lunedì 21 GENNAIO 2019
blank
 
chi siamo 
contatti

Dove sono gli eroi? Melchionna denuncia gli Squalificati

SqualificatiLuciano Melchionna, visionario creatore di Dignità Autonome di Prostituzione, con Squalificati rimette in scena in modo tagliente e incisivo uno dei suoi temi caldi: la dignità. Dignità mancata nel mondo della politica e dell’informazione dove la collusione incide doppiamente nel privato e nel pubblico.  Oggi più che mai è necessario chiedersi: “Dove sono gli eroi”?

Nel Teatro Sannazaro nel week-end del 17 novembre è andato in scena, per la prima volta a Napoli, Squalificati, il nuovo spettacolo di Luciano Melchionna basato su un testo del drammaturgo catalano Pere Riera, con la traduzione di Inès Rodrìguez e Joan Negriè con un’intensa Stefania Rocca in scena insieme ad Andrea de Goyzueta e Fabrizio Vona. Melchionna, regista vincitore del Golden Graal nel 2008 e osannato autore di “Dignità Autonome di Prostituzione” si misura con un tema attualissimo: l’ambiguità e la corruzione della politica e dell’informazione all’indomani degli scandali che hanno visto protagonista l’ex presidente Berlusconi. In Squalificati troviamo però molto più di una storia di collusione legata allo sfruttamento sessuale di minorenni: lo spettacolo è un’analisi sottile ed efficace dell’evoluzione (o involuzione) dei rapporti sociali degli ultimi 50 anni a tutti i livelli: dalle relazioni intra generazionali, ai rapporti tra uomo e donna, fino al nesso tra politica e informazione. È l’era della tv (in Italia di-segnata dai programmi Mediaset) che ha condizionato e sconvolto le relazioni e i valori stessi dell’umanità.

Anche in Squalificati (produzione Ente Teatro Cronaca – Vesuvioteatro, in collaborazione con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi 2018) c’è un presidente che ha rapporti sessuali con una minorenne spalleggiato da un segretario viscido e calcolatore. A intervistare il misterioso presidente che ha la faccia pulita di Andrea de Goyzueta, interprete convincente di un animo sfaccettato e indecifrabile, è una giornalista professionale e famosa Silvia (nome casuale che tuttavia ci rimanda con un gioco di specchi al’ex presidente italiano), non più giovane, ma sempre affascinante, personificata da un’intensa Stefania Rocca già protagonista di diversi lavori di Melchionna: “Dignità autonome di prostituzione”; del potentissimo monologo “L’anno del pensiero magico” e di “Ricorda con rabbia”.

Squalificati 2 rocca

“Qui mi sembrava perfetta – spiega il regista- perché la sua eleganza, l’essere quasi androgina e incutere soggezione fa risaltare ancora di più l’idea che nonostante tutto qualcosa in lei scricchiola infatti le ho messo da subito un tallone di Achille: quel leggero zoppicare che la rende umana e quindi penetrabile”. Stefania Rocca è divina e fa pensare alla grandissima Marlene Dietrich. La scena di Roberto Crea, sottolineata dalla musica sensuale e allarmante di Riccardo Regoli si apre su tre blocchi trasparenti che ospitano i tre protagonisti e che slittano su binari per porsi in primo o secondo piano come uno zoom cinematografico. “Ho visto questa stanza del presidente del consiglio – racconta Melchionna - spaccarsi e creare un piccolo terremoto che poi è un gioco di società, ma è una realtà che non è mai certa, tutto si muove subdolamente. Quello che ho voluto fare è permettere allo spettatore di guardare in quella stanza e per farlo deve spiare. Quando tu spii i protagonisti vivono, non sono solo esibiti. Ho cercato di dare una visione cinematografica perché mi piace molto giocare tra teatro e cinema”. I tre blocchi trasparenti oltre che al cinema fanno pensare proprio alla “gabbia” della tv. I personaggi sono in scatole trasparenti, sono personaggi televisivi, che fanno la televisione e che la subiscono. È la televisione che ha infatti modificato la prospettiva attraverso cui le classi sociali ed esistenziali guardano a sé e al prossimo classi come dimostrò il sociologo Joshua Meyrowitz nel libro “Oltre il senso del luogo”, intramontabile strumento utile a interpretare “l'impatto dei media elettronici sul comportamento sociale”. Nella finzione scenica lo spettatore entra nella sala del consiglio, così come dagli anni ’70, grazie alla tv, il cittadino ha iniziato ad entrare nel mondo segreto delle stanze del potere, come i bambini e i ragazzi hanno avuto accesso ad una rappresentazione della sessualità più facile benché mediata dalla tv strappando il velo che li separava e tutelava rispetto al mondo adulto e così come le donne hanno da un lato avuto un maggiore accesso alla cultura e al sapere e dall’altro sono diventate oggetto sessuale di quella stessa cultura mediatica. Il superamento dei limiti spazio- temporali, ha indotto il superamento della separazione netta tra comportamenti pubblici e privati. La tv oggi entra nell’intimità e svela il mondo privato di ognuno, toglie i filtri che da un lato erano necessari al mantenimento del potere, dall’altro accompagnavano le regole invisibili e condivise per il benessere della società.

