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Sanremo 2017: usciteci Vessicchio.

intantovessicchioE’ ufficialmente iniziata la settimana di Sanremo 2017: tra i big che partecipano alla gara (in che senso chi è Alice Paba?), gli outfit di Carlo Conti (il valletto più abbronzato della storia dei Festival) e la signora De Filippi, che ancora non ha capito se deve aprire la busta, presentare i cantanti o cazziare Tina Cipollari.

In questo marasma di sole cuore amore c’è una sola vera grande presenza: l’assenza di lui, il baffo più musicale della storia, il maestro napoletano Beppe Vessicchio.

Dunque Vessicchio non c’è, è andato via, Vessicchio non è più cosa mia (semicit. Nek – Laura non c’è, Sanremo 1997). E Sanremo senza Vessicchio è un po’ come l’amatriciana senza guanciale o come la Parietti senza silicone. Il web si mobilita e a nulla sono serviti gli appelli accorati dei fan: lui non c’è. Tutti lo cercano: la Gialappa’s  lo vuole al Dopofestival ma lui ha detto no. E ha detto no a tutti: lui di Sanremo non ne vuole proprio sapere.

Ma lui dov’è? Il mistero si infittisce.

Dopo l’uscita del suo libro La musica fa crescere i Pomodori (un saggio pop autobiografico sugli effetti benefici della musica nella vita, ed. Rizzoli) c’è chi  giura di averlo visto a dirigere un’orchestra di broccoletti di Bruxelles nelle Fiandre.

C’è chi invece assicura di averlo incontrato a Napoli a mangiare una pizza da Michele, prima di entrare al Teatro Trianon di cui lui è il consulente artistico.

Tutti lo vogliono, tutti lo cercano e pare che solo Sua Maestà Maria De Filippi sia riuscita ad averlo in prima fila all’Ariston come spettatore muto, però.

Poi ieri il colpo di scena.

Il mistero del Beppe Nazionale è stato svelato: senza denaro non si cantano ( e suonano) messe, figuriamoci la canzone di Ron.

Il Maestro si sfoga con il Fatto Quotidiano: «Non andrò mai più nelle trasmissioni Rai, a meno che le mie domande non abbiano risposte».

Motivo del contenzioso?

“L’indebita proprietà” della sigla, Margherita, pubblicata e commercializzata per il programma “La prova del cuoco”, per la quale il maestro sostiene di non aver ricevuto mai quanto gli spetterebbe.

«Sono garantista, credo nella buona fede altrui. Sono stati forse versati erroneamente a qualcun altro? Sono rimasti nelle casse Rai?... Questi proventi, peraltro non irrilevanti, sarebbero un diritto che spetta solo a me», ha dichiarato Vessicchio al quotidiano di Travaglio.

Quindi ci avete fatto arrabbiare il maestro.

Il grande direttore d’orchestra Beppe Vessichio, come l’ultimo dei laureati in Italia che per vedersi pagato un lavoro devono friggere patatine ai Mc Donald.

E ora come si fa?

Io una proposta ce l’avrei e la faccio, poi vedete voi:

Cara Rai che ne dici, per esempio, di abbassare un po’ il cachet a Carlo Conti (tanto che deve fare con 650 mila euro?) e dare una cosa di soldi a Peppino mio perché, credimi, non c’è paragone tra le lampade abbronzanti del presentatore e il valore emotivo nazional-popolare del “ Dirige l’orchestra il maestro Beppe Vessichio”. Pensaci!

L'Autore
Giovanni Salzano
Author: Giovanni Salzano
Esperto di social media management, cura la rubrica di opinione Società.

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