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Ogni donna è una Befana

Ogni donna è una BefanaTempo di Befane, tempo di streghe, tempo di magia.

La Befana che vola sulla scopa non è solo il simbolo dell’apparizione (epifania) di doni inaspettati ma ci riporta anche all’iconografia della “donna strega”.

È una vecchia a volte col naso adunco che at

traversa i cieli di notte, e sembra suggerire di lasciare aperta la porta a ciò che viene ritenuto impossibile, per questo era spesso associata a Diana, la dea lunare.

Spingendoci ad analizzare il mito e l’archetipo di Diana/Artemide, possiamo comprendere il culto della Befana, simbolo della donna selvaggia, non addomesticata, che vive a contatto con la natura, con i boschi e che fa della notte e del mistero i suoi alleati. La donna nel rito della Befana ritorna libera e in pieno possesso dei suoi poteri magici, protettrice dei bambini a cui porta i doni ma anche indomita e non addomesticabile.

Con lei si supera l’archetipo della seduzione, per attraversare il luogo della saggezza. Ma non si comprende a pieno la Befana se non si associa all’archetipo di Ecate, l’altro volto della Luna, il volto segreto di Diana/Artemide.

Ecate incarna i poteri notturni della dea Diana, cioè quelli più selvaggi, lei regnava sui demoni malvagi e sulla notte, sui fantasmi e sui morti, sulle arti magiche e sulla stregoneria. Il suo epiteto era “colei che detiene le chiavi del cosmo” e, come Mercurio, era una divinità psicopompa, cioè collegava il mondo degli uomini, quello degli dei e il regno dei Morti.

La Sibilla Cumana si rivolgeva ad Ecate per dare responsi che provenivano, appunto, dagli spiriti o dagli dei. In questo è molto vicina alla donna sciamana e allo spirito proprio dello sciamanesimo dei paesi dell’America Latina.

Ma la cosa più interessante a mio avviso è che la natura di Ecate era bi-sessuata, integrava in sé il maschile e il femminile e per questo motivo aveva accesso al potere vitale. Era rappresentata in triplice forma per ricordare il superamento della dicotomia maschile/femminile e il principio di integrazione ed era infatti dea dei trivi e degli incroci a simboleggiare la natura magica della triade e del numero tre, numero cosmico su cui si fonda la legge della vita come la conosciamo.

Ecate e la sua derivazione addomesticata, la Befana, rappresentano l’Apparizione.

Ma cosa si manifesta, cosa appare, chiaro e in un certo qual modo inaspettato?

Il segreto è nel numero tre: tre volti di Ecate, tre Magi, tre doni.

Il 6 gennaio arrivano infatti anche i Re Magi alla grotta, anche loro sono tre come Ecate e portano in dono al Bambino Sacro tre doni: oro, incenso e mirra. Oro per il cuore, potente laboratorio di trasformazione che prende il piombo grezzo delle emozioni (bene/male, bello/brutto, alto/basso, bianco/nero) e lo tramuta appunto in materiale preziosissimo, incenso per la mente che “ricorda” l’origine divina e mirra per il corpo che riconosciuto come tale è un tempio da onorare.

Come si accede ai tre doni? Lo rappresenta e lo raffigura il corpo della donna, il corpo simbolico della donna Ecate/Befana che ricorda un modo più profondo di intendere il femminile. Ecate dai tre volti e dai tre aspetti sembra suggerire il vero potere che custodisce ogni donna e che è riflesso nel suo corpo e nel suo utero. Il famoso Sacro Graal che ogni uomo interessato al cammino ha da sempre cercato. La coppa sacra, cioè il simbolo della legge del Tre, Triade, Trinità, come vogliamo chiamarla, che si fa terrena e diventa possibile e manifesta attraverso ciò che accade nel corpo femminile fecondato, che diventa luogo effettivo di integrazione e superamento di forze dicotomiche apparentemente opposte.

La via alchemica da percorrere per tramutare il piombo in oro e per connetterci a ogni parte del cosmo, per superare le apparenti divisioni, i vivi e i morti, l’essere e il non essere, gli dei e gli uomini, il bene e il male. La ricomposizione degli opposti che si fa donna e racconta di un potente atto magico a cui si può accedere solo volando sul mondo a bordo di una scopa senza restare imbrigliati nei luoghi comuni.

L'Autore
Chiara Tortorelli
Author: Chiara Tortorelli
Scrittrice, editor e copywriter, vive a Napoli dove inventa nuovi cultural life style: come presentare libri in maniera creativa e divergente, come scrivere i libri che ti piacciono davvero al di là del marketing, come migliorare la creatività e il benessere personale con metodologie a metà strada tra stregoneria e pensiero laterale. Perché è sempre possibile (e lei ci crede) continuare a pensare con la propria testa.

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