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Estate a Napoli, la mostra che racconta in immagini 40 anni di intrattenimento e spettacolo

estate valenzi“Qualsiasi discussione sulla cultura a Napoli, sulla sua organizzazione e sulla sua diffusione dovrà d’ora in poi tener conto dell’esperienza positiva… compiuta tra il 28 giugno e metà di settembre sotto il nome di Estate a Napoli” questi i primi germogli di quella che è poi sbocciata nella città di Napoli come la conosciamo oggi, un Carrefour culturale che esplode di vivacità artistica e sociale.

Queste parole le pronunciò 40 anni fa Maurizio Valenzi: Pittore, politico, antifascista, senatore del PCI, primo (ed apprezzatissimo) Sindaco comunista di Napoli, l’uomo che ha incarnato l’immagine del cambiamento. Dopo la lotta an Nazi-Fascismo ed i lavori forzati nella Repubblica di Vichy questo politico e intellettuale dell’altro secolo ha gettato le basi culturali per la Napoli che conosciamo adesso. Fu l’inventore nel 1979 della manifestazione culturale Estate a Napoli, la rassegna culturale che ha portato nel capoluogo campano grandi artisti, italiani ed internazionali, ma che apriva anche strade per i giovani artisti, fu infatti ad Estate a Napoli che un giovanissimo Pino Daniele ebbe la possibilità di cantare a Piazza del Plebiscito davanti a tutta la citta. Per perpetuare la memoria di un sindaco, forse un po' fuori dagli schemi, ma visionario soprattutto per quanto riguarda la diffusione della cultura Il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris e l’Assessore alla Cultura e al Turismo Nino Daniele saranno presenti all’inaugurazione nelle Sale Vesevi, Armeria e Sala degli angeli della mostra “Estate a Napoli 1979-2019. La politica dello spettacolo ai tempi di Maurizio Valenzi”, una mostra che racconta la storia culturale e dello spettacolo a Napoli degli ultimi 40 anni. L’ingresso è gratuito e l’esposizione è visitabile dal 18 luglio al 29 settembre 2019. La mostra è realizzata con il patrocinio della Fondazione Valenzi onlus.

La rassegna diede inizio al cambiamento

La rassegna Estate a Napoli partì con Maurizio Valenzi  a fine  giugno del 1979 nel Maschio Angioino: la volontà era innanzitutto quella di  sprovincializzare le attività culturali e di spettacolo cittadine, i creare momenti di aggregazione sociale, di far riscoprire e valorizzare i beni culturali, ambientali ed architettonici urbani ancora poco fruiti dalle persone. La mostra vuol raccontare tutto ciò attraverso archivi intesi come memoria viva, grazie ai documenti, manifesti, inviti, locandine, programmi, articoli di giornale, corrispondenze, libri, ecc. e grazie agli archivi  di  alcuni  fotografi  napoletani,  Luciano  D’Alessandro, Fabio Donato, Luciano Ferrara, Pressphoto. (Patrocinio morale della Fondazione “Maurizio Valenzi”)

estate valenzi 2

“Quell'Estate a Napoli fu il segno di una vera e propria rivoluzione culturale. Quest’anno ricorre il 220° anniversario della Repubblica Napoletana del 1799 che abbiamo ricordato con il Maggio dei Monumenti dedicato a Filangieri e al diritto alla felicità. - dichiara l'assessore alla Cultura e al Turismo Nino Daniele.- L’Estate a Napoli, anche nella sua dimensione di festa che costruisce comunità e abolisce gerarchie territoriali e sociali, ci ricollega a quei valori e ci spinge ad affermare ancora una volta che “il futuro ha un cuore antico”. Quarant'anni fa l'Estate a Napoli si aprì con l’esecuzione della Nona sinfonia di Beethoven, segno della vocazione europea di Napoli. L’edizione del “quarantesimo” apre con due appuntamenti dedicati all'accoglienza e al tema dell'immigrazione per ribadire che Napoli è una città mondo del neoumanesimo. “Chi salva una vita slava il mondo intero””

Il giorno dell’inaugurazione nelle Sale dell’Armeria e Vesevi di Castelnuovo saranno presenti il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris e l’Assessore alla Cultura e al Turismo Nino Daniele. La mostra, curata da Maria Savarese con la collaborazione di Gianni Pinto e organizzazione Editori Paparo, racconta la storia di questa iniziativa così importante per la città, attraverso documenti e fotografie inedite tratte dagli archivi dei fotografi coinvolti in prima persona durante gli eventi.

“Mio padre ha sempre dato alla cultura un posto molto importante- racconta Lucia Valenzi, figlia di Maurizio Valenzi e co-fondatrice della Fondazione Valenzi Onlus- lui non è mai riuscito a conseguire una laurea, erano altri tempi, tra guerra ed antifascismo non c’era realmente la possibilità. Ma mio padre nasce pittore, e l’interesse e la curiosità per il mondo della cultura non l’hanno mai abbandonato. Persino quando era in carica a Palazzo San Giacomo, conservava lui la delega alla Cultura, era un tema fondamentale”:

Forse il Sindaco aveva capito prima del tempo l’importanza per una società di avere accesso alla cultura, i benefici che la cultura porta, sia da un punto di vista sociale che, a lungo termine, economica. Estate a Napoli rappresentò una novità straordinaria nella vita culturale cittadina, occupa tuttora dentro di essa uno spazio importante ed è giusto che si ripensino questi quarant’anni per ritornare alle ragioni che ne dettarono la nascita e che, senza interruzione, le hanno dato significato.

“Mio padre ricordo che all’epoca fu anche contestato per la volontà di insistere con Estate a Napoli- continua Lucia Valenzi- era da poco successo il terremoto del 1980 e le critiche piovevano riguardo al fatto che il Sindaco pensasse a concerti e spettacoli in un momento così delicato. Ma era proprio per quella rahione che mio padre volle insistere perché si facesse. La gente ha bisogno di svagarsi, di viaggiare anche restando in città. Poi io ricordo bene quel periodo, era una Napoli completamente differente, l’offerta culturale era a dir poco limitata il Comune svolse nei primi anni ’80 un’attività molto importante, che gli enti culturali non erano ancora in grado di prendersi in carica, o almeno non riuscendo ad includere porzioni di popolazione così grandi. E quarant’anni dopo la manifestazione esiste ancora”

estate valenzi 1

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Eva de Prosperis
Author: Eva de Prosperis
giornalista e scrittrice, ha lavorato come reporter dai Balcani e da Parigi

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