martedì 20 OTTOBRE 2020
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La stanza dei burattini

Oderigi LusiLa stanza dei burattini rappresenta, in senso lato, una metafora della nostra vita, di cui l’infanzia è il momento più bello, genuino e ingenuo. Chi è il mangiafuoco che muove i fili delle nostre vite ogni giorno indicandoci la strada? Un luogo ricco di magia che trascende la realtà e che ci proietta nei luoghi più intimi del nostro animo. Una sorta di macchina del tempo. In fondo la musica e tutta l’arte in genere ci permettono di viaggiare nel tempo e nello spazio!”.

Un viaggio nel tempo e nello spazio, ma soprattutto la prosecuzione di un lungo discorso musicale e artistico, legato al passato e alla memoria, al simbolismo dei luoghi, alla musica come perfetto veicolo di comunicazione e di incontro tra generi ed esperienze. È questo il fulcro del nuovo lavoro di Oderigi Lusi, il compositore campano che torna con una nuova etichetta - il collettivo di musicisti NovAntiqua Records, ispirato ai principi del "name your price" - e con un'operazione affascinante, pubblicata su vinile: una suite per piano solo sul lato A, con l'Orchestra Pergolesi diretta da Giulio Marazia sul B.  

La stanza dei Burattini, che esce a un anno di distanza dal premiato Il nuvolo innamorato, riparte dalla tradizione pianistica italiana per esplorare percorsi e impressioni del mondo dell'infanzia. Il ritorno al passato ancora una volta è strumento per esprimere la propria personalità, con la forma compositiva della suite interpretata quale "diario intimo", come sequenza di visioni e sensazioni, in uno scambio espressivo e ricercato tra il pianoforte "nudo" della facciata A e la versione orchestrale diretta da Marazia sulla facciata B.

La pubblicazione su 33 giri, con tutto ciò che ne deriva anche dal punto di vista della tangibilità e della grafica, è stata fortemente voluta da Lusi per motivi artistici, per certi versi “esperienziali”. Dichiara il compositore: “Ho deciso di pubblicare il lavoro in vinile, a parte per la bellezza del supporto, anche e soprattutto per l’atto quasi religioso dell’esperienza dell’ascolto in sé. Scartare il disco e tenerlo tra le mani ci proietta in uno stato di preparazione all’ascolto, ancora prima di farlo girare sul piatto. Lo si guarda, lo si contempla, un’esperienza fisica prima che sonora e sensoriale. Oggi la musica corre veloce in digitale su qualsiasi supporto e online. Dovremmo fermarci ad ascoltare, non correre insieme a lei”. 

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=-aHkYRSv0fo 

Oderigi Lusi: 

http://oderigi.wix.com/oderigilusi 

NovAntiqua: 

https://novantiqua.net

 

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