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Ritorna ovvero il dramma di essere felici

ritornaEnigmatico e originale. Ritorna (2016, Biblioteca del Vascello, 176 pagine, 14 euro) di Outis è un libro che vi resterà dentro più a lungo dell’estate.

“Disse piano: Ritorna. Non Risorgi, o Alzati e cammina o qualsiasi altra formula venne poi riferita dai vari personaggi che si inventarono testimoni. Solo: Ritorna. E gli bastò dirlo una volta sola.” Non è facile vivere. Anche se non bisogna dirlo. Fin da bambini ci insegnano che bisogna temere la morte, che siamo fortunati rispetto a chi muore, di fame, di malattia, di incidente. E’ una felicità per differenza dal dolore quella degli esseri umani. Outis, scrittrice napoletana, affronta il tabù per eccellenza: la morte. Lo fa ribaltando la prospettiva, da un punto di vista assolutamente originale: quello di un redivivo. Lo fa ribaltando la convenzione che morire sia male, rendendo la morte un’esperienza di vita e dimostrando che vivere è più difficile che morire.

Un giovane veterinario torna in vita pochi istanti dopo essere morto. La sua vita prima della malattia sembrava felice e soddisfacente, quella di qualcuno a cui non manca nulla, né la presenza fisica, né la sensibilità, né l’intelligenza, né l’affetto delle persone care. Ma una volta risorto lo aspetta qualcosa di completamente diverso da quello che immagina.

Affrontare la morte è per Outis un modo per affrontare la drammaticità della vita, nell’epoca tutti siamo macchine intercambiabili, senza nome e in cui apparire felici a tutti i costi (con le stesse immagini e pose virtuali) non lascia spazio ad interrogativi essenziali. In Ritorna viene sottratto tutto il superfluo, concentrato l’essere nell’istante. Le persone non hanno un nome, sono esseri umani, carne, testa e sensazioni. Si sta nella testa del protagonista che pur vivo è ormai circoscritto dall’aura della morte che crea distanze siderali con gli altri, si sta nel respiro della sorella che prega nella cappella dell’ospedale, si sta con il protagonista che vede crollare l’amore della sua vita insieme al corpo della sua fidanzata che si accascia al suolo, si sta con la madre combattuta tra la il sollievo e lo sconforto, si sta con il padre che non riconosce il figlio. Si sta nelle sottilmente crudeli dinamiche affettive familiari.

Può dunque la paura della morte essere più dolorosa della morte stessa? E’ può il non essere felici là dove si dovrebbe esserlo, così opprimente? Paradossalmente Ritorna è un libro catartico e universale perché partendo dal sentimento universale del dolore della morte, sdogana la possibilità di essere infelici, nonostante tutto. Questo libro è un coltello nel fianco dell’ipocrisia. Il modo apparentemente asettico, “ospedaliero” di trattare la materia umana echeggia il linguaggio a Carver, il modo di vivisezionare la psiche umana ricorda Saramago di “Cecità”. Ritorna è cinico e spietato e allo stesso tempo umano, tenero e carnale. Anche grazie al finale non scontato ti resta dentro a lungo insieme ai suoi personaggi e alle sue domande senza risposta. 

L'Autore
Alessandra del Giudice
Author: Alessandra del Giudice
Giornalista, fotografa, sociologa, attrice, cuoca, artigiana. Fa parte della redazione di Napoli Città Solidale e collabora con il Corriere del Mezzogiorno. Ama le storie e le inchieste: proverbiali i suoi scritti XL. L'eclettica Alessandra talvolta dimentica in quale iperspazio ha lasciato la testa, incorrendo in tragicomiche gaffe. Alice, per gli amici, appena può parte per qualche paese lontano, ma torna sempre nella sua città preferita: Napoli.

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