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Festa di Natale a Sant’Agostino alla Zecca

SantAgostino alla Zecca 1Riapre al pubblico il Chiostro di Sant’Agostino alla Zecca che venerdì 22 dicembre prossimo ospiterà l’evento di Natale dell’ente di formazione professionale Time out service, impegnatosi a restituire il luogo al suo antico splendore.

Il Chiostro è una parte importante del complesso monastico omonimo, a lungo parte di un palazzo al corso Umberto I a Napoli: palazzo Ascarelli. Il chiostro seicentesco, smembrato alla fine dell’Ottocento prima per le leggi di esproprio dei beni ecclesiastici e  poi per la costruzione di Corso Umberto,   conclusa la destinazione monastica è stato utilizzato

per moltissimi anni per ospitare uffici pubblici e privati: università, tribunale e scuola. Da alcune settimane, grazie all’impegno e alla volontà di Enrico Ditto amministratore di Time out Service è ritornato a essere un luogo di bellezza, dove il passato rivive e dove si lavora tenacemente per la sua valorizzazione. Tolta la moquette, eliminati i fili elettrici e ripristinati alcune parti occulte il sito è pronto per essere aperto all’evento di Natale di Time out service a cui parteciperanno i commercianti del territorio e la società civile. Il taglio del nastro il prossimo 22 dicembre con una serata all’insegna dell’allegria e da spettacoli di ballo e musica.

Sant Agostino alla Zecca

«Il chiostro e la sala capitolare sono parte del complesso che fu voluto da Carlo d’Angiò – spiega Enrico Ditto - e poi successivamente ristrutturato nel XVII secolo e del quale si conserva, inoltre, la chiesa con il campanile, chiusi dagli anni ’80 a causa del terremoto, e nel quale da alcuni mesi sono ripresi i lavori di completamento degli stucchi e di rifacimento degli impianti. Si attende, invece, il completamento dei lavori della facciata. Il campanile è uno dei più alti della città e la sua struttura è una delle più visibili dalle zone alte e panoramiche di Napoli».

Oltre al chiostro che conta sedici colonne -  “tuscaniche” in marmo con pilastri angolari della stessa pietra, collocate su piedistalli distanziati dalla balaustra in marmo - vi è la sala capitolare con interno gotico caratterizzato da volte “costolonate” con due grandi colonne dai capitelli svevi riutilizzati. Si narra che all’interno della sala c’è stato il processo postumo di Masaniello e, qualche secolo dopo, il chiostro è stato anche sede degli uffici dell’imprenditore Giorgio Ascarelli  che tra le tante cose fu tra i fondatori del Real Circolo Canottieri Italia nella rinnovata sede sulla Banchina Santa Lucia e, soprattutto, nel 1926, il promotore principale della fondazione del Napoli Calcio, allora denominato A.C. Napoli e che riunì in una sola compagine tutte le squadre esistenti in quel momento in città.

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