giovedì 9 LUGLIO 2020
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Le riflessioni caustiche del blogger Giovanni Salzano su curiosità, tendenze e false credenze napoletane e non.

Distanziamento in spiaggia, un sogno che si avvera

In seguito all’emergenza Covid, l’Istituto Superiore della Sanità ha pubblicato un documento con una serie di regole da rispettare per bagnanti e gestori di stabilimenti balneari: tranquilli nessun plexiglas tra gli ombrelloni e tuffi a cufaniello in costume da bagno antiatomico.

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Maturità 2020: esame diverso, stessa atmosfera

maturità 2020Noi maturandi nel 2020 saremo senza dubbio ricordati nei prossimi anni, Anche se non come avremmo sperato, ma siamo già pronti ad essere additati come quelli dell’esame facile. Del resto, che i giovani d’oggi siano scansafatiche lo abbiamo sempre sentito.

Ma sarà veramente così semplice questa maturità da covid-19?

Niente scritti. Questa è stata la prima e unica notizia definitiva che il MIUR ha fornito sull’esame e che ha fatto fare salti di gioia a tutti gli studenti dell’ultimo anno delle superiori.

Poi solo informazioni confuse, puntualmente smentite nel giro di una settimana.

Dopo mesi di didattica a distanza, il ministero sembra aver deciso di far tornare a scuola i maturandi per sostenere soltanto un maxi colloquio in cui sono state integrate le prove scritte sotto forma di un elaborato sulle materie di indirizzo e una analisi di un testo di letteratura italiana. Poi una discussione di materiali delle altre discipline, di cui non ci è dato sapere i dettagli. E Infine, si dovrà discutere una relazione sull’alternanza scuola-lavoro (ne vedremo delle belle) e parlare di cittadinanza e costituzione, dando spazio alla situazione coronavirus.

Cosa cambia realmente per noi studenti rispetto agli altri anni?

Tutto e niente.

Ancora non sono stati chiariti i dettagli sullo svolgimento dell’esame e saranno i docenti a dover interpretare le ordinanze ministeriali non troppo diversamente dalla maturità 2019 (quella delle buste di Mike Bongiorno).

Certo, la commissione composta da solo docenti interni (ad eccezione del presidente) e la mancanza degli scritti sono un grosso aiuto eppure, come chi ha sostenuto l’esame gli altri anni, sentiamo la pressione, lo studio accumulato alla fine dell’anno, l’incertezza su come si svolgerà realmente l’esame e l’ansia (soprattutto i più ipocondriaci).

Insomma, c’è tutto di un esame normale e forse il nostro rammarico più grande, già tristi per aver perso l’anno più bello delle superiori, sarà quello di non poter fare la sera prima la bevuta di classe cantando Venditti a squarciagola.

Paul McCartney torna sta casa aspetta a te!

Non era un concerto, ma il concerto.

Un evento pazzesco, una roba peggio dello scudetto del Napoli dell’87, una cosa da inserire nei libri di storia: Paul McCartney dal vivo a Piazza Plebiscito.

L’ ex bassista dei Beatles, uno dei più grandi della storia della musica mondiale avrebbe dovuto suonare a Napoli, live, sabato 10 giugno 2020.

Tutto annullato, sogno svanito: ciao Paul, ciao Beatles, ciao Hey Jude.

Il motivo è chiaro, si chiama Covid 19 e non ha bisogno di ulteriori presentazioni.

“We will rock again” : si chiude così, con questa espressione di speranza, la dichiarazione del grande Paul che dal sito ufficiale conferma l’annullamento del Freshen up European Summer Tour che oltre a Napoli e a Lucca avrebbe dovuto girare tutta l’Europa.

Ma, delusione dei fan a parte, cosa accade quando un evento del genere viene annullato?

Cosa succede a chi ha comprato i biglietti?

La D’Alessandro e Galli, l’agenzia che ha organizzato il tour prevede come rimborso l’eventuale emissione di voucher come previsto dal decreto governativo DM del 17/03/2020 poi diventato legge.

Come specificato dal sito dell’agenzia, per il rimborso bisognerà aspettare l’annullamento dell’evento da parte dell’autorità competente.

In parole povere, per il momento niente soldi indietro ma voucher spendibili entro 12 mesi.

“Il tour europeo di Paul McCartney è un evento gigantesco, una macchina organizzativa impressionante. Lo storico tour manager internazionale di Sir Paul è Barry Marshall, probabilmente il più importante del pianeta. Lo spettacolo si muove su 30 veicoli tra bus e tir, sono necessarie molte decine di persone solo per montare il palco, fanno parte dello staff circa 350 persone, 180 sono le stanze d’albergo già opzionate e 200 circa sono i metri quadrati per il solo camerino di Paul. A questi, a ogni data poi si aggiungono nuovi collaboratori in loco, parliamo di altre centinaia di persone.

In totale, per ogni singola data di questo tour lavorano poco meno di mille persone, con addetti alla sicurezza e decine di uomini delle forze dell’ordine, dai vigili del fuoco ai medici, dalla Protezione Civile ai vigili urbani”.

Michelangelo Iossa, uno dei più autorevoli biografi italiani dei Beatles, ci dà perfettamente la misura di quello che significa portare un evento del genere in città e continua:

“Le due date italiane, Napoli e Lucca, avrebbero generato un indotto economico e turistico di svariati milioni di dollari. Un beneficio che avrebbero avuto non solo le città ospitanti.

Considerate che dei 10 mila biglietti per la data partenopea che sono stati acquistati nella prima settimana di prevendita dei ticket, i primi acquirenti, in termini quantitativi, sono stati gli statunitensi.

