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Rossini Ouvertures : mal di vivere e genialità al Bellini

Napoliclick 4Il mal di vivere mischiato alla genialità. È così che lo Spellbound Contemporary Ballet rende omaggio alla personalità e alle opere di Gioacchino Rossini mettendo in scena Rossini Overtures: un’ora e dieci di spettacolo con gli attacchi musicali più famosi del Maestro di Pesaro, portato lo scorso weekend a Napoli  in anteprima regionale al Teatro Bellini.

Lo spettacolo, creato da Mauro Astolfi in occasione della ricorrenza dei 150 anni (nel 2018) dalla morte del celebre compositore, materializza nella danza il complesso mondo rossiniano, fatto di picchi di gioiosità e di allegria come pure di paure e di oscuri presagi, di un mal di vivere che accompagnò Rossini per tutta l’esistenza.

Così Rossini Overtures pur muovendosi tra la grazia e l’allegria di arie famose come Il Barbiere di Siviglia presenta anche il lato oscuro del Maestro, la sua propensione all’isolamento e alla follia: leit motiv del balletto è un movimento da burattino mosso da fili, che a volte si scollegano e perdono l’armonia, quasi a significare che la rottura dell’equilibrio sta sempre in agguato. Il compositore è rappresentato in scena con uno sguardo allucinato e preoccupato, affiancato da un’ombra nera che sta a simboleggiare la depressione e la paura della morte che lo afflissero in vita.

Scarna ed essenziale la scenografia, con una grande parete reale e immaginaria al tempo stesso, un mega archivio di cibo, vini, persone ma anche di ricordi e pensieri, frutto di una mente onnivora e geniale che passava dalle farse alle commedie, dalle opere semiserie alle tragedie con grandissima versatilità e il cui genio fu subito riconosciuto (tanto che Stendhal scrisse la “Vita di Rossini” quando il compositore aveva appena trentadue anni). Di tutti gli aspetti della vita e dell’estro creativo del “Cigno di Pesaro” il balletto tende a evidenziare quello più vicino al delirio e alla perdita di controllo, con una danza estremamente visuale, emotiva, che dialoga con la musica: corpi che si aggrovigliano, si intrecciano, si scontrano. Corpi che non sono corpi ma idee, visioni, godimenti fisici e anestesie sensoriali. Eleganti, versatili i ballerini di Rossini Ouvertures che ha la regia e la coreografia di Mauro Astolfi, il contributo al disegno luci di Marco Policastro (collaboratore storico della compagnia e affermato free lance, che firma con Astolfi anche il set concept) e la realizzazione delle scene di Filippo Mancini.

L'Autore
Ida Palisi
Author: Ida Palisi
Giornalista professionista, esperta di comunicazione sociale, dirige l’Ufficio Comunicazione Gesco. Collabora con il quotidiano Il Mattino per le pagine della Cultura.

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