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Alla faccia del Pazzo: nell’autobiografia di Procentese la malattia mentale apre le porte alla felicità

Alla faccia del PazzoLei si chiama Virginia Capuano ed era la responsabile del social bazar “Che Follia” gestito al centro storico di Napoli dalla cooperativa sociale Era, lui si chiama Antonio Procentese, un ragazzo che ha attraversato “una storia di follia” ma anche di riscoperta e di riconquista di se stesso: ora a gestire il negozio è lui. Dal loro incontro, avvenuto per mezzo del mondo sociale, è nato il libro” Alla faccia del pazzo. Storie di follia, fallimento e felicità.

Un romanzo biografico per la crescita personale” (Multimage – Fuori Collana, 12 euro) che verrà presentato sabato 16 ottobre ore 19 al teatro Avanposto all’interno della Settima edizione del Premio cinematografico Fausto Rossano (in programma in città fino al 24).

Il libro si può acquistare qui

Un romanzo autobiografico in cui il fallimento si trasforma in successo

“Alla faccia del Pazzo!” è l’esclamazione pronunciata da Mohamed allorquando Antonio, protagonista del romanzo, gli racconta la sua storia.

Una storia cominciata sette anni prima, ai tempi dell’Università, dove Antonio, studente brillante ed ambizioso, comincia a muovere i primi passi nel mondo delle start up. Costituisce, infatti, una società tutta sua – uno spin off del Glorioso Ateneo (la LUISS di Roma) – sperimentandosi in un mondo disumano, fatto di relazioni superficiali e utilitaristiche, un mondo in cui, senza le adeguate ‘protezioni’, anche i successi possono diventare fallimenti. In questo periodo vive sotto la dittatura delle illusioni: il successo a tutti i costi, le Persone solo se servono, il ruolo, la posizione sociale, i soldi. La sua parte profondamente Umana si ribella: Antonio vive il suo primo episodio psicotico che sembra arrivare per distruggere tutte le sue ambizioni e i suoi progetti di vita.

Grazie al supporto della sua famiglia e al coming out che proprio grazie alla psicosi riesce a fare, Antonio – che fino a quel momento tiene nascosta la sua omosessualità – prova a rimettersi in piedi rientrando nel mondo delle startup e degli incubatori d’impresa. È un lavoro che ama, nonostante i ritmi frenetici e i pesanti carichi di lavoro. Si sente ‘guarito’ e smette di prendere le medicine ma il secondo episodio psicotico lo costringe a ritornare in famiglia, nella sua città, a Napoli dove tutte le sue speranze di riprendersi sembrano infrangersi insieme ai suoi sogni e alle sue aspirazioni. Si sente un fallito dal punto di vista personale e professionale. Non sembra avere più voglia di ricominciare. È in questo momento della sua vita che, in un centro di salute mentale, incontra Virginia, una giovane sociologa con la quale stringe una relazione speciale e che si rivelerà cruciale nel suo percorso. Questa relazione profonda e significativa sembra risvegliare quella parte di Antonio fatta di emozioni e di valori diversi dal denaro e dalle ambizioni. Nascono, in lui, nuove consapevolezze: scopre il lato positivo della malattia e capisce di poter utilizzare questa esperienza per aiutare gli altri.

Alla faccia del Pazzo 1

Con Virginia costituiscono NapolinMente, un’associazione nata per offrire anche ad altre persone con un vissuto di disagio psichico, l’opportunità di coltivare relazioni profonde ed autentiche e di avviare un cammino verso l’inclusione. L’associazione lancia Antonio in una rete sempre più ampia di Persone positive, una rete che assomiglia a una costellazione grazie alla quale Antonio sente di riuscire a brillare, nonostante tutto. Diventa tesoriere, poi vice-presidente e cuore pulsante di tutte le attività e i progetti. Nel frattempo, decide, insieme al resto del gruppo, di formarsi come counselor e di specializzarsi nel supporto alle ‘carriere in crisi’ e allo sviluppo personale e organizzativo. Il suo obiettivo, in linea con quello dell’intero Star System, è di mettere a valore tutto ciò che ha imparato attraverso il suo percorso di malattia, attraverso gli incontri cruciali e grazie alla forza della rete sociale intorno a lui. L’associazione inizia a sperimentare con successo, al proprio interno, modelli di gestione positiva delle dinamiche di gruppo. In questo periodo, durante un’esperienza di borsa lavoro per la sua inclusione professionale in un contesto protetto, avviene il primo incontro casuale con uno dei personaggi chiave della narrazione: Mohamed IaminElAlem, immigrato mauritano giunto in Italia dopo un drammatico percorso migratorio per sfuggire alla persecuzione politica degli omosessuali in Mauritania.

