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Esame di maturità, rito di passaggio

COCCINELLA Esame di maturitaUn tempo si diventava “grandi” con dei veri e propri riti iniziatici.

Si entrava nel mondo adulto “accompagnati” dagli anziani e dai saggi della comunità che portavano i ragazzi a sperimentare la dimensione adulta attraverso una “prova iniziatica”.

In alcune comunità tribali si lasciavano gli adolescenti nella foresta per uno, due giorni, a contatto con la variabile dell’ignoto e a contatto con se stessi, con le loro risorse interiori, con la capacità di affrontare il pericolo e le loro paure.

Quando tornavano alla vita di sempre gli adolescenti erano cambiati, avevano attraversato “il fuoco” ed erano diventati “grandi”.

Oggi i riti di passaggio non esistono di più, i giovani passano all’età adulta senza alcun segno simbolico che li accompagni, e alcuni credono che i riti di passaggio possano essere gli esami, che quest’anno sono stati richiesti a gran voce in presenza proprio per siglare la fine del percorso difficile legato al Coronavirus e il ritorno alla normale quotidianità.

Quest’anno, però, per quanto forse sia passato sotto silenzio, i ragazzi hanno già fatto un vero e proprio rito…

Un rito di passaggio iniziatico come nelle culture antiche dove si sono trovati a confrontarsi con una nuova variabile, imprevista, formativa e trasformativa, un vero esame di maturità umano che li sta accompagnando nella dimensione adulta.

Una variabile fatta di impossibilità. In un periodo in cui ogni ragazzo vuole uscire, amare, emozionarsi, ciascuno di loro si è trovato a riscrivere dall’oggi al domani una trama di valori diversi, a ridisegnare la dimensione del desiderare.

È stato il cambio repentino da uno stato di spensieratezza, di contatto e di libertà di movimento fondato sull'apologia del superfluo a uno stato di necessità dove è diventato imperativo fare a meno. Non hanno potuto fare quest’anno le gite scolastiche di fine anno, non hanno potuto incontrare per due mesi gli amici o il filarino, niente feste, niente cento giorni prima dell’esame, ma essere costretti con lo spirito tipico della giovinezza al ritiro forzato.

Eppure hanno agito con grande maturità senza lamentarsi e con la capacità di saper godere di ciò che avevano, accompagnati dai professori che hanno fatto di tutto per sostenerli e continuare nel percorso scolastico con la DAD e le mille difficoltà connesse. A questo si aggiunge il “rito di passaggio” di coloro che hanno vissuto sulla propria pelle la perdita a causa del virus, di una persona cara, un nonno, una nonna o un parente... e di coloro che hanno i genitori che lavorano in campo sanitario.

È stata questa una prova formativa enorme...

La scuola italiana è stata chiamata a una svolta potente. Ad abbandonare le linee polverose di un’istituzione tendente a perpetrare schemi valutativi, a mantenere vecchie formule e a stabilire performance di voti e risultati, in favore di uno sguardo più ampio e qualitativo.

Questi tempi hanno avuto il pregio di rendere i libri “viventi”, consolidando in ciascun ragazzo quelle esperienze fondamentali che fanno la differenza e che rendono la cultura viva e personalizzata e quindi realmente presente, liberata dagli sterili nozionismi di facciata.

I ragazzi hanno vissuto la cultura unita al sentire, una prova esperienziale a tutti gli effetti che ha reso viva e attuale la discesa agli Inferi dantesca, l'anelito all'Infinito leopardiano, le maschere degli uno nessuno e centomila di Pirandello, l’attaccamento alla “roba” di Verga...

Un esame di vita che hanno già superato a pieni voti e che forse rende obsoleto e stantio qualsiasi esame di maturità in presenza rigoroso.

Saremo capaci noi adulti di superare il nostro esame di maturità nella capacità empatica di guardarli davvero e riconoscere il percorso che hanno attraversato?

L'Autore
Chiara Tortorelli
Author: Chiara Tortorelli
Scrittrice, editor e copywriter, vive a Napoli dove inventa nuovi cultural life style: come presentare libri in maniera creativa e divergente, come scrivere i libri che ti piacciono davvero al di là del marketing, come migliorare la creatività e il benessere personale con metodologie a metà strada tra stregoneria e pensiero laterale. Perché è sempre possibile (e lei ci crede) continuare a pensare con la propria testa.

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