domenica 29 MARZO 2020
blank
 
chi siamo 
contatti

Naples Calling: la fenice rinasce dalle ceneri

A 67Esce il 24 gennaio 2020 “Naples Calling” il nuovo album degli ‘A67. Se si volesse raccontare questo disco internazionale dal sound elettronico e i testi potenti, con frasi e sound destinati ad arrivare primi in classifica si potrebbe riassumere così: dalle ceneri può nascere la vita.

Dal sacrificio della sua maschera può rinascere una Napoli attualmente bloccata, dal ricordo di un amore finito ci si può innamorare di nuovo di tutto. E’ questa energia e passione tragica, ma densa di speranza e dignità, che si respira in tutto il disco, un filo rosso che scorre e annoda temi sentimentali e civili. Gli A’67 restando fedeli ai vecchi temi centrali della loro ricerca inaugurando un uso massiccio delle sonorità elettroniche che arrivano al cuore del pubblico anche passando per lo stomaco.

Il lavoro discografico internazionale con 12 tracce è ricco di importanti collaborazioni e diverse influenze sonore, anticipato dal singolo e video “Il Male Minore” feat. Caparezza, prodotto da Gigi Canu dei Planet Funk, e dalla cover in napoletano di “Tuyo”, brano di Rodrigo Amarante, già sigla della fortunatissima serie Netflix “Narcos”, seguiti dall’ultimo estratto “Brava gente” feat. Frankie Hi-Nrg Mc. Il disco, prodotto e con il sound di Max D’Ambra è scritto anche in lingua italiana.

Dodici brani, molti in italiano: 01 - Zero alibi, 02 - Brava gente feat. Frankie Hi-Nrg Mc, 03 - Il male minore feat. Caparezza, 04 - Blue moon, 05 – Viola, 06 – Nì, 07 - Fuori luogo, 08 - I colori, 09 - Core e penzieri feat. Franco Ricciardi, 10 - L’ammore nun tene paura feat. Dario Sansone (Foja), 11 - Naples calling, 12 – Tuyo.

Voce e testi: Daniele Sanzone. Chitarre: Enzo Cangiano. Bassi: Gianluca Ciccarelli. Programming, sinth, drum machine e tastiere: Massimo D’Ambra. Special guests: Caparezza voce ne Il male minore, Frankie Hi Nrg Mc voce in Brava gente, Franco Ricciardi voce in Core e penzieri, Dario Sansone (Foja) voce in L’ammore nun tene paura, Emma Viola voce femminile.

Naples Calling copertina

Daniele Sanzone, voce e autore dei testi degli A’67, ci racconta questo intensissimo disco:

Naples Calling sembra un disco dalle sonorità “disco”, ballabile e internazionale

Noi non abbiamo mai fatto un disco uguale all’altro, perché le canzoni e il sound sono fotografie di un momento storico. La musica elettronica l’abbiamo sempre amata e ascoltata molto, ma ne abbiamo fatto un uso limitato in passato, ma era nell’aria, così ci siamo presi il tempo per creare qualcosa all’altezza e dare un vestito elettronico e ballabile alle canzoni e abbiamo scelto il favoloso sound di Massimo d’Ambra.

Ci sono molti brani in italiano in questo disco.

Nonostante abbia scritto vari libri e sia arrivato in finale al Tenco, in passato ho sempre vissuto l’italiano come un limite: poiché la mia lingua d’origine è il napoletano dovevo operare una traduzione e quindi una falsificazione. In questo disco è la prima volta che mi piaccio nel cantare in italiano, mi sembra un linguaggio più fresco e adatto ad arrivare ad un pubblico più vasto.

Le canzoni arrivano in modo diretto, fluido e potente, con farsi incisive, sembrano destinate quasi tutte ai primi posti delle hit parade, pur veicolando messaggi tutt’altro che commerciali.

Penso alle frasi: “Ogni cosa ha un prezzo ormai…la dignità non è in vendita” di Fuori Luogo, oppure al fortissimo “Siamo off ma ci sentiamo in” di Blue Moon.

Già in “La camorra song’io” c’erano pezzi molto orecchiabili, da hit parade, benché in napoletano, tuttavia forse allora non avrei apprezzato questo complimento essendo la nostra musica  underground. Ora a quarant’anni credo che l’obiettivo di un artista sia arrivare al maggior numero di persone possibile pur restando fedele al suo sguardo sul mondo, alle sue radici.

Lo sguardo sul mondo locale e nazionale degli A’67 in questo disco è molto duro…a partire da “Naples Calling”

C’è la fotografia di un Paese fermo e di una Napoli che non si ribella, ma c’è anche la speranza. Non a caso Pulcinella - che come nella canzone di Pino Daniele “Suonno d’ajere” è un rivoluzionario e non un fannullone o un farabutto - compie l’atto estremo di darsi fuoco pur di svegliare il proprio popolo, così come Mohamed Buazizi nella Primavera araba, Ian Palach nella primavera di Praga o la recente Sahar Khodayari, ragazza iraniana 29enne, che si è data fuoco per protestare contro la magistratura della Repubblica islamica.

