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Donne, scioperiamo contro lo sciopero

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L’otto marzo, si sa, è la festa della donna o meglio la giornata internazionale delle donne.

E sapete come si festeggia a Napoli e in Italia? Con lo sciopero dei mezzi pubblici.

Donne, avete capito bene: scordatevi i California Dream Men e pure una serata tranquilla tra amiche che se non avete la macchina al massimo potete festeggiare con la vecchiarella del piano di sotto.

ANM e EAV  hanno  proclamato  uno sciopero di 24 ore per giovedì 8 marzo 2018 “contro la violenza maschile sulle donne, la discriminazione di genere e le molestie nei luoghi di lavoro” (fonte eav.it)

Avete capito bene: per festeggiare le donne bus, vesuviana, metropolitane, funicolare e cumana si fermeranno per tutto il giorno.

Un modo, direi, originale per omaggiare le donne di Napoli e di tutta Italia ( lo sciopero è indetto dalla organizzazione sindacale USB).

 Molto più originale delle donne che ballano inferocite il Meneito, più eclettico di quelle che brindando con spogliarellisti russi e anche più pragmatico di quelle che non festeggiano e se provi a fare gli auguri, ti asfaltano manco fossi Ataru Moroboshi (come chi è? Il fidanzato di Lamù).

Festeggiare le donne impedendo loro di andare a lavoro (o di fare le settemila cose che mediamente una donna fa in un giorno) con i mezzi pubblici, francamente, non mi pare proprio una ideona.

Un po’ come regalare un chilo di salsicce paesane a un vegano o come andare in Curva B del San Paolo vestito di bianco e nero.

Cari sindacati, cari Anm, cari Eav se proprio volete omaggiare la donna, vi dò un paio di dritte per evitare di fare la figura dei  “qualcosa che fa rima con palloni”

-       Puntualità.

Che ne dite di regalare almeno l’otto marzo un sistema di trasporti pubblici puntuale, che rispetti orari e corse? Non dico tutto l’anno (per quello dovrei pregare San Gennaro) ma almeno un giorno l’anno. Un giorno senza treni soppressi, bus che non passano (o chissà se passano) e Vesuviane che sono più rare delle sopracciglia della Tatangelo. Regalare puntualità alle donne significa dare la possibilità a tutte di poter recuperare un po’ di tempo da dedicare a se stesse e, credetemi Cari sindacati, cari Anm, cari Eav, il tempo è la cosa migliore che si possa regalare alle donne di questo millennio (appena dopo c’è il diamante e un massaggio rilassante).

-     Sicurezza.

Donne, 

chi di voi non ha beccato una mano morta (che poi è vivissima) sull’R2?

Chi non ha subito l’appoggio con spinta ad ogni frenata del bus?

Ecco, cari sindacati, cari Anm, cari Eav, piuttosto che scioperare potreste, per esempio, andare in giro e rendere più sicuri i mezzi pubblici e liberarli da borseggiatori, molestatori seriali e, se potete, anche da quelli con alitosi cronica. Questo, per esempio, permetterebbe alle donne di sentirsi libere di prendere un bus anche di sera tardi o, addirittura, di poter leggere un libro senza il fare guardingo di chi sa che si deve proteggere (e nel caso deve sfoderare anche le mosse di karate studiate al corso di autodifesa).

Sì, perché cari sindacati, cari Anm, cari Eav tra i tanti modi per ricordare le discriminazioni e le violenze di cui ancora le donne sono tristemente vittime in tutte le parti del mondo, fatevelo dire: con lo sciopero avete scelto il peggiore.

Se proprio dobbiamo farlo uno sciopero, facciamolo.

Uno sciopero contro la discriminazione, i preconcetti  e le sovrastrutture culturali di cui la nostra società è ancora vittima.

E che sia uno sciopero a tempo indeterminato, però.

L'Autore
Giovanni Salzano
Author: Giovanni Salzano
Esperto di social media management, cura la rubrica di opinione Società.

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