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Ma che vi ha fatto di male questo povero San Valentino?

Il mondo si divide in due grandi categorie: quelli che festeggiano San Valentino e quelli che ne parlano male.


Ed è proprio a quest’ultima categoria che mi rivolgo, a quelli che il 14 febbraio lanciano occhiate piene di cinismo e vomitevole compassione verso rose rosse, pacchettini regalo e baci perugina (i peluche sono troppo anche per me!).

La prima regola per affrontare il giorno più romantico dell’anno è di non credere mai al partner (e ribadisco MAI) quando vi dice che non gli piace festeggiare San Valentino.

Non è vero, sta mentendo: vi sta mettendo alla prova (vi consiglio l’acquisto tattico dei cioccolatini nel caso del famoso “Io l’ho detto che non mi piace festeggiare ma tu manco un cioccolatino mi hai portato?”).
Fatta questa importante premessa, ecco 5 buoni motivi per festeggiare o quanto meno provarlo ad odiare un poco più poco questo povero 14 febbraio:

1) Un fatto personale
Nientedimeno festeggiamo la festa della mamma, dei nonni, dei cani e pure la notte di Halloween (vi rendete conto? Halloween!)  e adesso il problema fosse proprio questo povero San Valentino?
Ma che vi ha fatto di male questo povero santo?
Ma che vi costa a voi?
La leggenda narra che Valentino fu il primo religioso che celebrò l’unione fra un legionario pagano e una giovane cristiana.
Solo a voler premiare il coraggio anticonformista di questo prete vi dovreste ingozzare di cioccolatini (altro che la trasgressione di Achille Lauro a Sanremo!)

2) Fatelo per la pensione
Lo sapete che in Italia si fanno sempre meno figli?
Il 2019 si è registrato il minor numero di nascite di sempre (appena 435 mila).
Un fatto talmente grave che Sergio Mattarella, il presidente della Repubblica, è intervenuto chiosando «Va assunta ogni iniziativa per contrastare questo fenomeno».
Ecco qua che San Valentino capita a fagiuolo (e non fatemi spiegare i dettagli tecnico-erotici!).
Se non lo volete fare la Patria e nemmeno per l’Istat, fatelo per le pensioni che se non nascono i bambini poi a noi chi ce le paga?
Suvvia, datevi da fare.

3) Coranavirus non ti temo
Lo so la tredicesima è finita, l’acqua è poca e la papera non galleggia.
Allora fate così, andate dai “Cinesi” e comprate uno di quei gadget super pacchianissimi che fanno tanto San Valentino.
E non fate quella faccia allarmata, potete andare tranquillamente dai Cinesi senza contrarre nessun virus.
Mica lo dico io, lo dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità.
(qui l’articolo con le ultime norme dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e mi pare che non ci sta il divieto di comprare roba cinese)

4) Fate girare l’economia
Dichiarare di non festeggiare San Valentino da l’opportunità ai vostri partner di non comprarvi nulla, di non farvi il regalo.
Ma perché?
Perché dovete rinunciare a un bel dono?
Non vi conviene fare i sovversivi anti San Valentino perché che ne potete sapere magari proprio quest’anno il vostro partner voleva regalarvi un tennis di brillanti.

Nel peggiore dei casi, cioè se vi accompagnate con uno un poco “pidocchioso”, sicuro vi porta dei cioccolatini, e sempre meglio di niente sono.

5) Le forme dell’amore
La moglie, il fidanzato, la mamma, il cane, l’amico di sempre, i figli, i nipoti, i nonni.
Ma anche una vecchia canzone, un libro e la spiaggia del primo bacio.
Le luci di una città , il primo caffè della mattina.
Se stessi.
C’è sempre qualcosa e qualcuno d’amare.
Ci sono delle solitudini croniche che ci impediscono di saperli guardare certi amori.
Ci impediscono di viverli a pieno.
E San Valentino potrebbe servire a questo.
A riflettere sull’amore che abbiamo, su quello che abbiamo perso e su tutto l’amore che sogniamo.

Fate così, lasciate stare il cinismo e la battuta facile sulla festa dei cretini e pensate a chi amate.
Correte da loro e abbracciateli.
Chiamateli al telefono e ditegli “Ti voglio bene”.
Guardate al cielo e urlategli contro.

L’amore è una roba seria, e forse avete ragione voi  a non festeggiarlo San Valentino.
L’amore  in tutte le sue forme bisogna festeggiarlo ogni santissima mattina.
Senza di quello non saremo vivi.

 

L'Autore
Giovanni Salzano
Author: Giovanni Salzano
Esperto di social media management, cura la rubrica di opinione Società.

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