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À Cannelora, I femminelli ed il culto di Mamma Schiavona

MontevergineCome ogni anno gruppi di Femminelli si preparano per l’evento dell’anno à Juta è Montevergine. Un pellegrinaggio antichissimo ben radicato a Napoli fino al santuario di Montevergine, situato a Mercogliano in provincia di Avellino. Durante la Seconda guerra mondiale a Montevergine è stata custodita la Sacra Sindone. I Savoia, allora proprietari della Sindone, la affidarono al Vaticano per proteggerla dalla guerra. Oggi è il teatro di una tradizione un po’ particolare, al crocevia tra il sacro ed il profano.

La Storia

Nel celebre Santuario di Montevergine, in provincia di Avellino, c’è un dipinto di una Madonna dal  volto nero, chiamata affettuosamente dai suoi devoti Mamma Schiavona. La raffigurazione della Vergine è un ex Voto. Un dono fatto dagli Angiò alla comunità di monaci che viveva nel Santuario. Sono stati proprio i monaci a coniare l’appellativo Mamma Schiavona. Questa caratteristica non faceva che avvicinare spiritualmente la Vergine ai fedeli. Mamma Schiavona con la faccia scura come i mori, così simile e vicina al popolo. Percepita come una ‘schiava’, un’oppressa,una donna del popolo. Chi meglio di lei può capire i mali e le sofferenze dei suoi fedeli? Questo la rende molto amata: quasi 2 milioni di pellegrini dalla Campania, dal Lazio e dalla Calabria, oltre a numerose comunità di cittadini dello Sri Lanka provenienti dal Napoletano, ogni anno giungono sul monte Partenio. Tradizionalmente il pellegrinaggio era dedicato alle giovani donne in età da marito che si recavano dalla Vergine per chiederle la grazia. Era tradizione che le giovani donne portassero dei rami di ginestre. Lungo il pellegrinaggio le intrecciavano, sarebbero tornate l’anno successivo con il loro futuro marito per scioglierne i nodi.

La tradizione affonda le sue radici molto lontano nella storia. Si narra che nel 1200 ca, durante una bufera di neve una coppia di uomini fosse stata scoperta in flagrante atto amoroso. I due giovani furono catturati ed imprigionati sul monte con delle lastre di ghiaccio. A salvarli fu l’intercessione miracolosa della Vergine che con un raggio di sole colpì la lastra di ghiaccio. La comunità LGBT riconosce nella Mamma Schiavona una protettrice, una Madre che tutto perdona e tutto capisce. La Mamma Schiavona è, in particolare in Campania, riconosciuta come la protettrice dei Trans. Si tratta di un’esperienza mistica, dedicata ad i credenti ma che affascinerà anche i laici.

montevergine cannelora

La festa

Ogni anno lungo il monte il 2 febbraio, nel giorno della Candelora, à Cannelora a Napoli, una processione al crocevia fra il santo e profano si avvia lungo la fiancata ripida e lunga della montagna che ospita il Santuario di Montevergine : la Juta dei femminelli. Il pellegrinaggio, tra balli e canti, accompagna questo colorato gruppo di fedeli al Santuario ed alla messa. Principalmente tollerati, ed in molti casi rispettati, dal clero e dai fedeli, la comunità LGBT ogni anno affolla le strade della città ed il Santuario dei canti ammalianti e tradizionali, del ritmo folgorante della tammorra. “I trans vanno a Montevergine perché si sentono rappresentati, protetti dalla Mamma Schiavona” ci confida Loredana Rossi dell’Associazione Trans di Napoli, l’ATN “In passato abbiamo avuto dei problemi con il clero, circa 7 anni fa, ma grazie ad un lavoro fatto anche grazie a Vladimir Luxuria le cose sono rientrate. Adesso la Chiesa ci aspetta e sono felici di vederci”. Vladimir Luxuria, infatti, è diventata un po’ la beniamina della Juta. Qualche giorno le è stato concessa la cittadinanza onoraria ad Avellino, gesto per significare la gratitudine del Comune e dei cittadini. “Purtroppo a volte ci dobbiamo scontrare con l’ignoranza della gente che ci vorrebbe forse separati dalla società, ma si tratta sempre di piccoli gruppi. Noi siamo tollerate dalla città ma in ogni caso nel Santuario ci sentiamo rispettate. La Mamma Schiavona ci accoglie. Per questo ogni anno femminelle e Trans salgono fino al Santuario per chiedere la grazia”.

Ogni anno l’ ATM, Associazione Trans Napoli, organizza la Juta a Montevergine . Quest’anno in più ci sarà da Bologna una delegazione de MIT, Movimento Identità Transessuale, e con loro 5 ragazze richiedenti asilo ospitate nella casa sociale del MIT. Il programma prevede la partenza da Napoli in pullman alle 8.00 da via Medina angolo p. zza Municipio. La giornata comincerà con una sosta al Santuario, pranzo con ricco menù: Antipasto di affettati nostrani con formaggio locale e contorni, centrotavola di zuppettine di legumi e verdure. Primo secondo contorno e caffè. Seguiti dalla spumeggiante tombola scostumata con Loredana Rossi e Samantha.

Per più informazioni, questo link porta alla pagina fb dell’evento : https://www.facebook.com/events/525694881271297/

Come raggiungere Montevergine

Chi viaggia in treno può raggiungere Avellino con le Ferrovie dello Stato, proseguire con la filovia fino a Mercogliano; prendere quindi la funicolare. Da Napoli Centrale con le autolinee della Regione Campania. In auto: prendere l’autostrada Napoli-Bari, uscire ad Avellino Ovest, immettersi sulla Nazionale per Montevergine; a Ospedaletto d’Alpinolo imboccare la strada statale per Montevergine.

(Foto di Luciano Ferrara)

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Eva de Prosperis
Author: Eva de Prosperis
giornalista e scrittrice, ha lavorato come reporter dai Balcani e da Parigi

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