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Addio supponta: Gennaro si sta estinguendo, vincono Sofia e Francesco

Supponta

I fatti parlano chiaro: in Italia non esistono più le mezze stagioni e nemmeno le supponte di una volta.

Ecco i dati ufficiali dell’Istat con i nomi più diffusi tra i bambini nati nel 2016.

 Francesco e Sofia sul podio seguiti da Aurora, Andrea e Greta.

dati istat supponta

Tutto normale, tutto tranquillo solo se abiti sopra Caianello perché la questione “supponta” al Sud resta sempre un argomento molto delicato.

La supponta (sempre per quelli sopra Caianello) è quell’abitudine di dare ai nascituri il nome dei nonni in un ordine super preciso (prima i genitori di lui, poi quelli di lei).

Particolare importanza ha poi quella che viene generalmente definita la “vera supponta”: quella del primo figlio maschio che dà il nome del papà al primogenito (in pratica il primo nipote avrà lo stesso nome e lo stesso cognome del nonno paterno).

Il dibattito al Sud è accesso.

Guardate che non scherzo: ci sono stati “appiccichi” familiari, forti rivendicazioni e “sanguinosi” confronti sui nomi che nei casi più pacifici (considerati negli altri) sono sfociati in “Se tu non mi metti il nome io non ti faccio il regalo” oppure “Se mi metti la supponta ti regalo un bel brillante altrimenti ti compro una tutina e ciao” (di entrambi i casi ho testimonianza diretta ma non posso fare i nomi).

Comunque per dirla tutta la supponta non è un fatto proprio solo napoletano: i nobili da sempre per “mantenere” la casata usavano dare ai nuovi nati i nomi degli avi.

Ma pure nell'Antico Egitto il nome era importantissimo: dalla sua conservazione negli eredi dipendeva la sopravvivenza nell'aldilà del nonno (questo fatto, però, mette un poco d’ansia a dirla tutta) e pare rappresentasse addirittura un titolo per la pretesa dell’eredità.

I tempi cambiano, l’uomo va sulla luna, i papiri egizi sono stati sostituiti dai cellulari ma nulla, non ce la facciamo, al Sud la domanda resta sempre la stessa “Ma tu che fai, gliela metti la “supponta” ai suoceri?

I genitori si dividono in tre grandi correnti filosofiche: quelli della “supponta sì”,  quelli della “supponta mai e poi mai” e infine quelle della “supponta a metà”.

Della prima corrente fanno parte quelli che nonostante nomi tipo Aniello, Gioacchino o Celestino hanno salvato l’onore del pater familias e niente… La tradizione non si tocca!.

I Ferragnez, la coppia più social del pianeta, cavalcano invece il trend indicato dall’Istat e se ne fregano delle supponte .

Infatti come racconta la Ferragni in una delle sue famose “stories” su Instagram : “Prima del primo appuntamento con Fedez mi sono fatta tatuare sul braccio un leone e una leonessa, che per me rappresentavano l'amore e la famiglia “ spiegando il perché della scelta di Leone come nome per il neonato che ha già  più di ventimila follower sui social.

Terza categoria quelli della supponta a metà.

Quelli che sì gliela metto, ma non fino in fondo.

Tipo Ric nella puntata ops soap opera Beautiful che è  la mezza supponta di Eric, il nonno super play boy.

O come Carlo di Inghilterra che per vedere il suo nome non solo ha dovuto aspettare il terzo figlio di Kate e William  ma deve pure scorrere due nomi prima di vedersi “suppontato” (il piccolo si chiama Louis Arthur Charles).

A questo punto faccio coming out, io la supponta l’ho messa e si tratta pure della “vera supponta” di cui sopra: mio figlio si chiama Gennaro e ha il nome di mio papà.

Allora ho controllato sull’Istat (clicca qui per il contatore dei nomi) e ho scoperto che il nome Gennaro, in realtà, si sta estinguendo: pensate che nel duemila 614 bambini sono stati chiamati così e solo 379  nel 2016.

Martina, per esempio, “si portava” assai fino al 2002 con più di novemila bambine ma che nel 2016 è sceso a circa tremila.

Anna e Antonio restano stabili nel tempo mentre i Pasquale e le Sara  stanno diminuendo con buona pace di Leone e Nina che sembrano essere i nuovi trend in fatto di nomi.

Al di là delle correnti di pensiero e delle supponte,  dare il nome ad un bimbo è un atto importante e deve essere fatto con responsabilità perché come dicevano i romani “Nomen Omen” cioè “Nel nome c’è il destino” .

E mio figlio si chiama Gennaro, e oltre a mio padre, nel destino c’ha Napoli.

E di questo sono tanto felice.

L'Autore
Giovanni Salzano
Author: Giovanni Salzano
Esperto di social media management, cura la rubrica di opinione Società.

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