martedì 26 MAGGIO 2020
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La vita delle mamme detenute ai tempi del Covid-19

love 3315769 1280I colloqui “visivi” sono ricominciati al carcere femminile di Pozzuoli, ma non ci si può abbracciare nè baciare. Le donne che stanno dentro sanno bene cosa sia la vera reclusione, ma anche per loro, in particolare le mamme, questo non è un bel momento, perché soffrono più di altre persone le restrizioni, ancora più dure, imposte dai protocolli sanitari nelle case circondariali ai tempi del Covid-19.

Da quando, il 19 maggio, è stato di nuovo possibile vedere, ma non toccare, i propri familiari, sempre con mascherina e distanza di sicurezza, molte recluse al colloquio da vicino hanno preferito continuare a fare chiamate e videochiamate per sentirsi vicine ai propri familiari, strumento incoraggiato dalla stessa direzione dell’istituto in cui, ad oggi, sono recluse circa 110 donne, con un’età media di 40 anni.

L’iniziativa “Videoamiamoci” per la Festa della mamma

Trenta di loro sono madri di bambini piccoli e, in occasione della Festa della mamma, hanno ricevuto una graditissima sorpresa: disegni, canzoncine, poesie, messaggi, dei loro piccoli sono stati raccolti in un video che è stato trasmesso in carcere domenica 10 maggio allietando la giornata di queste mamme. È successo grazie all’iniziativa  “Video-amiamoci”, realizzata in collaborazione delle associazioni A.N.F.I. Sezione di Napoli e Maipiùviolenzainfinita, e con il Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Campania. Soddisfatta la direttrice della casa circondariale femminile di Pozzuoli, Carlotta Giaquinto: “Una bellissima sorpresa per le detenute mamme che hanno potuto ricevere un regalo speciale per la loro festa, ancora più importante in questo momento così particolare”. Ma “la comunità” come la definisce la direttrice è sempre molto protetta e “coccolata” qui: per sostenere le madri nella loro genitorialità, ad esempio, la direzione ha attivato uno Spazio famiglia, e, durante l’emergenza Coronavirus, ha dato loro l’opportunità di usare il telefono due volte a settimana per videochiamare la famiglia.

Le mascherine autoprodotte dalle detenute

Ora che il colloquio deve avvenire con forti limitazioni (attraverso un vetro e senza contatto fisico all’interno, con le dovute distanze di sicurezza all’esterno), è quasi meglio telefonarli figli e parenti, secondo alcune detenute. Del resto, sono le conseguenze dei protocolli sanitari per la sicurezza delle carceri che prevedono, tra le altre cose, che le nuove arrivate facciano 14 giorni di sorveglianza sanitaria in isolamento, prima di entrare in contatto con il resto della comunità. Si tratta di una popolazione che, proprio in questi mesi, è diminuita numericamente visto che molte hanno avuto accesso a misure alternative alla detenzione, un provvedimento già incentivato dalla direzione di Pozzuoli e ora adottato in maniera più forte dalla Magistratura di sorveglianza. Le mascherine, che devono d’obbligo indossare sia il personale che le ospiti, sono autoprodotte dalle stesse donne nel laboratorio di sartoria interno al carcere.

Un lento ritorno alle attività “normali” 

Oltre alla sartoria, le donne fanno il caffè, con la cooperativa Le Lazzarelle, una delle poche attività rimaste in piedi con l’emergenza Covid-19, insieme alla teledidattica che ha permesso alle recluse di continuare a studiare per conseguire la terza media. Mentre il teatro, il laboratorio di estetica, il corso di ricamo e altre attività che prevedono la presenza di volontari o esterni sono state interrotte. Ma le detenute si sono comunque organizzate in autonomia, tenendosi impegnate con karaoke, cimentandosi come parrucchiere, ad esempio, e potendo sempre contare per qualsiasi problema sul sostegno delle psicologhe (dell’Asl), figure indispensabili interne al carcere. Da domenica potranno anche tornare a messa.

L'Autore
Maria Nocerino
Author: Maria Nocerino
Sociologa e giornalista pubblicista, è specializzata nel giornalismo sociale. Collabora con l’agenzia di stampa Redattore Sociale e con il quotidiano Roma per le pagine della Cronaca.

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