mercoledì 16 OTTOBRE 2019
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Finché una chat non ci separi

AMORE PER SEMPREL’amore per sempre, quello che dura…

quello che non si esaurisce con le pile…

quello che non sbiadisce…

quello che non appassisce…

Dove è finito?

Un tempo l’amore per sempre si nutriva di attesa, di sogni, di cose posposte, rimandate, accarezzate. Nel cassetto c’erano le lettere. Chilometriche, infinite, lettere d’amore che gli amanti si scambiavano senza magari neanche sfiorarsi… Era l’apoteosi del desiderio, la cultura del coltivare, fiori, amori, speranze.

Cos’è rimasto di tutto questo?

Siamo invasi da tutto, consumiamo tutto e non abbiamo neanche lo spazio o il tempo per fermarci a sentire.

Abituati a non desiderare più nulla abbiamo il mondo a portata di mano, e il desiderio dura il tempo di un giorno, poi è subito placato dalla soddisfazione del bisogno e dopo la soddisfazione si passa ad altro, ad un nuovo desiderio che mima la curva di marketing di un prodotto.

Siamo diventati oggetti e anche l’amore riguarda ormai la sfera delle cose che si comprano oggi e poi subito si sostituiscono appena mostrano “il difetto”, la prima crepa.

L’amore è diventato una parodia: non dura che pochissimo, tipo la cotta dei bambini all’asilo “mi piace la mia compagna di banco biondina” poi è subito sostituito da una nuova chat, e dalla frustrazione, dalla recriminazione, dalla delusione, “tu non hai fatto”, “tu non hai detto”, “tu non sei”… Come cantavano in un canzone degli anni Novanta Elio e le storie tese, dopo il “Non cambi mai” e “Non sei più quello di una volta”, si passa allegramente ad altro senza sensi di colpa, come si cambia un pullover.

Si emigra a vele spiegate verso un amore nuovo di zecca, che soddisfi più del primo, performante come un’auto, efficace come un Mocho vileda, levigante come una crema idratante, coprente come una cipria, ringiovanente come un trattamento estetico, dimagrante come un abbonamento in palestra… Bisogna elencare bene i pro, i vantaggi del nuovo prodotto.

Ai nostri strani tempi non si cerca l’amore, si cerca il piacere, il narcolettico per non pensare. Vogliamo mettere disperatamente sotto al tappeto che c’è anche il dolore…

E allora fingiamo di amare, ma il guado non l’attraversiamo, stiamo sempre sulla battigia senza immergerci profondamente nel mare.

Ma è in mezzo al fondale, dopo i marosi, le onde altissime, lì dove la tempesta si placa e non ci sono neanche le balene, è lì negli abissi profondi che c’è lui, l’amore per sempre.

Il “grande amore erotico che dura” come lo chiama Alberoni. O quell’amore fatto di “voglio te e soltanto te e non sei sostituibile, e ti riconoscerei tra mille” e ti voglio “ancora e ancora e ancora” come direbbe Recalcati.

È questo che vogliono i veri cercatori d’amore…

Sei tu, anche se a volte inciamperò, anche se non ci capiremo sempre, anche se la vita potrà vacillare, anche se a tratti mi deluderai e soffrirò….

Perché poi ci rialzeremo e ci rialzeremo in due.

Infine l’Amore è un punto di vista.

E dura per una semplice cosa: perché siamo pronti ad attraversare il guado, ad entrare nel nostro profondo, perché sappiamo che è un’illusione pensare che una nuova emozione è meglio.

E perché la felicità non è altrove come ci impone di credere la società mercantile e consumistica, è proprio qui, ora adesso, con le sue imperfezioni, le sue rughe, le sue crepe.

E nessun cinismo, nessuna data di scadenza sulla scatola, nessun trattato neuropsicologico, nessun nuovo prodotto sullo scaffale del supermarket ce la potrà mai togliere.

L'Autore
Chiara Tortorelli
Author: Chiara Tortorelli
Scrittrice, editor e copywriter, vive a Napoli dove inventa nuovi cultural life style: come presentare libri in maniera creativa e divergente, come scrivere i libri che ti piacciono davvero al di là del marketing, come migliorare la creatività e il benessere personale con metodologie a metà strada tra stregoneria e pensiero laterale. Perché è sempre possibile (e lei ci crede) continuare a pensare con la propria testa.

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