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Il filo Rosso di Prometeo, recensione

PrometeoÈ il fuoco che proviene da Prometeo – e la presunta ingiustizia subita – ad aver illuminato il percorso teatrale svolto con gli allievi del Liceo ginnasio statale Jacopo Sannazaro che, nella sua forma finale, viene rappresentato come una messa in voce di quattro tragedie di Eschilo: la trilogia dell’Orestea, formata dalle tragedie Agamennone, Le Coefore, Le Eumenidi, e il Prometeo incatenato.

Dopo aver debuttato nel giugno scorso sulla terrazza della Certosa di San Martino di Napoli, ‘Il filo rosso di Prometeo è andato nuovamente in scena sabato 9 e domenica 10 febbraio, al Teatro Bolivar, nel cuore del quartiere Materdei di Napoli.

Lo spettacolo ‘Il filo rosso di Prometeo’ è il frutto del laboratorio di teatro classico tenuto dall’attore e regista Ettore Nigro, che con gli allievi del liceo J.Sannazaro di Napoli, coadiuvato dalla tutor Filomena Paola Fiorenzano, hanno inscenanto quest’opera di riscrittura drammaturgica e scenica delle tragedie di Eschilo’.

In tutta l'opera è costante la centralità del personaggio di Prometeo, un ribelle incapace di accettare l'ordine imposto da Zeus e dai nuovi dei, che pretendono di piegare ogni cosa alla loro volontà. Nell'opera è presentato il solo punto di vista del protagonista, che ripete la propria avversione per Zeus di fronte a numerosi personaggi, ma che appare portatore di un valore che non può non suscitare simpatia nello spettatore: la solidarietà verso gli uomini e la volontà di aiutarli a progredire facendo loro conoscere il fuoco. 

prometeo 1

“Prometeo, dunque, come portatore di luce e di progresso” conferma il regista Ettore Nigro. “Ed è stato proprio Prometeo a donarci il filo rosso: lo abbiamo immaginato in alto, sul monte, esiliato, mentre osserva il tanto amato uomo alle prese con quel sacro dono, fuoco, capace di generare pace e guerra. Agamennone, ad esempio, annuncia con il fuoco la sua vittoria, ma lo stesso fuoco fa bruciare Troia, così anche il sacrificio di Ifigenia avviene tra le fiamme e infine proprio Agamennone dichiara di voler far ritorno al fuoco domestico. Gli uomini dovranno dunque imparare a fare buon uso di questo dono e riuscire a governarlo. Il fuoco diviene necessariamente simbolo: la passionalità di Clitennestra, il fuoco che infiamma Oreste nel vendicare la morte del padre, il fuoco che divampa nelle Erinni, il fuoco della giustizia di Apollo e ancora il fuoco che anima Athena nel fondare il tribunale. La tetralogia proposta termina proprio con l’istituzione di un tribunale fatto di uomini, ma lo spettatore resta ignaro del giudizio finale che è stato volutamente troncato. La tetralogia proposta termina proprio con l’istituzione di un tribunale fatto di uomini, ma lo spettatore resta ignaro del giudizio finale, volutamente troncato: – chi ha ragione Oreste o Clitennestra? -, questa è la domanda che lasciamo aperta e doniamo allo spettatore, rendendolo così partecipe di un possibile nuovo modello di giustizia in armonia con l’etica secolare”.

Il filo rosso di Prometeo’ messa in voce delle tragedie di Eschilo: la trilogia dell’Orestea e il Prometeo incatenato con gli allievi ed ex allievi del Liceo Ginnasio Statale Jacopo Sannazaro di Napoli: Roberta Carotenuto, Giulia Greta Cennamo, Sara Colucci, Davide di Laurenzio, Emanuele Ermenegildo, Claudia Franzese, Andrea La Veglia, Iolanda Livigni,Alessandro Pazzanese, Irene Pepe, Sara Pepe, Emanuele Pone, Marcella Russo, Caterina Sarnelli, Sveva Schiassi e Alessandra Violante Ruggi d’Aragona. regia Ettore Nigro

L'Autore
Silvana Aricò
Author: Silvana Aricò
Giornalista e docente di materie letterarie alle scuole superiori, per Napoliclick si occupa di teatro e di eventi culturali.

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