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Un passo indietro e il Dadaumpa

Un passo avanti. Uno due tre, tre passi indietro, uno, due…

E così a forza di fare un passo indietro siamo finite a ballare di nuovo Dadaumpa con le gemelle Kessler. Ci mancava, avevamo una fottuta nostalgia di ritornare a sventolare gambe perché sembra ovvio, in Italia pare che le donne possano e debbano fare solo quello. Dadaumpa davanti al maschio di turno, preferibilmente allupato che continua a ripetere come un disco rotto quanto siamo belle, bone e fighe. Rassegniamoci, non serve studiare, coltivare i nostri talenti, articolare pensieri intelligenti, la migliore capacità è…  riuscire a stare un passo indietro!

Stare dietro, composte, ornamentali quanto basta, ben apparecchiate, ma rigorosamente dietro. Non si sa bene a fare cosa, se a reggere il moccolo, la paposcia o lo strascico, importante è non varcare la soglia.

Nel 2020 torniamo allegramente agli anni Sessanta, forse ancora più indietro, a rappresentare il vecchio detto “dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”, e non solo per Sanremo… Lo troviamo condito in varie salse, spalmato nell’atteggiamento ruspante del nostro ex ministro degli Esteri, lo troviamo nell’abitudine ormai consolidata degli uomini di potere di circondarsi di donne da “Drive in”, lo troviamo nei luoghi comuni, nelle parole, nei detti e nei non detti.

L’occhio di bue è impietoso e non perdona. La televisione denuncia il trend culturale in cui siamo immersi, il festival di Sanremo riflette il luogo comune sessista e l’ammiccamento becero da salotto che nel nostro Paese la fanno da padroni. Via libera quindi a un Festival pieno di donne per simpatizzare con quella che più che una problematica di genere è diventata una faccenda modaiola.

Quelle stesse donne in vetrina è bene però che stiano un passo indietro.

Un passo indietro dal valore intrinseco di una donna, dalla sua dignità, da un’effettiva parità.

La verità è che nel nostro Paese non c’è posto per la donna, quella vera, quella che potrebbe rivendicare un ruolo, uno spazio, uno spessore… quella è una figura di contorno che fa da sfondo. C’è posto per la velina, gamba chilometrica e sorriso ammiccante, oppure per l’icona della Grande Madre, retaggio della Chiesa cattolica. È solo di qualche giorno fa la notizia che il Consiglio d’Europa condanna l’Italia: c’è ancora resistenza nella parità tra uomini e donne. Nessuno stupore se qui, a differenza che in altri paesi europei le politiche dell’uguaglianza vengono trasformate in politiche della famiglia e della maternità.

Eh sì, perché la nostra società si è fondata storicamente e culturalmente su due capisaldi: maternità e famiglia; insieme alla Madonna si idolatrava la figura mitologica della Madre. La subdola propaganda con cui si irretivano le donne era la promessa di un potere dietro le quinte: il potere della madre eterna. Lui ha il diritto di muoversi nel mondo, di conquistare obiettivi e di emergere. Ma tranquilla, sei tu che “stando un passo indietro” lo manovri abilmente.  

Ecco “le donne che stanno dietro”, le indispensabili.

E queste “indispensabili” poi si sono rifatte sui figli, puntando su di loro per un ipotetico riscatto, soprattutto sui figli maschi che sono quelli che hanno il sacro diritto di andare avanti e l’antica ferita è diventata cancrena fino a perpetrare una società malata, dove le donne fanno il Dadaumpa e vivono per il riconoscimento e l’approvazione maschile e gli uomini restano “figli a vita” e cercano bambole capaci solo di arretrare e compiacere.

Partiamo dalle parole. Il rispetto che chiediamo a gran voce inizia da lì.

Frattanto, per ora, una donna potrà essere intelligentissima, colta, preparata e con due lauree, ma se sale sul palco di Sanremo ci sale solo perché è bella!

L'Autore
Chiara Tortorelli
Author: Chiara Tortorelli
Creativa pubblicitaria, editor e scrittrice, vive a Napoli dove inventa nuovi cultural life style: come presentare libri in maniera creativa e divergente, come scrivere i libri che ti piacciono davvero, come migliorare la creatività e il benessere personale con metodologie a metà strada tra stregoneria e pensiero laterale. Il suo ultimo libro è “Noi due punto zero” (Homo Scrivens 2018). Cura per Napoliclick la rubrica “La Coccinella del cuore”.

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