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La scuola va riaperta a settembre!

A Napoli, insegnanti, genitori e studenti scendono in piazza

coverI primi a voler tornare su quei banchi ora vuoti sono loro, i bambini e ragazzi, oltre naturalmente ai genitori, soprattutto quelli che lavorano e a cui in questi mesi è venuto meno un supporto essenziale, e a tutto il personale scolastico che difende il suo sacrosanto diritto al lavoro.

Mentre il Governo sta ancora ragionando sulla riapertura delle scuole in sicurezza, sebbene sembrerebbe scongiurata l’ipotesi di un ritorno con didattica ‘mista’ – metà lezioni in classe, metà a distanza - restano molti interrogativi sul se e sul come riapriranno le nostre scuole a settembre. Ma insegnanti, educatori, genitori e studenti di molte città italiane, riuniti in rete nel gruppo “Priorità alla scuola”, non hanno dubbi: la scuola va assolutamente riaperta a settembre. Quella della didattica a distanza è stata, dicono, una soluzione di emergenza, ma non può né deve continuare, in una situazione di ritorno alla normalità.

La manifestazione per la riapertura a settembre di tutte le scuole

Per dirlo forte e chiaro “Priorità alla scuola” organizza una iniziativa pubblica che avrà luogo sabato 23 maggio 2020 ore 15.30 in molte città italiane. Anche a Napoli, come a Firenze, Roma, Faenza, Milano, Torino, Bologna, Cagliari, Reggio Emilia, Modena, Genova, si scende in piazza, ma, in ottemperanza al Dcpm 16.05. (art 1. comma i) che consente le manifestazioni pubbliche in forma statica, la protesta si svolgerà in piazza Dante eccezionalmente alle ore 10.30 nel rispetto delle restrizioni vigenti (distanziamento obbligatorio di 2 metri tra persone e/o nuclei familiari e uso obbligatorio di mascherina). A manifestare, forse per la prima volta insieme anche se a distanza si sicurezza, sono insegnanti, educatori, genitori e studenti, uniti dalla difesa dell’articolo 34 della Costituzione italiana “La scuola è aperta a tutti”.

“Il 22 febbraio le scuole e servizi scolastici, dai nidi alle scuole superiori, hanno dovuto chiudere le porte in Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna, il 5 marzo nel resto d’Italia. Da allora studenti, insegnanti e famiglie si sono ritrovati a gestire la didattica a distanza nel silenzio più assoluto del ministro Azzolina e del resto del Governo. Nessuna idea su come intervenire nelle scuole mentre erano chiuse, nessuna proposta su come riaprirle a maggio, a oggi ancora nessun piano concreto su come ricominciare l’anno scolastico a settembre con più insegnanti e personale e la possibilità di pensionamenti per lavoratori e lavoratrici in età a rischio. A settembre, a ben sei mesi dalla chiusura, di emergenza non si potrà più parlare. Allora la parola la prendiamo noi: insegnanti, educatori, genitori e studenti”, si legge nel comunicato nazionale.

INTERNO

No alla didattica a distanza, sì alla scuola in presenza

La didattica a distanza è la didattica dell’emergenza, spiegano gli organizzatori della manifestazione, che chiedono scuole aperte e didattica in presenza. Il ministero deve fin da ora operarsi per rendere agibili le strutture esistenti e per costruirne di nuove, temporanee, sostenibili, per accogliere tutti i soggetti che fanno la scuola. No, quindi, a turni nella scuola dell’obbligo, che pure erano stati paventati in qualche modo. Sì a riaprire tutte le scuole, compresi i nidi d’infanzia “servizio pubblico essenziale”; sì a classi formate da meno studenti, nell’ottica dell’inclusione sociale e del contrasto alla dispersione scolastica; sì al potenziamento dell’istituzione scolastica, in tutte le sue forme, dall’investimento in risorse, all’assunzione dei precari, passando per gli spazi all’aperto da destinare all’insegnamento. 

La mobilitazione parte da una petizione on line rivolta direttamente alla ministra Azzolina che ha già raggiunto quasi 84 mila firme

https://secure.avaaz.org/it/community_petitions/ministra_della_pubblica_istruzione_lucia_azzolina_priorita_alla_scuola_/

L'Autore
Maria Nocerino
Author: Maria Nocerino
Sociologa e giornalista pubblicista, è specializzata nel giornalismo sociale. Collabora con l’agenzia di stampa Redattore Sociale e con il quotidiano Roma per le pagine della Cronaca.

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