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La Cooperativa Sociale Giancarlo Siani non ha paura

foto giuseppe scognamiglioImpegno ed esempio sul territorio, un muro sociale alla mafia. La Cooperativa Sociale Giancarlo Siani, attiva sul territorio ormai da 10 anni non teme i boss scarcerati.

“Su un territorio come il nostro, martoriato dalla camorra, dalla criminalità e inquinato dalla politica, non si può essere indifferenti. Per questo coltiviamo assieme progetti per un domani migliore, come “Voce di Comunità” attraverso il quale diffondiamo la cultura dell’antimafia sul territorio”, ha dichiarato il presidente della Cooperativa Sociale Giancarlo Siani, Giuseppe Scognamiglio.

La Cooperativa Sociale Giancarlo Siani nasce nel marzo del 2012, ed è il frutto di una gestazione durata diversi anni e maturata attraverso l’impegno quotidiano profuso in attività associative e di volontariato. “Radio Siani - web radio della legalità, anticamorra e denuncia sociale", la Fattoria "Pizzo Sano" e la "Masseria Esposito Ferraioli" hanno sede in beni confiscati alla camorra nella città di Ercolano, nello stesso luogo dove per anni si è deciso della vita e della morte di tante persone. E’ qui che un gruppo di giovani lotta per la dignità e la rinascita di una cittadina storica e ricca di una cultura che si perde nel mito e nella leggenda. Importanti progetti collocati nell’ambito del circuito dell’antimafia sociale all’interno di beni confiscati sono fondamentali a promuovere la cultura della legalità:

Voce di comunità” è un progetto svolto con le scuole del territorio e che tratta temi fondamentali della cultura antimafia: il ricordo delle vittime innocenti di mafia, promozione della legalità attraverso la cultura, rispetto e cura dell’ambiente e infine realizzazione di laboratori formativi sui mestieri della comunicazione, soprattutto di quella web-radiofonica.

Terra Comune” si basa sulla coltivazione di un’eccellenza vesuviana: il pomodoro del piennolo. Tale attività sarà spiegata agli alunni delle scuole partner del progetto attraverso un laboratorio di formazione agronomica e alimentare, tenuto da esperti del settore.

 “Le nostre sedi sono beni confiscati alla camorra- continua il presidente -, recuperati e riutilizzati per scopi sociali e culturali. Un bene confiscato è patrimonio non dei singoli, ma dell’intera comunità. Anche la scelta di realizzare una Cooperativa Sociale non è stata casuale, ma è maturata dalla volontà di ottemperare al fine ultimo di un bene confiscato ovvero creare al suo interno un' impresa sociale che possa diventare un grande incubatore di idee e star up per giovani e del territorio, contrastare cosi le camorre anche sulle politiche del lavoro e del riscatto sociale e territoriale, nonché offrire opportunità di reinserimento a soggetti svantaggiati, provenienti da percorsi di recupero e/o pene alternative”.

foto 1

La scarcerazione dei boss che un tempo hanno terrorizzato Ercolano attraverso estorsioni e spaccio di stupefacenti non preoccupa quindi l’opera di promozione della legalità e della cultura antimafia.

“Provare tutti ad essere concreti è il miglior antidoto contro le mafie  – conclude Scogliamiglio -. La questione è che l’antimafia, la legalità, il civismo sono concetti profondi sui quali bisogna lavorare sempre, quotidianamente. La città di Ercolano ha mostrato nel tempo di essere capace di generare gli anticorpi per reagire a dei momenti di forte recrudescenza camorristica, grazie all’impegno sociale di associazioni e cooperative, alle denunce dei commerciati, e al grandissimo lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine. L’impegno antimafia e di promozione della cultura delle legalità deve essere attuato da ogni singolo cittadino. Occorre mantenere alta l’attenzione sul fenomeno e sul suo possibile riproporsi, senza sventolare la bandiera per mero opportunismo. La lotta alle mafie si fa costruendo l’entusiasmo e la partecipazione non la paura, formando e sensibilizzando le nuove generazioni a partire dalla scuola, restando responsabili e integerrimi quando si è davanti a scelte sui temi della giustizia sociale, dell’ambiente, delle diseguaglianze, dei diritti. Molto spesso si sentono parole vuote e finti proclami, che servono solo a rafforzare chi vuole ritornare a quella cultura camorristica fatta di oscurantismo, compromessi, ricatti e favoritismi biechi che come ben sappiamo, vanno soltanto a ledere e inficiare le cose belle, l’impegno disinteressato di tanti, ma soprattutto il futuro migliore dei nostri territori”.

 

L'Autore
Alessandra del Giudice
Author: Alessandra del Giudice
Sociologa, giornalista pubblicista e appassionata di fotografia, è specializzata nel giornalismo sociale e di viaggio.

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