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SCAMBIO DI VISIONI: Daniele D’Ari

Daniele-D-ariConosciamo meglio i protagonisti del progetto per fotografi -professionisti e non- chiamati a raccontare il tema delle arti e dei beni culturali.

D. Raccontati

R. Studi: Laurea specialistica in storia contemporanea con 110/110 e lode alla Federico II; Master in fotografia allo IED Milano; Corsi di post-produzione digitale all'ILAS Napoli; studio del castillano al Cervantes Napoli.

Passioni: Da sempre amante dei gatti, della fotografia, dell'America Latina, di Napoli e del Napoli.

L'ambizione è una sola: vivere felice.

Progetti per il futuro? Vivere felice.

D. Cosa rappresenta per te ‘scambio di visioni’

R. Un'opportunità ed un'esperienza.

D. E’la prima volta che partecipi a una mostra fotografica

R. No, ho già esposto in due collettive, una "Famiglia" curata da Lucia Patalano, l'altra a Milano al termine del master.

D. Descrivici la foto che hai scelto di presentare al concorso, raccontaci quando l’hai scattata

R. La 1° è uno scatto realizzato durante i corsi di fotografia "Le Parole della Fotografia" e risale al 2010. E' stata una suggestione. Ho visto in quel frangente le due anime di Napoli: la solarità e l'occulto.

La foto è stata apprezzata anche in una rassegna on line realizzata dal quotidiano francese Liberaciòn, che l'ha pubblicata in una gallery intitolata "A l'italienne: Capri c'est finì".

La 2° invece è stata realizzata a margine di un lavoro fatto per la Sovraintendenza di Castel dell'Ovo. Anche in questo caso una suggestione molto forte: Napoli, città ricca di storia, sembra essere una città senza tempo futuro. 

D.Perché hai scelto di presentarla al concorso

R. Perché ritengo possano essere interessanti visioni sulla realtà napoletana.

D. Raccontaci cosa rappresenta per te la fotografia

R. La fotografia è, a mio giudizio, un formidabile strumento di narrazione, nonché un potentissimo mezzo analitico: fotografare consapevolmente è un modo per riflettere su quello che ci circonda.

D. Un personaggio -famoso o meno- che vorresti fotografare e perché.

R. Nessun personaggio in particolare, sono molto felice di poter fotografare gli interessantissimi esseri umani che trovo sul mio cammino. 

D. Un fotografo da cui vorresti essere ritratto

R. Alberto Korda, senza dubbio.

D. il tuo fotografo preferito

R. Dichiarerei il falso qualsiasi nome pronunciassi: posso dire che tanti sono i riferimenti culturali, da Berengo Gardin a Ferdinando Scianna, ma come non citare Cartier-Bresson, Salgado, Korda, etc. etc...

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