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Innamorati di te

COCCINELLA Innamorati di teIl 13 luglio del 1954 moriva Frida.

Il 14 luglio 1789, moriva Oscar François de Jarjayes.

Ma cosa avranno mai in comune Frida Khalo e Lady Oscar?

Due donne, una vera e una di cartone che a distanza di secoli, un giorno l’una dall’altra, lasciavano il mondo ma non lasciavano i sogni, la mente, il cuore di tante donne e tante ragazzine che continuano anche oggi  a vedere in loro un’icona da seguire, un mito.

Partiamo da Frida. 

Frida è il manifesto di ciò che può essere una donna quando è pienamente in contatto con se stessa e con la vita, ha fatto dell’arte la sua catarsi, e del suo corpo materia viva di racconto di ogni vicenda vissuta. Vittima giovanissima di un incidente devastante non è mai stata vittima.  

Amava definirsi “la storpia”, perché non camminava bene e perché per tutta l’esistenza ha convissuto con dolori fisici fortissimi eppure la storpia ha avuto un’infinità di relazioni amorose, ha amato ed è stata molto amata e vittima non lo è stata mai. Legata al pittore Diego Rivera da un amore fortissimo e maledetto ha subito di questa storia tradimenti e contraddizioni eppure nitida, vera, autentica non ha mai rinunciato a se stessa, alla sua verità.

Ha amato e ha sofferto ma non ha mai smesso di amare. Amava la vita ed era talmente grande e forte la sua fiamma, quella passione inestinguibile, che non si è mai tirata indietro nei confronti di ogni sfida.

Era una donna che non aveva bisogno di nessun altro per darsi il permesso di essere.

Oltre ogni schema, oltre i pregiudizi dell’epoca, oltre i limiti, oltre le comuni idee di come si deve vivere, di come si deve essere, di come fare arte, di come e chi amare, ha amato uomini e donne, e soprattutto ha raccontato attraverso le pennellate non solo il suo dolore ma la mappa del suo corpo intessuto profondamente delle sue emozioni.

Per la donna Frida, rivoluzionaria e ,molto più che “femminista” nel senso comune e obsoleto del termine, il corpo era indissolubilmente congiunto a cuore e spirito, non era a sé stante; le avevano detto i medici dopo l’incidente che probabilmente non avrebbe più camminato e invece lei che fa? Dipinge, usa i pennelli e la sua arte per auto guarirsi, e così si alza di nuovo. Il suo spirito forte e indomabile decide di vivere e di amare e di andare al di là di ogni apparente limite fisico, e quel dolore di cui portava tracce il corpo, dolore fisico ed emotivo insieme, sarà trasferito vibrante e nitido nei suoi quadri.

Immaginate, Frida, al giorno d’oggi, ai tempi delle mille profilassi e dell’attenzione spasmodica e settoriale al corpo…. Immaginatela alle prese con una medicina segmentaria e a volte miope tesa a voler spiegare e a ridurre tutto a protocollo…

Lei che è andata sempre oltre e al di là e che quando era in fin di vita e i medici le avevano proibito tassativamente di muoversi, decise di recarsi a una sua cerimonia di premiazione facendosi trasportare con il suo letto a baldacchino….

Che grande monito per noi donne di oggi che viviamo ancora sulle punte fragili del dover essere per gli altri e siamo alle prese con il consenso del mondo…. Lei Frida amava, era nutrita dall’amore per la vita nella sua pienezza.

Invece Lady Oscar…

La donna di cartone a differenza di Frida, rappresenta l’ennesima vittima sacrificale di un mondo maschile…

Lei, Oscar, nata donna ma costretta dal padre che voleva un ragazzo a vestire i panni di un uomo tutta la vita, e a rinnegare la sua femminilità più autentica, al contrario di come vogliono leggerla molti manifesti femministi cioè come l’eroina androgina simbolo di un’emancipazione conquistata a suon di duelli e di battaglie politiche, rappresenta molto bene il nodo della rinuncia a sé, su cui naufraghiamo noi donne, vittime anche nel nostro “femminismo di battaglia” di un modello maschile stantio e obsoleto.

Oscar, che si piega a vivere come un uomo, ci rappresenta, rappresenta tante donne di oggi costrette per sentirsi alla pari a indossare i pantaloni, a sposare l’aggressività di facciata e la spada del mondo competitivo.

Per essere “riconosciute” e rispettate in un mondo di valori maschili, molte donne si “maschilizzano” e si impegnano tutta la vita a dover eternamente dimostrare, di essere brave, capaci di poter far tutto in modo perfetto, per conquistare quel diritto a essere e a esistere che viene “concesso” dal clan.

È arrivato il momento di scegliere.

Se continuare a vestire i panni “di cartone” di Lady Oscar e continuare ad accontentare il fantomatico Padre sociale o ritrovare in noi la libertà di Frida, per attraversare la vita riconoscendoci il pieno diritto a essere, vivere e amare esattamente così come siamo.

Innamorati di te, della vita e dopo di chi vuoi.

Frida Khalo

L'Autore
Chiara Tortorelli
Author: Chiara Tortorelli
Scrittrice, editor e copywriter, vive a Napoli dove inventa nuovi cultural life style: come presentare libri in maniera creativa e divergente, come scrivere i libri che ti piacciono davvero al di là del marketing, come migliorare la creatività e il benessere personale con metodologie a metà strada tra stregoneria e pensiero laterale. Perché è sempre possibile (e lei ci crede) continuare a pensare con la propria testa.

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