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La memoria della Shoah nella storia dell’ex fisioterapista dell’Ajax

A STASERA E FAI IL BRAVO Muller PrimaIn vista del Giorno della Memoria, è particolarmente attuale la storia di Salo Muller, ex fisioterapista di Cruijff all’Ajax, che aveva ottenuto risarcimenti dalle Ferrovie olandesi, colpevoli di aver portato migliaia di ebrei a morire nei campi di sterminio.

“A stasera e fai il bravo”, questo il titolo del libro. Il Sole 24 Ore ha deciso di tradurre per la prima volta in Italia (a curare la prefazione all’edizione italiana la giornalista Maria Luisa Colledani) questa storia importante per la Shoah, per il calcio rivoluzionario di quell’Ajax e soprattutto per il risvolto di cronaca e la battaglia attuale di Salo contro le ferrovie, ree di aver portato a morire milioni di vittime. In Olanda, le ferrovie olandesi hanno già varato un risarcimento per vittime ed eredi della Shoah (50 milioni di euro) e chiesto scusa. Ora Salo, con il suo pool di legali, sta cercando di allargare il campo alle ferrovie tedesche.

Il libro esce in edicola domenica con Il Sole 24 Ore (12.90 euro), ma si trova anche in libreria (14.90 euro) e in formato e-book (9,99 euro).

Il libro

Amsterdam, un sabato mattina del novembre 1942. Mamma Lena dà un bacio in fronte a Salo che sta entrando a scuola e gli dice: «A stasera e fai il bravo». A sei anni quelle parole sono i titoli di coda della vita serena di Salo Muller, che in questo libro racconta il suo inferno, dai contorni non ancora definiti a quell’età, e forse per questo ancora più doloroso. Mamma Lena e papà Louis sono vittime di uno dei tanti rastrellamenti voluti dalle SS in Olanda: finiscono deportati ad Auschwitz e Salo resta orfano. La resistenza olandese lo nasconde, lo aiuta a trovare alloggi di fortuna e famiglie che si fanno carico di lui. Alla fine della guerra lo attende una nuova partenza in un mondo libero: lo accolgono gli zii e dopo problemi di salute e di adattamento, trova la sua strada diventando fisioterapista dell’Ajax di Johan Cruijff, negli anni d’oro dal 1960 al 1972. Ma la pienezza della sua vita diventa la testimonianza: “Com’è possibile che sia accaduto? È una domanda che mi assilla ancora oggi. … Ora però è giunto il momento di condividere questa storia, la storia della mia vita. Servirà a qualcosa? …Non so rispondere, ma devo condividerla una volta per tutte”.

L’autore

Salo Muller. Nato ad Amsterdam il 29 Febbraio 1936, è un fisioterapista, giornalista e scrittore olandese. Durante la Seconda guerra mondiale, Salo Muller, i cui genitori ebrei furono deportati e morirono nel campo di sterminio nazista di Auschwitz, si salvò nascondendosi ai rastrellamenti nazisti. Quando la guerra finì, fu accolto ad Amsterdam dalla zia e intraprese una scuola professionale, a seguito della quale entrò come fisioterapista nella squadra di calcio dell’Ajax, dove rimase fino al 1972, assistendo agli anni d’oro. Nel 2014 Salo ha intrapreso la sua battaglia contro la Nederlandse Spoorwegen (NS), la società olandese dei trasporti ferroviari, a cui ha chiesto e ottenuto un risarcimento per i sopravvissuti e gli eredi delle vittime della Shoah. La sua battaglia è raccontata nel libro “Mijn gevecht met de Nederlandse Spoorwegen”, pubblicato nel 2020 (Uitgeverij Verbum).

 

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