Il nostro pulcinella è la città che supera la retorica del “dateci una mano”, non chiama il nord, ma chiama se stessa chiedendo il sacrificio della propria maschera. Napoli non muore mai, ma non si salva mai, ma è anche imprevedibile e non è detto che improvvisamente si risvegli dalle proprie ceneri come la fenice, là dove se c’è qualcuno che si indigna al punto di immolarsi c’è ancora da sperare. In “Naples Calling” c’è la dignità, il tentativo di riannodare il filo rosso di chi lotta, di chi sbarca sulle nostre spiagge per rifarsi una vita, di chi resiste come Mimmo Lucano, Ilaria Cucchi o di chi tenta una strada nuova come il movimento delle sardine.

“Brava gente” e “il male minore” e “Fuori luogo” raccontano l’Italia di oggi come fosse quella degli anni ’90. Nulla è cambiato?

“Il male minore” è uscita prima delle elezioni, non avremmo mai immaginato che la realtà avrebbe superato la fantasia e che i 5 stelle si sarebbero alleati con Salvini. Il nostro paese è il buco nero d’Europa. Non a caso il peggio è nato qui ed è andato altrove a partire dal fascismo. Anche oggi è imbarazzante, il luogo dei misteri irrisolti dove non esistono mai dei colpevoli. E non prendere posizione, non scegliere è una scelta che si traduce a lungo andare in un male peggiore che ci fa abituare a tutto, anche a quello che non dovremmo mai accettare. Come scriveva la filosofa Hannah Arendt: “chi sceglie il male minore dimentica rapidamente di aver scelto a favore di un male.” 

In questo contesto i giovani sembrano non avere possibilità. In “Ni” il ritornello dice “Se non sei figlio di, se non sei amico di. No party”. Mentre in “Blue moon” si parla di una generazione drogata dal telefonino.

 Si, siamo in un paese di vecchi, immobile da 40 anni. Dovremmo spaventarci non per i migranti che arrivano, ma per quanti ragazzi fuggono dall’Italia. Un Paese che permette questo ha fallito. Anche se le sardine lasciano sperare che sia possibile invertire la direzione.

“Blue moon” è un pezzo molto godibile che fa un parallelismo tra l’eroina che nel passato era usata per sedare i movimenti di lotta e il telefonino a cui siamo tutti assuefatti. Non è una novità veicolare messaggi potenti e indurre alla riflessione con una musica orecchiabile, penso a Battiato ad esempio.

Ne “I colori” ritorna Scampia. Come è cambiato in questi anni il tuo quartiere?

Colori è il brano a cui tengo di più, in cui ci sono mio padre, mia madre e il mio quartiere. I miei colori. Scampia è cambiata tantissimo se si paragona a 15 anni fa quando era presidiata dai clan: oggi lo spaccio esiste ancora, ma le piazze sono virtuali. E’ cresciuta la coscienza civica, c’è chi denuncia. Ma non basta il comandate Michele Spina che ha distrutto le piazze di spaccio, non basta la metropolitana e l’Università; per avviare un vero sviluppo bisogna dare un’alternativa in termini di lavoro.

In tante canzoni c’è l’amore, o meglio la nostalgia dell’amore che come il tempo è passato e non torna. Penso a “Zero alibi”, “L’ammore nun tene paura”

“Zero alibi” è una canzone dedicata a un amore finito che non trova pace e nonostante gli anni che passano continua a (r)esistere nei ricordi e nei pensieri. Una canzone che nasce dalla consapevolezza che “non ci sarà mai nulla di più forte, più dolce di un amore, che si perde, ma non muore”. L’ammore nun tene paura” parla invece di un amore che non è mai nato nonostante i sentimenti, ma c’è anche la consapevolezza che comunque tutto scorre. Ma più che di nostalgia parlerei di saudade, che è simile alla a’ pucundria ma non stantia, ha una vibrazione di speranza all’interno: quella di rivivere le emozioni e le cose belle, è il sentimento di guardare al passato, ma già proiettato nel futuro, di innamorarsi della vita, nonostante il dolore, ogni volta.

La bellissima “Core e penzieri” c’è il cuore che non si arrende, in “Viola” c’è un vero e proprio appello al “carpe diem”, in Tuyo c’è tutta la sensualità di un amore vissuto in pieno e non a caso ricorda “Passione”. Sono canzoni piene di speranza se si va oltre il primo ascolto del testo.