La messa in scena è sconvolgente nel senso che sconvolge le abituali regole teatrali come oggi sono invertite le regole di comportamento civile, prima tra tutte quella di non dare e spalle al pubblico. Cosa che invece i protagonisti di Squalificati fanno costantemente. Questo se da un lato, come abbiamo detto, fa sentire gli spettatori spioni di una dimensione intima dall’altro accresce l’irritazione e la tensione già determinata dall’ambiguità della storia. Un terzo significato metaforico che possiamo attribuire a questa scelta è quello di mostrare il lato B, il lato oscuro che tutti nascondiamo dietro l’apparente perbenismo. Per questo motivo l’unico appunto che mi viene di fare è all’introduzione nel finale della videocamera in scena che riprende la diretta. Un’incursione a mio parere superflua là dove la macchina da presa poteva essere rappresentata dalla platea, l’occhio del grande fratello che tutto osserva e riprende.

Il primo tema che emerge in Squalificati è proprio il rapporto viziato che oggi esiste tra uomo e donna: Silvia che deve intervistare in diretta il presidente e si reca da lui in anticipo per preparare il servizio è accolta da un segretario pedante e ambiguo che la provoca senza alcun filtro. Un Fabrizio Vona che interpreta in modo ottimale un uomo viscido ma al contempo intelligente e sapientemente manipolatore. Questa situazione risulta volutamente fortemente irritante per il pubblico femminile abituato a subire quotidianamente la sottile violenza psicologica maschile in più campi del vivere. La tensione che si crea è esasperata da una trovata geniale: il ribaltamento stesso della provocazione. Chiarisce il regista: “Nel momento in cui il segretario decide di provocare Silvia, gira la frittata dicendo: “Sei tu che mi hai guardato in modo sensuale, sei tu che stai provocando me”. Questo manda completamente in tilt una donna che è molto forte e determinata, ma che non si aspetta minimamente un simile attacco e quindi inizia a vacillare e a domandarsi: “Veramente ho guardato in questo modo, veramente ho fatto questo?” Quell’attimo in cui si interroga la rende ancora più grande. Dopo di che è evidente che capisce il gioco e si rifà alla grande”. La giornalista di fatto ha l’asso nella manica: le fotografie del presidente a letto con la minorenne. Ha tutto in mano per vincere, fino a che un evento privato e personalissimo, ribalta il gioco svelando che la storia è quella di “una partita a scacchi esclusivamente tra re, cavaliere e torre avversaria che si gioca tra declinazioni di potere, rovesciamento delle dinamiche e dei ruoli e ricatti e amletiche scelte tra carriera e famiglia”. Attraverso una telefonata il privato entra nello spazio pubblico della sala del consiglio: Silvia viene a sapere che la figlia quindicenne è coinvolta nello spaccio di cocaina a scuola. Questo pretesto non solo mette in luce lo scricchiolio della coscienza della professionista, ma svela tutta la fragilità del suo ruolo di madre. Silvia da un lato si autoassolve senza considerare che parte della responsabilità dell’azione della figlia è sua in quanto educatrice che neanche si è resa conto di un eventuale problema della figlia, dall’altro mostra l’anaffettività e l’egocentrismo di alcune donne che antepongono il lavoro agli affetti, quando dichiara: “Non le perdonerò mai se mi rovinasse la carriera”.

