasse da noi di essere in grado di scalare l’Everest su un solo piede. “Ma anche farlo troppo tardi può essere un problema” aggiunge la psicologa Vecchio.

Un altro errore al quale dobbiamo prestare attenzione, ed uno dei più comuni, è il ‘leva e metti’. “Quando i genitori decidono di togliere il pannolino, devono cercare di essere coerenti nella loro scelta, anche se il bambino fa pipì a terra 10 volte su 10. Bisogna essere comprensivi e non aspettarsi la perfezione”.  È meglio, secondo la psicologa, lasciare che il bambino si sporchi un poco piuttosto che aspettarsi che si abitui a questo passaggio in maniera intermittente.  Il consiglio ancestrale è quello di farlo tra la primavera e l’estate, così i cambi sono più facili e si sporcano meno cose.

bambini 2

Inserimento: anche se fa male il distacco, “la scuola è una cosa bella” 

Una delle esperienze comuni della genitorialità è il senso di colpa che ci invade quando, sull’uscio dell’asilo, quasi pronti a cominciare la nostra giornata lavorativa o no, la nostra prole ci guarda e ci implora di non lasciarla lì a scuola.  Alle volte il pianto raggiunge livelli di disperazione da farci sentire lo stomaco che si contorce e le lacrime che si formano anche a noi agli angoli degli occhi, vorremmo fare solo una cosa: prenderli in braccio e portarli via. Per fortuna, Caterina ha qualche consiglio: “Bisogna ricordarsi del bene che gli fa la scuola  e soprattutto ricordarsi che il nostro senso di colpa non fa che rendere vera e legittima la paura dei bambini”.  

Se il messaggio è invece che la scuola è una cosa bella, con il tempo e l’abitudine, il pianto del momento del distacco non sarà più l’espressione di una paura ma solamente un ponte di nostalgia che con il tempo tende a sparire. “Il bambino percepisce la sicurezza del genitore che poi trova riscontro nell’effettivo divertirsi a scuola e fare nuove amicizie”, conclude la psicologa. 

Il consiglio della psicologa: dare sempre coordinate chiare

Infine, eccco la perla di saggezza della nostra psicologa: “I genitori devono ricordarsi di essere i detentori del sapere, sono i genitori che sanno cos’è il bene e cos’è il male. I bambini, soprattutto nella fascia 0-6, hanno bisogno che il bene e il male siano come delle coordinate date dai genitori, che siano concetti ai quali i grandi diano un significato. Questo li tranquillizza, perché in fondo è molto più facile navigare con delle coordinate precise piuttosto che essere in balìa del mare”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Eva de Prosperis
Author: Eva de Prosperis
giornalista e scrittrice, ha lavorato come reporter dai Balcani e da Parigi

Articoli correlati

Notizie

  1. ULTIME
  2. PIU LETTE
isidoroAlla Sala Assoli di Napoli “Isidoro”...Fra lacrime e risate giunge sul palco della Sala Assoli...
Milik 1Le tante curiosità sul NapoliCon la sosta del campionato a causa degli impegni delle...
funghiI funghi come risorsa per la memoria...La memoria è un bene prezioso si sa, ci permette di...
FSCLegno sostenibile per garantire le...Edilizia ed ecosostenibilità: in tempi in cui si parla...
maurizio-de-giovanni-2I romanzi di de Giovanni al cinema e...Lo scrittore napoletano anticipa: “I Bastardi di...
ex-asilo-filangieri-estEx Asilo Filangieri: Libertà e...Si chiamano “abitanti” e da marzo 2012 stanno...
skin careBotulino? No grazie. Arriva Sublime SkinNon è solo per donne e non ha controindicazioni, tranne...
crociera-con-delitto“La nostra missione è raccontare storie”Partito con i gialli e le cene con delitto, il teatro Il...
agendo 2019 banner
Prenota la tua copia inviando una e-mail a comunicazione@gescosociale.it
il poggio
napolicittasolidale
amicar 500