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Inferno Virtuale

COCCINELLA Inferno VirtualeUn bambino di 11 anni inspiegabilmente si suicida a Napoli.

Una ragazza di 15 anni a Vicenza progetta di assassinare i genitori.

Cosa sta succedendo ai nostri figli?

Gli adolescenti vivono una vita parallela. Accanto a quella reale, vivono immersi nel virtuale accettandone le regole e immergendosi in un territorio vasto e difficile che spesso resta ignoto alle figure di riferimento, ai genitori e agli insegnanti.

È l’era dell’adolescenza iperconnessa, molti ragazzi hanno un profilo finto per bypassare il controllo del genitore, i minori possono essere adescati on line, e sullo schermo si sta dalle tre alle sei ore extrascolastiche mentre scorrono pericoli di tutti i tipi, dal sexting al cyberbullismo, alla diffusione senza protezione di video personali.

Le adolescenti impazzano su Tik Tok, giocano a fare le “geishe fumetto” ammiccanti, i ragazzi si lanciano in prove difficili simili a piste acrobatiche, a un passo dal rischio, un rischio che è insieme illusorio e “denso”.

Se nei tempi antichi e nelle società tribali c’erano le prove iniziatiche, che servivano ad accompagnare i giovani all’età adulta, oggi la prova iniziatica è virtuale.

Si vive spostando l’asse sul consenso esterno, ricevo like quindi esisto, la povertà dell’esperienza interiore, un tempo potenziata dal silenzio e dalla noia, che sapeva aprire la porta alla creatività personale, è compensata dalla frenesia all’esperienza esteriore, tesa alla competizione, al confronto.

Dalla competizione nascono i Challange, i nuovi giochi virtuali della sfida in cui un ragazzo è chiamato a cimentarsi con prove e comportamenti estremi, performance al limite con cui misura il proprio limite, esempi di trasgressività da tastiera che fanno diventare popolari e conquistatori di followers.

I “catturati” non sono solo gli adolescenti, sono anche i bambini, incuriositi dalla varietà di proposte, che va dalla secchiata d’acqua, all’antica indianata da web, dal selfie tra i binari per sfidare il pericolo, al bendarsi e uscire all’aperto per provare l’ebbrezza raccontata da Battisti in “Emozioni”.

Specchio del narcisismo proprio della nostra società, il mondo virtuale della sfida è una specie di bolla a sé stante che vampirizza con autentiche spinte all’autolesionismo.

Ma chi c’è al di là dello schermo?

Dietro questo mondo fumoso che sembra impercettibile e inafferrabile chi adesca e si nutre della fragilità degli adolescenti?

Chi approfitta dell’assenza di controllo e della fame di visibilità che anima i ragazzi?

Figure misteriose si muovono dietro il web, non si sa se inventate, costruite a tavolino o reali, Jonathan Galindo è uno di questi, un personaggio che ha l’aspetto di un fumetto e sembra uscito dalla penna di uno scrittore di noir metropolitani.

È entrato a far parte di una specie di leggenda perversa, c’è chi dice che è solo una fake news, c’è chi dice che è un autentico adescatore di ragazzi. Non ci è dato sapere.

Tutto si perde dietro piste apparentemente incomprensibili e per questo ancora più inquietanti.

Tutto si è spostato in una sorta di galassia liquida simile alla società liquida di Bauman dove niente esiste ma ogni cosa ha uno spessore doloroso, dove gli incubi possono prendere forma e diventare concreti, dove si abbatte la “quarta parete” che separa finzione e reale e tutto sembra vero e falso insieme, possibile e immaginabile, lontano e vicinissimo.

È un mondo blindato, dove si giocano le nuove regole dell’appartenenza alle dinamiche di gruppo che non hanno più radici nel concreto, in un quotidiano verificabile e in qualche modo controllabile.

Capita così che un’adolescente progetti l’omicidio dei genitori come se fosse un gioco, senza averne reale intenzione, capita che un ragazzino si senta inseguito da un fantomatico uomo nero e si butti giù da un balcone.

Capita che i contorni si sfumino, le porte del paradosso si aprano e i ragazzi precipitino in un mondo fumettistico, delirante e fantasmatico da cui non possono più tornare indietro.

L'Autore
Chiara Tortorelli
Author: Chiara Tortorelli
Scrittrice, editor e copywriter, vive a Napoli dove inventa nuovi cultural life style: come presentare libri in maniera creativa e divergente, come scrivere i libri che ti piacciono davvero al di là del marketing, come migliorare la creatività e il benessere personale con metodologie a metà strada tra stregoneria e pensiero laterale. Perché è sempre possibile (e lei ci crede) continuare a pensare con la propria testa.

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