Squalificati 3 Squalificati

Anche il presidente prima aveva fatto riferimento, non a caso, al proprio figlio adolescente dichiarando che un minore di oggi ne sa più di un adulto, per scagionarsi dell’accusa di aver avuto rapporti sessuali con una minorenne. Con un atteggiamento di deresponsabilizzazione il capo del Governo afferma che la minore era consenziente cosi come la giornalista rimuove la responsabilità dell’educazione della figlia. Benché sia chiaro che l’abuso di un adulto su un minore non abbia non ha giustificazioni, vale la pena interrogarsi su come oggi i comportamenti di adulti e adolescenti risultino spesso invertiti. Non a caso nella società liquida e mediatica i giovani corpi e i corpi femminili in particolare sono usati a fini pubblicitari e il valore esaltato è quello della realizzazione personale e dell’egocentrismo. In questo senso Squalificati suggerisce interrogativi attualissimi che vanno ben oltre il tema centrale dello spettacolo del “siamo tutti coinvolti”. “Il discorso del coinvolgimento personale – continua Melchionna - è stata la mia urgenza, cioè parlare del fatto che il rischio, in questo sistema malato è che siamo un po’ tutti collusi. Ci tenevo a parlarne perché è da tempo che mi chiedo: Gli eroi dove sono?  È per questo che alla fine omaggio due grandi eroi per me (n.d.r. Sandro Pertini e Anna Stepanovna Politkovskaja). Mi è stato proposto questo testo durante il periodo di Berlusconi e non l’ho voluto fare perché all’epoca erano cose che leggevamo sui giornali e mi sembrava ridondante raccontarle. A distanza di tempo, in un momento in cui anche i media sono messi sotto attacco perché alcuni giornalisti sono collusi o costretti a non dire la verità per sopravvivere, è una responsabilità incredibile quella della politica e dell’informazione quindi va fatta una riflessione. Dovremmo essere noi per primi a dire “NO, io dico quello che vedo”, come dice Politkovskaja. Sta a noi, qui e ora, scegliere di ricominciare a rispettare le regole, così da non sentirci per il resto della vita dei bluff. Collusi oltretutto. Vittime e carnefici di noi stessi, prima di tutto”.

Squalificati 4 Luciano Melchionna

Sceglierà di colludersi, Silvia per salvare la figlia e la faccia o no? Il finale di questo avvincente spettacolo non ve lo sveliamo perché vale assolutamente la pena vederlo. L’instancabile ed energetico Luciano Melchionna intanto sta continuando a portare in giro “Come si fa” performance che a Napoli è andata in scena a inizio novembre al Teatro Sanità e sta lavorando con lo stesso gruppo di “Parenti Serpenti”, di cui fanno parte Andrea de Goyzueta e Fabrizio Vona, “Miseria e nobiltà” con Lello Arena e Tonino Taiuti che debutterà il 27 dicembre all’Eliseo di Roma fino al 20 gennaio e poi partirà in tournee. Intanto sta scrivendo il suo terzo film e sta preparando un nuovo “Dignità autonome di prostituzione”, che, come sempre il pubblico attende con trepidazione.

L'Autore
Alessandra del Giudice
Author: Alessandra del Giudice
Sociologa, giornalista pubblicista e appassionata di fotografia, è specializzata nel giornalismo sociale e di viaggio.

Articoli correlati

Notizie

  1. ULTIME
  2. PIU LETTE
leoparediLeopardi, la #10YearChallenge e la...Cosa c’entra l’Infinito di Leopardi con la...
dizionario appasionato di napoliDizionario appassionato di Napoli,...L’ultimo libro del più napoletano dei francesi, Jean...
microbladingMicroblading, ecco la tecnica per...Valorizza lo sguardo e ha un effetto naturale...
CatemarioNasce l’Accademia Catemario, un...Presso la Chiesa di Santa Caterina da Siena, si svolgerà...
maurizio-de-giovanni-2I romanzi di de Giovanni al cinema e...Lo scrittore napoletano anticipa: “I Bastardi di...
ex-asilo-filangieri-estEx Asilo Filangieri: Libertà e...Si chiamano “abitanti” e da marzo 2012 stanno...
skin careBotulino? No grazie. Arriva Sublime SkinNon è solo per donne e non ha controindicazioni, tranne...
crociera-con-delitto“La nostra missione è raccontare storie”Partito con i gialli e le cene con delitto, il teatro Il...
agendo 2019 banner
Prenota la tua copia inviando una e-mail a comunicazione@gescosociale.it
il poggio
napolicittasolidale
amicar 500