domenica 24 GENNAIO 2021
blank
 
chi siamo 
contatti

Capodanno, Epifania e Sacralità

COCCINELLA Capodanno Epifania e Sacralità2021: nuovo anno, anno di speranze.

Il passaggio da un anno all’altro è un momento sacro, e mai come in questo momento ne abbiamo bisogno; se c’è una cosa che l’ultimo anno ci ha insegnato è che abbiamo smarrito da tempo imprecisato il filo che ci annodava al senso profondo dell’esistere, al suo mistero.

Oggi che abbiamo tragicamente toccato con mano la nostra fragilità, la fugacità che fa parte del vivere e che sembravamo aver dimenticato in una società svuotata di valori, votata al consumo e all’eterno finto benessere, abbiamo bisogno come dicevano i latini di sacer facere, rendere sacro.

Da qui deriva la parola sacrificio, da sempre associata a un’idea di penitenza, di colpa e di rinuncia… Ma sacer facere è rendere sacra la vita e rappresenta un modo di stare al mondo e di celebrare il ciclo eterno di nascita e di morte.

Cos’è quindi nella pratica il sacer facere? Ha molto a che fare con la rinuncia alla Hybris, il vecchio peccato umano della tracotanza che come raccontano i miti e il mondo archetipico, fu la causa dell’allontanamento dell’uomo dall’Eden, dalla felicità, dal paradiso terrestre. Il primo uomo, mangiando la mela espresse non solo il suo desiderio di conoscere e di capire ma di sentirsi simile a Dio, di potersi sostituire a lui…

Insomma la tentazione di Lucifero che induce nell’uomo la rinuncia alla felicità per il Potere…

Ma Lucifero è luci-fer, portatore di luce, attraverso il Potere e il suo inganno l’uomo può scoprire se stesso e conoscersi…

Se guardiamo la corsa sfrenata dell’ultimo secolo, protagonista di una così grande evoluzione tecnologica, scopriamo il nadir in cui siamo precipitati: abbiamo costruito una società meccanica dove il dominio totale della tecnica e della scienza ha sostituito il sacer facere.

Tuttavia l’universo è qualcosa che continuamente sfugge alla tracotanza, la vita non è una formula matematica da risolvere, è un mistero da cui farsi stupire, ed è necessario il cammino umano impervio per scoprire la saggezza.

Se la Hybris rappresenta l’arroganza umana che non accetta i suoi limiti il sacer facere è arrendersi al limite. Conosceva bene il sacer facere Socrate che affermava “So di non sapere” e in quella frase c’è tutta la potenza della sacralità.

Con i momenti del passaggio, i punti di confine tra un anno e un altro, quelli che sono comunemente accettati dalla società come momenti rituali per fare spazio al nuovo, lì dove finisce qualcosa e sta per iniziare qualcos’altro, noi tocchiamo di nuovo il sacro, la massima apertura, “So di non sapere”.

Ecco perché servono nel passaggio i riti del lasciar andare, noi facciamo spazio al nuovo solo quando lasciamo completamente andare il vecchio.

E prima di salutare, se non vogliamo si ripeta il dolore, bisogna fare sacra l’esperienza: so di non sapere cosa accadrà in futuro, celebro il mistero e ringrazio delle esperienze che ho vissuto…

Dopo il Capodanno, e l’ingresso nel Nuovo Anno, ci aspetta un altro momento sacro, l’Epifania, cioè la manifestazione con i suoi doni.

Se si è compiuto il rito del passaggio attraverso il sacer facere, si manifesta “il dono”, i doni anzi, quelli che i Re Magi, gli antichi veggenti dell’epoca antica, portarono a Gesù.

Oro, incenso e mirra.

Oro: la preziosità dell’esperienza vitale come percorso evolutivo.

Incenso: il riconoscimento dell’essere spirituale dentro ciascuno, della scintilla d’amore divino che ci abita e ci illumina.

Mirra, infine: la caducità del corpo, la mirra infatti era un unguento con cui si imbalsavano i morti, e ci ricorda che siamo di passaggio, il corpo è perituro ma resta Incenso, l’essere spirituale.

Le tre consapevolezze fondanti che nascono nel cuore quando si vive il sacer facere e non la hybris, e che permettono di attraversare la vita con la serenità della coscienza e non con l’oscurità dell’incomprensione.

2021: abbiamo il potere di svelare l’antico segreto dell’esistere.

So di non sapere, mi arrendo alla vita, al suo mistero.

Al sacer facere.

L'Autore
Chiara Tortorelli
Author: Chiara Tortorelli
Creativa pubblicitaria, editor e scrittrice, vive a Napoli dove inventa nuovi cultural life style: come presentare libri in maniera creativa e divergente, come scrivere i libri che ti piacciono davvero, come migliorare la creatività e il benessere personale con metodologie a metà strada tra stregoneria e pensiero laterale. Il suo ultimo libro è “Noi due punto zero” (Homo Scrivens 2018). Cura per Napoliclick la rubrica “La Coccinella del cuore”.

Articoli correlati

Notizie

  1. ULTIME
  2. PIU LETTE
Il FAI riapre la Baia di IerantoA seguito delle nuove disposizioni dell’ultimo Dpcm, il...
Orchestra Scarlatti Junior allo Stadio MaradonaNuova Orchestra Scarlatti: aperte le...La Nuova Orchestra Scarlatti di Napoli indice audizioni...
2020 Game: un videogioco per...E fattela ‘na risata: sembra partire da questo...
Museo Monumento al Deportato CARPII Musei della Memoria. Architetture...In occasione della Giornata Internazionale della Memoria...
ex-asilo-filangieri-estEx Asilo Filangieri: Libertà e...Si chiamano “abitanti” e da marzo 2012 stanno...
maurizio-de-giovanni-2I romanzi di de Giovanni al cinema e...Lo scrittore napoletano anticipa: “I Bastardi di...
skin careBotulino? No grazie. Arriva Sublime SkinNon è solo per donne e non ha controindicazioni, tranne...
crociera-con-delitto“La nostra missione è raccontare storie”Partito con i gialli e le cene con delitto, il teatro Il...
Agendo 2021 banner
Prenota la tua copia inviando una e-mail a comunicazione@gescosociale.it
tiSOStengo
unlibroperamico
selvanova natale 2020 banner
WCT banner
il poggio
napolicittasolidale
Amicar banner 500