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Così è (se vi pare)

215 CosseviparCosa rende un autore di inizio ‘900 ancora attuale? La capacità di intercettare nodi esistenziali intramontabili. Come l’inconoscibilità del reale e il relativismo delle forme e dell’esteriorità, temi cari a Pirandello, che ci interpellano oggi, in epoca di fake news e di verità alla rovescia gridate dai social, più che mai.

E se la verità in questione diventa una specie di thriller che coinvolge lo spettatore nella caccia al colpevole, allora riesce nell’operazione di recuperare all’oggi modi di fare teatro che apparentemente potrebbero sembrare superati.

È così che una storia – non risolta – di sospetti inchioda l’attenzione del pubblico per oltre due ore al Teatro Bellini, come sempre attento a intercettare tutti i tipi di spettatori, anche quelli che amano le rivisitazioni di un classico come Pirandello.

In sala per Così è (se vi pare) si sentivano le disquisizioni esistenziali che da sempre l’autore siciliano attira attorno alle sue drammaturgie, fatte di piccoli misteri quotidiani e di gioco tra l’apparenza e una realtà che mai si svela fino in fondo. Perciò vale la pena  seguire Filippo Dini che, con la produzione dello Stabile di Torino, è attore e regista  della piece portata in scena al Bellini con un cast di attori tutti bravissimi a rendere la claustrofobia di un interno salotto immaginato in una cittadina di provincia. È qui che si sviluppa l’enigma dei coniugi Frola e della suocera: il signor Frola, vedovo, tiene nascosta in casa la seconda moglie, per evitare alla suocera lo shock di ricordare la morte della figlia, o è la prima consorte che non sarebbe mai morta? Chi è pazzo: il marito che scambia la prima moglie per un’altra donna, o la suocera che scambia la seconda moglie dell’ex genero per sua figlia? Attorno a due opposte versioni dei fatti si sviluppa la curiosità dei borghesissimi vicini e sulla metafora dell’incertezza delle relazioni ruota  la messinscena, che consegna al pubblico, cent’anni dopo Pirandello, il potente messaggio dell’assoluta mancanza di oggettività: ogni persona ha il proprio modo di guardare alle cose, ognuno ha una propria verità e cercarla a oltranza, fino a sfiorare la follia.

Lo spettacolo si replica fino a domenica 27 gennaio 2019.

L'Autore
Ida Palisi
Author: Ida Palisi
Giornalista professionista, esperta di comunicazione sociale, dirige l’Ufficio Comunicazione Gesco. Collabora con il quotidiano Il Mattino per le pagine della Cultura.

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