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La musica e la camorra

camorra-soundIl nostro Click a firma di Daniele Sanzone, autore e voce della band ‘A67 e di un libro, uscito da poco. “Camorra Sound” pone una domanda all’intera città, a chi la vive e soprattutto a chi la canta.

 Perché se la canzone popolare napoletana in tutte le sue molteplici vesti ha raccontato la camorra,  la "musica impegnata" non ha mai preso posizione? La discussione sul rapporto tra musica e criminalità organizzata  - storia lunga che ad intervalli regolari scandalizza e suscita l’opinione pubblica - questa volta ha una possibilità in più di far chiarezza: parte da qualcuno che fa musica, che conosce le zone d’ombra della nostra città e che certe domande se le fa da molto, molto tempo.

“Questo libro, per certi aspetti, è la mia stessa vita: le domande che ho fatto, sono quelle che mi sono posto io per primo. Era nella mia tesi di laurea, era un tema a cui non si poteva dedicare un disco, perché non ne sarebbero bastati 10: volutamente allora ho scelto una forma rigorosa come quella di un saggio, in cui ero osservatore e osservato. Quando ho scritto 'A camorra song’io l’ho fatto d’impulso, ma con il passare del tempo ho oggettivato quello che io stesso avevo creato: e allora che è nata la domanda “ma è possibile che ci abbiamo pensato solo noi?”. Non sapevo allora dell’esistenza dei 666 di Maurizio Capone, del loro brano su Siani o di quello, ‘O boss, in cui il boss viene chiamato in maniera sprezzante, utilizzando il dialetto, che è una risposta con lo stesso alfabeto. Ma il resto della musica impegnata dov’era? Arriva negli anni ‘90, quando una serie di eventi erano già stati metabolizzati. E poi: perché, anche in seguito, si è scelto di raccontare e cantare le storie, i personaggi, i fatti di paesi lontani ma non la guerra che avevamo sotto casa?

Qualcuno si è sentito in difficoltà a rispondere a queste mie domande e lo capisco: non è il caso di fare proclami o erigersi a cantante “anti camorra” come se esistesse, poi, la possibilità di definirsi “a favore”. Ma laddove ci troviamo di fronte a un’amnesia o a un’omissione, allora l’interrogativo è necessario. L’urgenza, la necessità di raccontare determinate storie, oggi deve vedersela con due problemi: quello della speculazione e quello della ghettizzazione. Ma la musica, quello che viene prodotto e quello che viene ascoltato, rappresenta sempre un termometro della società e di chi ne fa parte. Chi non prende posizione fa comunque una scelta. E sceglie, come se fosse possibile, di non dire nulla”.

Daniele Sanzone

La foto è di Gennaro Carota

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Raffaella R. Ferrè
Author: Raffaella R. Ferrè
Giornalista, scrittrice, le piacciono un botto di cose tra cui la Storia del '900, gli Smiths e Napoli. Ha pubblicato romanzi e racconti, fa parte della redazione di Napoli Città Sociale e collabora con Il Mattino. Pensa che il codice Html sia poesia pura. Le dicono spesso che assomiglia a Scarlett Johansson e la cosa le fa piacere anche perché, per la maggior parte del tempo, è convinta di assomigliare ad una piccola nerd.

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