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Dario chiude il suo Bed and Breakfast

BBLa crescita esponenziale del turismo bloccata da un piccolo virus. Se delle vere e proprie vittime dell’emergenza coronavirus ci sono state a Napoli sono gli operatori di questo settore. Non solo grandi alberghi, ristoranti, tour operator, ma anche piccole attività spesso guidate da giovani napoletani che avevano deciso di imbarcarsi nell’avventura di dirigere un B&B.

Appartiene alla categoria anche Dario Rossi, proprietario del Bed and Breakfast Sirena Partenope in zona Porto, a Napoli. In questi due mesi di fermo totale e con una ripresa dubbia circa tempi e condizioni ha dovuto prendere la difficile decisione di chiudere l’attività, nonostante questa fosse fiorente precedentemente alla pandemia legata al Covid-19. Un punteggio di 4,5/5 su Expedia e 9,5/10 su Booking, agenda piena fino all’autunno, Dario ha visto venir meno tutte le prenotazioni già alla fine di febbraio. “Ho aperto Sirena Partenope nel 2015, quindi prima che ci fosse il boom di B&B a Napoli. Abbiamo superato le difficoltà legate a un affitto da pagare e alla concorrenza sempre più incalzante perché credevamo nella nostra proposta di qualità. Ho sempre fatto autocritica e per un attimo, mi sono anche chiesto se fosse colpa mia. Ma poi mi sono detto “Oh, ma noi siamo tra i primi venti B&B su Tripadvisor. No! Non è colpa nostra”. Siamo solo stati sfortunati. Siamo solo vittime di un’emergenza mondiale”. E nonostante lo scoramento provato dal vedere chiudere una attività in cui si erano messi l’anima e i risparmi, Dario riesce a mantenere uno sguardo positivo, guardando a tutto ciò che di buono questa esperienza gli ha dato.

sirena partenope

“In tutti questi anni ho conosciuto persone provenienti da tutto il mondo, con le loro storie e le loro emozioni. La nostra idea di accoglienza è sempre stata focalizzata su due aspetti. Il primo, quello di rendere il soggiorno in struttura il migliore possibile, e il secondo, quello di far capire cosa fosse Napoli, con tutti i suoi pregi ed i suoi difetti. Per noi era fondamentale spiegarla bene, facendone percepire tutte le sfumature. Ma la cosa più bella, era vedere Napoli con i loro occhi. Puntualmente, dopo il primo giorno, me li ritrovavo in cucina per la colazione con espressioni di stupore. Quante volte ci siamo sentiti dire: “Ma noi non pensavamo che questa città fosse così. È completamente diversa da come la raccontano: è stupenda!”. Tantissime soddisfazioni che, se da una parte rendono la chiusura ancora più amara, dall’altra fanno ben sperare nella possibilità di reinvestire di nuovo in un futuro che si spera non troppo lontano, qualora le condizioni economiche lo permettano.

“In tanti ci hanno gratificato con recensioni splendide, alcuni ritornavano a Napoli solo se potevano stare da noi, con qualcuno abbiamo continuato ad avere contatti social e con altri siamo diventati letteralmente amici. – prosegue Dario – Speriamo di aver lasciato, anche noi, qualcosa di bello in tutte le persone che abbiamo ospitato, con l’idea che un giorno, ritrovandosi a Napoli possano pensare “chissà come stanno i ragazzi del Sirena Partenope”.

L'Autore
Chiara Reale
Author: Chiara Reale
Si occupa di promozione, strategia di comunicazione e management nel settore arte e cultura. Cura mostre di arte contemporanea ed eventi culturali.

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