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“Tre. Le sorelle Prozorov”: uno dei lavori più intensi degli ultimi tempi

Tre Le sorelle ProzorovHa già calcato le scene di piccoli teatri napoletani ed è stato prenotato per la futura stagione da grandi teatri del nord Italia è “Tre. Le sorelle Prozorov”, perla rarissima che, ne siamo certi, riceverà ampi riconoscimenti in patria e fuori.

Il teatro di Anton Čechov è messo in scena in modo sublime da Giovanni Meola attraverso la drammaturgia partecipante di tre favolose attrici: Roberta Astuti, Sara Missaglia, Chiara Vitiello, in una versione particolarissima di “Tre sorelle”: “Tre. Le sorelle Prozorov”. La compagnia Virus Teatrali ha affrontato il corpo-a-corpo con uno dei drammaturghi e commediografi più importanti ed influenti della storia del teatro mettendo in scena una versione intensissima e imperdibile di “Tre sorelle” che pur trovando un espediente narrativo originale, valorizza il testo cechoviano e ne esalta i contenuti più profondi. D’altra parte Cechov è stato un grande innovatore del suo tempo proprio nel mettere in luce, attraverso le ombre, la psiche umana e in particolare le sfumature della complessa psicologia femminile.

L’adattamento di Meola vede le tre attrici Sara Missaglia, Roberta Astuti e Chiara Vitiello interpretare le tre sorelle.

Roberta Astuti è la giovane e fragile Irina, Chiara Vitiello è la volubile e volitiva mezzana Masha, e Sara Missaglia è la maggiore, la nostalgica Olga. L’intensità di questa versione di “Tre sorelle” è dovuta anche al loro sguardo intenso e profondo, come è l’animo femminile, e alla loro interpretazione magistrale non solo delle tre sorelle, ma anche di quasi tutti gli altri personaggi dell’opera, sia femminili che maschili; i vari personaggi minori vengono interpretati a turno dalle tre magistrali attrici che riescono a conservarne l’intonazione della voce, i tic, le movenze e l’essenza interiore senza nessuna incertezza. Ciò che colpisce è la duttilità che ha ognuna delle attrici di passare da un personaggio ad un altro conservando il cuore di ognuno di essi, tanto che in alcuni momenti sembra di assistere ad un incontro psicologico di “costellazioni familiari”. Si percepisce il grande lavoro introspettivo compiuto dalle tre attrici tanto che la separazione tra persona e personaggio si annulla dando vita alla magia di un teatro più vero del reale.

Le tre sorelle sono personaggi complessissimi caratterizzati tensioni contrastanti.

Sono in particolare la tensione verso il futuro, un’utopica “Mosca”, e quella verso il passato onnipresente che raccontano Irina, Olga e Marsha, incapaci, ognuna a suo modo, di vivere il presente. E anche là dove ci provano a vivere e ad essere sé stesse, lo fanno in modo scisso: Irina decidendo di sposarsi senza amore e Masha scegliendo di amare un uomo sposato vengono punite dal destino che rende irrealizzabili i loro sogni come in una profezia che si auto adempie. Olga rappresenta la sorella “saggia” e apparentemente (e sulla velata critica della forma borgese Cechov è maestro) realizzata mentre anche lei vive in un presente traslato nella fantasia, in preda al rimpianto e alla rassegnazione per non aver amato nonché al conflitto tra l’amore per sua sorella Marsha e quello, platonico, per suo marito. Le tre sorelle attraverso le loro tensioni fisiche ed emotive non fanno altro che descrivere un cerchio, mescolando i tempi dell’opera e tornando alla fine all’atto I. Nulla è cambiato nelle loro vite, tuttavia le tre sorelle non sono più uguali a sé stesse, avendo percorso la tortuosa strada della ricerca di sé al caro prezzo della perdita dell’innocenza. Come spiega Giovanni Meola, nella nostra intervista inedita: “Questi personaggi si interrogano sul senso profondo della vita e questo tipo di riflessione è molto moderna, contemporanea, per questo riconosciamo a Cechov una vitalità che ci appartiene”.

GUARDA L’INTERVISTA INEDITA A GIOVANNI MEOLA

Info: www.virusproduzioni.it, virusteatrali@gmail.com

 

L'Autore
Alessandra del Giudice
Author: Alessandra del Giudice
Sociologa, giornalista pubblicista e appassionata di fotografia, è specializzata nel giornalismo sociale e di viaggio.

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