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Menabò: la libreria che sopravvive senza Social

menabo coverTra poco spegne la sua terza candelina e ci arriva orgogliosamente senza avere mai utilizzato i Social: un grande traguardo per una piccola libreria di provincia. “Menabò” è la prima libreria per bambini e ragazzi di Torre del Greco (in via Martiri d’Africa 13), nata dalla mente e dal cuore di una giovane mamma e progettista sociale, Teresa Pescatore.

La intervistiamo a pochi giorni dal compleanno della sua “creatura”, un esperimento sociale e culturale che ha pochi precedenti in Italia, dato che le attività, da quelle ordinarie alle iniziative promosse con le scuole e gli incontri con gli autori, non vengono promosse attraverso Facebook (Menabò non ha un portale, non sta su Fb né sugli altri Social Network) ma con il passaparola e le buone relazioni face to face, alla maniera delle botteghe di un tempo.

teresa pescatore 1

Il 19 ottobre è il terzo compleanno di Menabò. Tre anni di attività senza Social. Come è possibile?

Menabò compie tre anni ed è un po’ come i bimbi che non hanno il cellulare! Non so se ancora si può lavorare senza Social ma ammetto che il bilancio, per le mie aspettative, è positivo.

Quindi, essere “bottega” oggi può avere i suoi vantaggi?"

Non so dire se può averli in termini economici, ma sicuramente emotivamente sì. Non doversi dedicare alla propria pagina Facebook, al proprio sito, permette di avere più tempo da dedicare ai propri clienti. Io faccio lunghe chiacchierate, e anche se può sembrare una perdita di tempo, questo mi permette di conoscere bene chi ho di fronte e trovare sempre il libro adatto ad ogni esigenza. Ormai con i miei clienti siamo diventati una vera e propria comunità! Molti hanno fatto la scelta di sostenermi: potrebbero comprare altrove o comodamente seduti da casa su Amazon, invece credono nel mio progetto. Questo mi rende felice più di qualunque bilancio economico.

menabo 2

L’affetto della gente ma anche un buon riscontro con le scuole del territorio…

Le scuole del territorio hanno mostrato curiosità e interesse. Molte di queste hanno dirigenti "democratici" che si sono fidati del loro corpo docente. Ho conosciuto maestre e professoresse eccezionali che hanno apprezzato il valore del dialogo guardandosi negli occhi, abbandonando almeno per un paio d’ore il cellullare in una cassetta di legno, che è un po’ la mia filosofia. Grazie a questa magia per cui per un po’ il mondo è sospeso fuori, abbiamo parlato con i bambini di temi anche molto complessi come le spose bambine, gli stereotipi di genere, la questione Palestinese.

Oltre a essersi ostinata a non usare i Social, Menabò continua a non vendere alcuni best seller (come Harry Potter, Geronimo Stilton). Come va avanti rinunciando a offrire il prodotto più gettonato dal pubblico di bambini e ragazzi?

Menabò ha scelto la strada della bibliodiversità, ovvero cerca di proporre altro per dare, a chi la sceglie, un’alternativa. Come dico sempre ai miei piccoli lettori, in un mondo di libri tutti uguali, rischiamo di appiattirci, rischiamo di rinunciare all'esercizio più importante: quello di saper vedere il mondo da prospettive diverse nel rispetto gli uni degli altri, per affrontare la vita con più chiavi di lettura. Non è una mia frase, cito da “L’insolito destino di Gaia la libraia”, ma condivido in pieno.

menabo 3

Come vede Menabò tra 10 anni?

Innanzitutto spero ancora di vederla tra 10 anni. Purtroppo non è scontato pensarlo. È davvero difficile andare avanti. Spero di ricevere sempre lo stesso affetto, quello è la vera benzina. Anzi, approfitto per ringraziare chi ci ha sempre creduto e chi mi ha sempre sostenuto.

Allora buon compleanno Menabò!

Grazie. Magari la prossima candelina la spegneremo su Instagram, chi può dirlo?

Maria Nocerino

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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