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Traces: la grande danza al Bellini

TracesUna ragazza entra in scena urlando, e poi muore dopo un attacco aereo. Un uomo la mette in un sacchetto della spazzatura,e poi impartisce ordini ad altri uomini, sottomettendoli come schiavi… La danza inizia dove finisce la brutalità, anzi è essa stessa brutale, istintiva, quasi animalesca. Nessuno sa spingere i corpi all’estremo come fa Wim Vandekeybus, che ha scelto il Teatro Bellini di Napoli per la prima assoluta in Italia della sua ultima coreografia e produzione, Traces, con la compagnia Ultima Vez e la musica di Trixie Whitley e Marc Ribot.

Il coreografo olandese dopo “In Spite of Wishing and Wanting” sceglie ancora il teatro di via Conte di Ruvo per dirci che la sua ricerca sugli impulsi non è finita, anzi riparte dalle origini. Così se nelle ultime produzioni avevano un ruolo centrale la mitologia e le storie di civiltà e di culture, in Traces mette in scena la catastrofe e torna al corpo e all’energia primordiale, istintiva.

È l’uomo con la sua natura bestiale quello che ci pone davanti Vandekeybus, portando sulla scena pianti e sputi, paure e comandi, schiavi e padroni, burattinaie e orsi. Che spazzano via l’idea di un conflitto politico e ci riportano a quello della natura, feroce e vulnerabile, affamata e istintiva.

Dodici ballerini riescono a trasmetterci energia allo stato puro, in una danza tecnicamente perfetta, dove anche il nudo assume, per una volta, una dimensione necessaria, a significare l’uomo intrappolato dalla natura che si deturpa, anzi che viene ridotta a spazzatura da una tecnologia distorta.

Traces 1

E se nelle note di regia Vandekeybus ci racconta di aver trovato ispirazione nella foresta rumena dove ha visto immagini di grandi aree disboscate e dove gli orsi vengono sottomessi alla volontà dell’uomo, noi da spettatori ignari di queste premesse avvertiamo, alla vista degli orsi danzanti sul palco, la sensazione di una forza fisica che ci invade e ci coinvolge. È l’azzeramento delle distanze ciò che ci trasmette Traces, con i suoi ballerini cervi, le grida che alludono a storie altre, interiori, a conflitti mai sedati tra l’uomo e la natura ma anche tra l’uomo e se stesso, in una perenne ricerca di un posto nel mondo.

Traces è le tracce della memoria, la voce dell’umanità che fa i conti con l’istinto alla distruzione, e la performance è accompagnata da musica e suoni di grande energia, con un controllo del corpo tanto completo da risultare magnetico, incredibilmente magico.

Grande danza, ma anche musica perfetta e grande teatro, sempre al Bellini.

Traces 2

Guarda il trailer ufficiale dello spettacolo

https://www.youtube.com/watch?v=f9LkGLK2C9w

L'Autore
Ida Palisi
Author: Ida Palisi
Giornalista professionista, esperta di comunicazione sociale, dirige l’Ufficio Comunicazione Gesco. Collabora con il quotidiano Il Mattino per le pagine della Cultura.

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