Al secondo posto la Gran Bretagna, seguita da Germania, Spagna e da altri Paesi del continente europeo. Gli italiani sono stati, in quella primissima fase, il sesto acquirente dell’evento.

Questo significa che un americano, per esempio, non avrebbe partecipato solo al mega concerto di Paul ma, molto verosimilmente, avrebbe organizzato un vero e proprio viaggio qui in Italia.

Si sarebbe spinto in Costiera Amalfitana, all’area archeologica di Pompei o Ercolano, alla Reggia di Caserta, a Capri e persino a Roma.

Questo dà pienamente la misura di quello che genera dal punto di vista economico un evento così importante”.

La palese causa di forza maggiore, consistente nella dichiarazione di emergenza internazionale di salute pubblica per il Covid-19, ha reso chiaramente impossibile lo svolgimento dell’evento.

“Il tour è stato cancellato, portare in giro un evento del genere vuol dire generare molti costi ed era impensabile annullare solo poche date, non si sarebbe raggiunto il break even point, il punto di pareggio economico. Comprensibilmente un tour del genere dovrebbe avere coperture assicurative in grado di arginare i danni provocati dall’annullamento. Il problema resta invece a chi ha comprato i biglietti che partono da un minimo di 90 euro posto in piedi fino ai Vip Package, decisamente più costosi, che includevano anche il soundcheck e il posto in tribuna numerata, per esempio.”

Cosa devono fare quindi i fan di Paul che oltre alla delusione per il mancato concerto hanno già pagato il biglietto?

Rispetto alla questione-voucher Michelangelo non ha dubbi: “L’ipotesi di un voucher a titolo di rimborso credo sia una strada non percorribile anche perché sono convinto che violi le norme più elementari del diritto dei consumatori. Un concerto di Paul McCartney è difficilmente replicabile ed è impensabile proporre una cosa del genere. Diversa la questione della prevendita.

Il servizio, in questione, invece è stato erogato e quindi credo che debba essere pagato. Penso perciò che sia corretto rimborsare il costo del biglietto al netto della prevendita. In Francia sono già stati rimborsati i biglietti dello spettacolo di Parigi (il concerto si sarebbe dovuto tenere il 26 maggio, ndr)”.

Per il rimborso, quindi, non resta che aspettare annullamento dell’evento  di Napoli e di Lucca e come si augura Michelangelo Iossa “ Speriamo di poter rivedere, anche se tra qualche anno magari nel 2022, per i suoi ottanta anni, Paul a Napoli. Tra l’altro, lo stesso McCartney voleva fare un concerto proprio nella nostra città come gli fu suggerito dal suo amico Elton John che, con pianoforte e voce, nel 2009 suonò proprio a Piazza del Plebiscito”.

Che dire: Paul voleva Napoli, noi vogliamo Paul...

Incrociamo le dita e Forza Beatles Sempre.

Più Informazioni:

Paul McCartney non suona: dal clamore al silenzio, senza rimborsi

 http://www.napoliclick.it/portal/il-click/10704-paul-mccartney-non-suona-dal-clamore-al-silenzio,-senza-rimborsi.html

Michelangelo Iossa

Giornalista, scrittore e docente universitario, Michelangelo Iossa collabora – da quasi trent’anni – con alcune delle più prestigiose testate italiane: è contributor delle pagine culturali del Corriere del Mezzogiorno, storico ‘dorso’ del Corriere della Sera, e di alcune trasmissioni televisive della fascia notturna di Rai Uno (Settenote, Testimoni & Protagonisti – XX secolo, Speciale Sanremo, Mille e un Libro).

Iossa è uno dei più autorevoli biografi italiani dei Beatles, fenomeno musicale a cui ha dedicato ben 6 volumi pubblicati tra il 2003 e il 2016 nonché numerosi reportage, eventi culturali e special radiofonici.

Nel 2004 ha ricevuto il Premio per l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il suo volume "The Beatles" e, nel corso degli anni, ha intervistato e incontrato alcuni dei protagonisti della grande epopea beatlesiana: Paul McCartney, Yoko Ono, Pete Best, Sean Lennon, il manager Allan Williams, Julia Baird Lennon...

Dal 1999 collabora con l’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa” di Napoli ed è docente presso il Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria e di Scienze della Comunicazione: dal 2019 è responsabile per le attività di branding e comunicazione della ‘Torre della Comunicazione’, all’interno della quale sorge il Master in Cinema e Televisione dello stesso Ateneo universitario.ù

Sito Ufficiale D’Alessandro e Galli: https://www.dalessandroegalli.com/site/annullamentoerinvio

 

Primo Maggio: niente o tutto da festeggiare

1maggio

Ho sempre odiato festeggiare i compleanni.

E non perché sono nato il 2 novembre (che non è proprio il Carnevale di Rio) ma ho sempre avuto una sorta di paura, un’ansia generalizzata legata alle candeline, alle torte e agli amici che intonavano la canzoncina.

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S-lockdown: pensiamolo a misura di bambino

scuolaÈ ufficiale, dal 4 maggio inizia la fase due.

Pare che si ritorni lentamente alla vita di sempre ma con mascherine, guanti e assai distanziati (e fin qua nulla di male anzi il distanziamento sui pulmann con il caldo più che una restrizione è proprio un miracolo!).

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Casa e puteca? No, grazie

“Si raccomanda venga attuato il massimo utilizzo, da parte delle imprese, di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza”: il decreto anti contagio parla chiaro, dobbiamo cioncare  a casa, e pure lavorarci.

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