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Ivano Leva e la sua pioggia di ottobre

Ivano LevaSi chiama “The Rain of October” il nuovo album di Ivano Leva, in cui si presenta in solitudine, con pianoforte, piano preparato ed elettronica, mosso da un'indole speculativa che dal fenomeno della pioggia di ottobre passa a una "composizione sensoriale ed emotiva".

Pubblicato da NovAntiqua, “The Rain of October” è il quarto album da leader per Leva, il compositore napoletano che, nel corso degli ultimi anni, ha ottenuto significativi riscontri per la sua abilità nel far dialogare i linguaggi tardo-romantici con il jazz e la modern-classical.

“Ho unito in maniera autentica in un’unica forma espressiva non soltanto i due generi musicali che maggiormente ho praticato ed ascoltato, ma anche tutti gli altri stili musicali che ho assorbito lungo tutta la vita, oltre alle altre forme d’arte che da sempre foraggiano la mia creatività: la letteratura, la pittura, il cinema e le discipline scientifico-matematiche, che io considero arti a tutti gli effetti”. 

Anche grazie a questo eclettismo, combinato a una preparazione e competenza frutto di anni di studio, Ivano Leva immagina l'album come una sorta di moderna suite per piano che mette in contatto la gamma percettiva della pioggia autunnale con il mondo interiore di autore e ascoltatore, in un ideale viaggio tra chiaroscuri, fragranze, epifanie e riflessioni intimiste sulla memoria, il tempo e la vita.

“Ogni mia composizione nasce da una iniziale suggestione uditiva ben precisa che all’improvviso, dal nulla, si fa spazio nella mia mente; è un barlume di colore in nuce ma dai tratti somatici già nitidi, che fin dalla sua primissima apparizione mi comunica senza alcuna ombra di dubbio quale sia l’organico strumentale verso il quale tale cellula musicale voglia essere indirizzata. In tal senso, posso asserire che non c’è una dimensione nella quale prediligo muovermi, tutto dipende da quale sia l’oggetto in questione. The Rain Of October è indissolubilmente legato al suono del pianoforte, alle sfumature timbriche da esso ottenibili ed alla sua capacità evocativa, per cui non c’era dimensione migliore per questo disco che non fosse quella del piano solo”.

L’album

“The Rain Of October” esce all’indomani del lockdown che ha inginocchiato l'attività di musicisti e operatori dello spettacolo, ma Leva opera in altre direzioni, riferendosi ad altre sensibilità, che prescindono dai bisogni o dalle difficoltà del momento: "I miei ascoltatori giungono alla mia musica attraverso sentieri ben precisi, dettati da una necessità di sfamare un proprio personale gusto e non certo da induzioni pubblicitarie o da circostanze di improvvisa precarietà nelle consuete dinamiche giornaliere. Anzi, generi di musica come la mia solitamente necessitano – per essere metabolizzati – di svariati riascolti ripartiti su di un arco temporale vasto, svincolato da contingenze momentanee. E’ musica alla quale arrivi per una curiosità sensoriale, non la troveresti mai sbattuta ai quattro venti sui social network, abbinata ad una ipotetica foto di me che suono il pianoforte con i piedi scalzi, mentre con l’occhio languido tento di irretire un pubblico femminile con fare da improbabile mandrillo da reparto detersivi di un supermarket".

Il compositore

Ivano Leva nasce a Napoli nel 1975. Come compositore di musica colta, i suoi lavori sono stati premiati ed eseguiti in svariate rassegne, sia nazionali che internazionali, da solisti ed ensembles di fama. Nel 2012 vince il concorso di composizione A. Falconio con una composizione da camera scritta su poesia di E. De Filippo e da egli stesso eseguita nella Sala Scarlatti del Conservatorio San Pietro a Majella, Napoli. Nel 2015 la sua composizione Triumviratus si aggiudica il concorso Anima Mundi Composition Prize e viene eseguita dal trio australiano Anima Mundi presso il Performing Art Centre Geelong a Newtown ed al Melbourne Recital Centre (Australia).

Come pianista è attivo professionalmente fin dalla seconda metà degli anni ’90, e si contraddistingue per la sua capacità di spaziare in diversi ambiti musicali. In campo jazzistico annovera collaborazioni con importanti artisti italiani e stranieri, fra i quali Antonio Onorato, Salvatore Tranchini, Ben MacDonald, Woijtek Pilichowsky, Marco Sannini, Giulio Martino, Sandro Deidda, Pietro Condorelli, Umberto Muselli, Leonardo De Lorenzo, Vincenzo Saetta, Giacinto Piracci, Claudio Romano, Marco De Tilla, Walter Ricci, Gianfranco Campagnoli, Alberto D’Anna, Alessandro Tedesco.

Partecipa inoltre ad importanti rassegne internazionali del settore. Nel 2010 ha inciso il suo primo cd da leader di formazioni jazzistiche, Absence, lavoro che ha ricevuto consensi anche in paesi asiatici quali Cina, Giappone, Honk-Kong e Corea. Nel 2012 prende parte, insieme a svariati artisti del panorama jazz partenopeo ed italiano, alla registrazione del cd Io pretendo dignità, progetto patrocinato da Amnesty International. In ambito teatrale si distingue sia come compositore di musiche di scena che come pianista coinvolto in progetti particolari: dal 2004 aderisce allo spettacolo Poeta Massimo e ne incide anche l’omonimo. Sempre con Enzo Decaro, poi, partecipa alla tournee teatrale intitolata Chet c’è, omaggio a Chet Baker. Autore anche di jingles e musiche per sonorizzazioni, in occasione del Natale 2007 compone le musiche per un importante spot pubblicitario contro l’utilizzo dei fuochi d’artificio illegali, interpretato dall’attore Enzo Cannavale. Nel 2017, in duo con l’oboista Marika Lombardi, incide il cd Debussy: La Cathédrale Transfigurée, nove libere improvvisazioni su traccia tematica del Preludio La Cathédrale Engloutie di C.Debussy.

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