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Tangoneta!

tangoneta-Marco-CavalliSiete incuriositi dal tango ma non avete mai osato avvicinarvi? Recatevi, domenica 29 giugno nella Chiesa di S. Giuseppe delle Scalze a Salita Pontecorvo per la “Tangoneta”.

Molto più di una danza, la Tangoneta è: 5 giorni di laboratori, pratiche, milonghe con musica dal vivo, lezioni principianti, lezioni private per studiare, approfondire, condividere e abbracciare. La manifestazione giunta alla 23 esima edizione e che quest’anno si svolge tra Napoli, Cardona, Rosario e Barcellona approda a Napoli per la quarta volta. Partecipare, anche per chi non balla è un modo di emozionarsi e entrare in relazione con il prossimo.  “Il tango ti offre lo spazio di contatto con te stesso e con gli altri. Il tipo di contatto umano del tango non c’è nelle nostre abitudini sociali, ma evidentemente è quello di cui sentiamo il bisogno. Noto che negli anni a Napoli c’è sempre più la ricerca di un approfondimento: le persone più che essere interessati all’aspetto dei passi, vogliono comprendere l’aspetto emotivo, perché e come stanno nel tango”, spiega Sara Aiello Caracciolo, insegnante e musicalizadora (il musicalizador è colui che conosce la musica e ama farla conoscere agli altri perciò mette i dischi nelle milonghe) e ha creato insieme ad altre 6 persone tra Napoli, Milano, Barcelona, Berlino l’Associazione Sulle rive del tango, progetto culturale-musicale che ha dato vita a 4 compilation di musica da ballare con il tango (www.sullerivedeltango.it) ed ha stimolato la nascita di un nuovo gruppo si è formato proprio per la finalità del disco: l’Orchestra Joubes.
Nell’ultimo decennio il ballo nato in Argentina e ballato dai migranti italiani, è esploso nelle milonghe (termine utilizzato per definire i locali dove si balla il tango, ma anche gli eventi di tango) di tutta Italia. A Napoli in particolare si è appropriato delle piazze, luogo sociale per eccellenza: Galleria Umberto I, Galleria Principe Umberto, il portico di Piazza Plebiscito, il Cortile di Santa Chiara, il pontile di Bagnoli, il lungomare di Napoli con la bella stagione sono il teatro di milonghe gratuite all’aperto.
Ed è in nome del tango che il gruppo delle Rive del tango, ha aperto Porto Petraio, senza dubbio l’evento culturale che ha segnato l’inizio dell’anno della città perché ha regalato a Napoli un nuovo spazio di espressione per i giovani artisti che si occupano di musica, danza, teatro.
E’ Porto PetraioHYPERLINK "https://goo.gl/maps/sUdC2", in Salita Petraio 18 D,  la sede della Tangoneta napoletana (www.tangoneta.com ) dove in questi giorni sono arrivati tangheri da ogni parte del mondo per partecipare a laboratori, incontri, lezioni private, milonghe serali con musica dal vivo e pranzi conviviali.  “Sia chi  torna ogni anno, sia chi viene la prima volta vive un’esperienza entusiasmante. Ogni anno la Tangoneta affronta un tema differente e quello di quest’anno è “il tempo” inteso in tutti i suoi aspetti: il tempo della musica, ma anche della pausa, dell’ascolto dell’altro. Ai partecipanti si offre quindi uno spazio in cui la tematica si scompone, come un raggio di luce attraverso un prisma, lasciando la libertà ad ognuno di poterla ricostruire a seconda dei propri interessi, capacità, curiosità, e percezione di ciò che riceve da ogni “colore dello spettro”, proposto in ogni lezione da ciascun docente”.

Domenica 1 luglio, a partire dalle 17.00 fino alle 22.00 ci sarà la milonga finale della Tangoneta nella Chiesa di S. Giuseppe delle Scalze a Salita Pontecorvo. Cosa state aspettando?

AdG

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Alessandra del Giudice
Author: Alessandra del Giudice
Sociologa, giornalista pubblicista e appassionata di fotografia, è specializzata nel giornalismo sociale e di viaggio.

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