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“Da Wonder Woman a Bebe Vio: Il Coraggio delle Donne” un libro e una mostra contro ogni genere di abuso

WONDER WOMAN A BEBE VIOQuarantanove donne simboli di forza, coraggio e resistenza sono al centro della mostra itinerante “Da Wonder Woman a Bebe Vio: Il Coraggio delle Donne” dell’illustratrice Simona Bryant, inaugurata il 12 marzo presso il Foyer del PAN – Palazzo delle Arti di Napoli e visitabile fino al 17 marzo 2019.

 Una mostra che si collega, in una rete virtuosa, all’omonimo libro scritto, realizzato e prodotto da “Il Vaso di Pandora – La speranza  dopo il trauma”, la onlus che si occupa di sostegno alle vittime di abusi fisici, psicologici e sessuali. Sfuggendo ad ogni sorta di pietismo e autocommiserazione, la mostra e il libro intendono dare un forte messaggio di speranza e motivazione, invitando le donne in difficoltà a reagire senza aver paura di chiedere aiuto, ma anche tutta la comunità a dare un supporto reale in un’epoca in cui femminicidi, stupri e sentenze sommarie e ingiuste sono purtroppo all’ordine del giorno. L’inaugurazione è stata preceduta da un momento di dibattito che ha coinvolto, fra gli altri, Antonella Montano, Direttrice dell’istituto Beck di Roma e Presidente dell’Associazione il Vaso di Pandora; Martina Salvati, Pubblico Ministero - Procura della Repubblica di Nola; Rosa Cappelluccio, psicoterapeuta e consulente Ufficio Garante per L’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Campania; l’avvocato Alessia Schisano, specialista in diritto di famiglia e attiva nella salvaguardia dei minori e dei soggetti svantaggiati; e la giornalista e scrittrice Giuliana Covella.

“Secondo quanto dichiarato proprio quest’anno dall’Organizzazione Mondiale della Sanità una bambina su tre e un bambino su sei, nel mondo, subisce abusi. Parliamo di abusi di tutti i tipi: fisici, sessuali, psicologici, che comportano traumi che queste persone porteranno con sé per tutta la vita. – dice Antonella Montano - L’associazione “Il Vaso di Pandora” nasce su un modello americano, come punto di incontro e di riferimento costante nella vita di queste persone. Nella sua forma italiana, si compone di oltre 40 volontari fra medici, psicologi, avvocati, sociologi, che mettono a disposizione delle persone che hanno subito abusi, ma anche dei loro famigliari, le proprie competenze. Su nostro sito on-line è possibile accedere ad una miriade di informazioni utili, contattare i professionisti, ma anche confrontarsi attraverso un forum che garantisce il totale anonimato degli utenti. Il Vaso di Pandora, in collaborazione con l’Istituto Beck di Roma, mette a disposizione di queste persone anche dei gruppi di sostegno che si svolgono settimanalmente, condotti da me insieme alle dottoresse Rita Vadalà e Laura Pascucci, oltre a seminari di informazione sul fenomeno dell’evento traumatico e corsi sulla gestione dello stress. L’idea di scrivere un libro è nata proprio da noi volontarie, al fine di raccogliere fondi per le attività svolte dalla nostra associazione: quarantanove donne che raccontano la storia di  altrettante donne, esempi da seguire proprio in virtù della loro forza e tenacia. Quarantanove storie di resilienza”.

“Se è vero che non c’è ceto o classe sociale che ti rende immune al trauma è altrettanto vero che non tutte abbiamo la stessa forza nel reagire ad esso – sostiene invece Alessia Schisano – Alle più forti di noi è dato il compito di sostenere le altre. La rete è quindi è la base di tutto, anche nell’apporto professionale che possiamo dare al progetto “Il vaso di Pandora”: sociologi, avvocati, medici, psicologi da soli, anche con il massimo impegno, non posso far nulla. Solo insieme possiamo fare la differenza”.

Hack

Il progetto editoriale ha incontrato quindi il tratto inconfondibile dell’artista Simona Bryant che ha ritratto in modo ironico e inedito le “eroine” protagoniste delle storie. Le tavole, in mostra al PAN, viaggeranno poi verso altre mete, portando con sé le storie di queste donne e il loro messaggio di ribellione ad un sistema in cui vige ancora la legge del più forte e in cui il sopruso resta ancora impunemente “affare” di qualcun altro. Il libro come la mostra sarebbe stato sicuramente gradito ad Alda Merini, che compare fra i quarantanove esempi, perché il loro intento è proprio quello di parlare alla donna a cui la stessa poetessa parla nella sua splendida composizione “A tutte le donne”: quella a cui “spaccarono la bellezza” e che “grida ancora vendetta”,  ma che riesce nonostante tutto a diventare “grande come la terra”. 

Alda Merini

Credits

Photo: Giuliana Covella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Chiara Reale
Author: Chiara Reale
Project manager della rivista di arte contemporanea Racna Magazine, si occupa di promozione, strategia di comunicazione e management nel settore arte e cultura collaborando con l'Istituzione Internazionale Art1307, Villa di Donato, Casa Morra – Fondazione Morra e diversi artisti. Curatrice d'arte contemporanea e scrittrice compulsiva, collabora fra l'altro con il quotidiano “Roma”, come referente Arte Contemporanea. Dal 2012 collabora con la casa editrice Marchese editore, occupandosi di pubbliche relazioni, promozione e creazione di eventi culturali.

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