Il lavoro sul gruppo e con il gruppo continua, lo Star System cresce e si arricchisce e l’ideadi raccontare e diffondere la filosofia e il funzionamento dello Star System di NapolinMente si fa sempre più forte fino a portare Antonio e Virginia a mettere su carta un progetto vero e proprio “FunRaising:” strumenti e strategie per vivere con gioia la vita ed il lavoro. Poi, da un giorno all’altro, il fermento creativo sembra essere messo a repentaglio dall’emergenza Covid19. Ma anni di studi sulla felicità, e una naturale inclinazione alla ridefinizione in positivo delle esperienze della vita (frutto anche della Psicosi, alla quale Antonio è ormai grato), Virginia e Antonio decidono di impiegare la quarantena per rendere materiali e operative le teorie elaborate nel corso del proprio vissuto insieme. È proprio durante i tre mesi di quarantena che Antonio decide di contattare Mohamed – sviluppatore web – per la creazione del sito di FunRaising. A questo punto del romanzo, la formula ‘Creatività, Relazione, Amore’ – nata in seno al gruppo di NapolinMente - dà alla luce un progetto per il bene-essere di persone e comunità e un Antonio, per la prima volta, innamorato di se stesso, della vita e di Mohamed.

“Alla faccia del Pazzo” è la storia di un fallimento che si trasforma in un successo.

La presentazione all’interno del Premio Fausto Rossano

“Racconteremo una storia di follia, fallimenti e felicità, in cui la malattia mentale diventa il portale verso una vita nuova”, spiegano gli autori Virginia Capuano e Antonio Procentese. Il libro sarà presentato, non a caso, all’interno della manifestazione nata in memoria dello psichiatra Fausto Rossano, dedicata al diritto alla salute mentale, che si tiene a Napoli per il settimo anno. L’appuntamento è per sabato 16 ottobre dalle 19 alle 22 presso il teatro Avanposto numero zero (via Sedile di Porto 55, Napoli). Seguiranno un intermezzo musicale a cura del cantautore Ross e, per concludere in bellezza, una degustazione dei vini prodotti dalla cooperativa sociale Vitematta, impegnata in programmi di reinserimento socio-lavorativo di persone con disagio mentale. 

È gradita la prenotazione attraverso la  pagina  Social, mentre è obbligatorio il Green pass.

Gli autori 

Antonio Procentese 

“Sono un folle, un folle certificato”, dice di sé Antonio Procentese, già autore con Multimage.

“Prima della malattia mentale ero un giovane brillante laureato con lode alla LUISS, pronto per una carriera fulminante nel mondo delle startup. Carrierismo, individualismo, smania di controllo e relazioni utilitaristiche regnavano nella mia esistenza. Quel gennaio del 2013 ha segnato in modo radicale la mia vita. Una nuova versione di me si stava affermando, fatta di relazioni significative ed autentiche che hanno reso possibile la costruzione di un senso e il riconoscimento di un’importante funzione alla mia esperienza di disagio psichico. Poi all’improvviso una nuova folle visione: aiutare le persone ad essere – o a tornare ad essere – felici nella vita e nel lavoro seguendo la ritrovata bussola della mia felicità”.

Virginia Capuano 

“Sono una folle, non certificata (i miei disturbi ed io siamo sempre riusciti a sfuggire alle classificazioni del DSM)”, si definisce Virginia Capuano, anche lei all’attivo una pubblicazione con Multimage.

“Mi sono laureata in Sociologia, spinta da un profondo interesse per la comprensione delle persone in relazione tra loro. Il mio percorso di crescita personale e Professionale è sempre andato di pari passo con quello di chi mi è stato accanto. Questo mi ha permesso di vivere immersa in un sistema di Relazioni profonde ed autentiche. Ho scoperto molto presto che proprio queste relazioni sono la mia forza: aiutando gli altri a crescere, sono cresciuta io stessa e, la cosa veramente interessante, è che questo processo di ‘sviluppo sinergico’ sembra non avere fine. Esso nutre quotidianamente la mia mente, il mio corpo e il mio spirito accompagnandomi verso la parte migliore di me. Da counselor professionista sono riuscita a mettere a sistema questa mia naturale inclinazione, generando valore per me stessa e per gli altri e attivando circuiti virtuosi di crescita e miglioramento continuo del potenziale individuale e collettivo”.

L'Autore
Maria Nocerino
Author: Maria Nocerino
Sociologa e giornalista pubblicista, è specializzata nel giornalismo sociale. Collabora con l’agenzia di stampa Redattore Sociale e con il quotidiano Roma per le pagine della Cronaca.

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