Viola è l’invito a vivere l’amore qui ed ora, infatti c’è la citazione all’ode di Catullo “Amami adesso”. Catullo dice “Amami adesso che ho sbagliato” io dico “Amami adesso che ne ho bisogno”. In “Core e penzieri” c’è “portame addo l’amore nun more”, penso all’idea che l’amore è il contrario della morte, l’unica energia che si può contrapporre alla fine delle cose che già raccontava Bruni. Tuyo è un omaggio al capolavoro di Rodrigo Amarante. Sono impazzito per la serie di Netflix Narcos e ho fatto la versione italiana. Il brano ha gli stessi accordi di “Passione” cantata da Raiz, infatti in rete c’è anche un bellissimo mash up tra Tuyo e Passione.

Il grande protagonista del disco sembra essere il tempo, il tempo che passa e non torna, il tempo del qui ed ora, il tempo della ribellione. Il ritmo veloce della musica elettronica è un tappeto che scorre veloce sotto e sopra i testi, talvolta molto romantici, e racconta di un tempo che è come se lasciasse indietro i sentimenti.

Mi piace questa visione. Effettivamente il tempo dei social è molto più veloce di quello del cuore. Dovremmo riappropriarci di un tempo umano, capace di dare il giusto tempo alle emozioni, alle parole, alle persone.

Link al video di “Naples Calling” su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=b1F5OWXWyfE&t=1s

 ‘A67 significa la 167, la legge che ha originato l’edilizia popolare d’Italia creando il nostro quartiere, Scampia. Siamo nati qui. La nostra musica è stata prima un urlo di rabbia contro tutti, poi l’urlo è diventato parola. Le parole, canzoni. Il disco d'esordio ‘A camorra song’ io (Polosud, 2005) è ben accolto dalla stampa specializzata: seguito dai media italiani ed esteri, diventa un caso. In quell’anno il regista Antonio Capuano sceglie il brano, ‘A67 per la colonna sonora del film: La guerra di Mario. Nel 2008, esce il secondo disco Suburb (Polosud/Edel Italia), un concept-album dedicato alle periferie del mondo. Un sound potente e ricco di collaborazioni italiane tra cui Mauro Pagani, Zulù e Roberto Saviano e rockband internazionali (India, Brasile, Marsiglia e Istanbul). “Hot Artist della settimana” per Mtv.it e finalista al Premio Tenco come “Miglior Album in Dialetto”.

Nel 2009 pubblicano il singolo-videoclip “Io non mi sento italiano”, cover di Giorgio Gaber, a sostegno delle cooperative dell’Associazione Libera. Nel 2010 esce Scampia Trip (Libro + cd). Un progetto multimediale per raccontare il quartiere.

Nel 2011 suonano al “Festival Musicando” della Libera Università di Alcatraz dove improvvisano sul palco con il premio Nobel Dario Fo. Nello stesso anno realizzano con Edoardo Bennato il brano Accussì va 'o munno, colonna sonora del film L'era legale di Enrico Caria e primo singolo del terzo album della band: Naples Power (Free-d Music/Universal, 2012).

Naples Power” è un disco (con in allegato un libro) omaggio al Neapolitan Power in cui gli 'A67 collaborano con i maggiori artisti napoletani (Edoardo Bennato, James Senese, Tullio De Piscopo, Teresa De Sio, Raiz, Planet Funk, 99 Posse, Enzo Gragnaniello, ecc.) e scrittori come: Roberto Saviano, Valeria Parrella, Carlo Lucarelli, Pino Aprile, ecc. La copertina di Naples Power è di Mimmo Paladino.

Sito: www.a67.it,  Profilo Facebook: www.facebook.com/A67official/

Ph. Gaetano Massa

L'Autore
Alessandra del Giudice
Author: Alessandra del Giudice
Sociologa, giornalista pubblicista e appassionata di fotografia, è specializzata nel giornalismo sociale e di viaggio.

Notizie

  1. ULTIME
  2. PIU LETTE
kindle 1867751 960 720#restoacasa ma con stile: idee per...Idee per trascorrere un altro weekend in quarantena (a...
Benedetta Paravia con i bimbiAmici in quarantena: la prossima...Come saremo dopo l’emergenza planetaria Covid -19? Quali...
Corde ObliqueCorde Oblique, il 3 aprile il nuovo...In uscita il 3 aprile 2020 per Dark Vinyl Records...
InternoItaliaFuori è chiuso - Interno Italia:...Face comunità intorno al cinema, da protagonisti, al...
ex-asilo-filangieri-estEx Asilo Filangieri: Libertà e...Si chiamano “abitanti” e da marzo 2012 stanno...
maurizio-de-giovanni-2I romanzi di de Giovanni al cinema e...Lo scrittore napoletano anticipa: “I Bastardi di...
skin careBotulino? No grazie. Arriva Sublime SkinNon è solo per donne e non ha controindicazioni, tranne...
crociera-con-delitto“La nostra missione è raccontare storie”Partito con i gialli e le cene con delitto, il teatro Il...
Agendo 2020 banner
Prenota la tua copia inviando una e-mail a comunicazione@gescosociale.it
il poggio
napolicittasolidale
amicar 500