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Napoletani geni: le invenzioni Made in Naples

Invenzioni msde in naples

Ogni anno puntuale come le tasse arriva la classifica del TIME, il famoso magazine americano, delle 50 migliori invenzioni dell’anno.

La rivista anche per il 2018 ha compilato una vera e propria hit parade delle invenzioni che fanno il mondo “migliore, più smart e anche un tantino più divertente”.

Una tv-camaleonte che si mimetizza col muro, una coperta che allevia l’ansia (LA VOGLIO ORA!"), un test per la malaria senza prelievo di sangue e anche dei fashionissimi collant indistruttibili sono alcune delle invenzioni citate dal TIME.

La rivista a stelle e strisce valuta in base ad alcuni fattori - come originalità, creatività, influenza, ambizione ed efficacia - le invenzioni e le divide per categoria (qui la lista completa).

Per esempio nella categoria “Accessibilità” troviamo GilletteTreo, la prima lametta a rasatura assistita per anziani e persone con disabilità.

E ancora nella categoria fashion non posso non citare ZOZOSUIT, una tuta nera elasticizzata ipertecnologica, che consente ai consumatori di effettuare una “scansione 3D” del loro corpo tramite un’applicazione sul cellulare che consente di ordinare on line vestiti su misura. In altre parole basta con S, M e XXL: da oggi ognuno ha la propria personalissima taglia (e le commesse mute!).

Tutto bello, tutto interessante, tutto magnifico ma anche questa volta i napoletani sono avanti.

Ma avanti assai.

In termini di originalità e creatività i partenopei si sono sempre distinti, tant’è che molte delle invenzioni più rivoluzionarie della storia sono state fatte proprio nella nostra città.

Non mi riferisco al babà, alla pizza e alla sfogliatella.

Nemmeno alla tombola (il famoso panariello è nato nel diciottesimo secolo) e neanche al cavallo di ritorno: tutte cose che hanno Napoli nel DNA, e si sa.

Parlo invece d’invenzioni che hanno rivoluzionato i consumi in tutto il mondo e che sono state partorite dall’ingegno napoletano (Salvini prendi appunti!) ma nessuno – o quasi – lo sa.  

1) Forchetta a 4 denti

L’origine della forchetta risale ai tempi dei bizantini ma la sua diffusione in Italia si ebbe nel quattordicesimo secolo sotto il Regno di Napoli. Qualche secolo dopo e precisamente nel 1770, sempre a Napoli, sotto il regno di Ferdinando IV di Borbone, venne ideato il modello a quattro rebbi (così si chiamano i denti della forchetta), esattamente come lo conosciamo oggi, ad opera del ciambellano di corte Gennaro Spadaccini.

2)Fanta

Sì, la famosa bevanda è stata inventata da un napoletano.

Tutto parte dalla Germania nazista che mise al bando la Coca Cola. Fu allora che Max Keith decise di inventarsi una bibita nazionale come alternativa alla bibita americana.  La prima Fanta nacque così, con pochi ingredienti: siero di latte, zucchero e marmellata di miele (ma senza arancia). La bevanda faceva un po’ schifo e fu ritirata dal mercato. 

Ma nel 1955 nello stabilimento di Marcianise della SNIBEG (Società Napoletana Imbottigliamento Bevande Gasate) il nobiluomo napoletano Ermelino Matarazzo decise di aggiungere l’arancia a quella antica ricetta.

Nacque così la Fanta che ebbe un successo enorme, tanto da essere acquistata 5 anni dopo, nel 1960, dalla Coca Cola.

3) Cornetto

Avete presente il cornetto Algida? Quello che uno si può giocare la madre pur di non mollare la punta finale?

Questo cono gelato fu inizialmente brevettato da Spica, una gelateria di Napoli. Le vendite furono scarse e il brevetto venne ben presto acquistato dalla Unilever che iniziò la commercializzazione del prodotto in tutto il mondo con il marchio Algida.

(Colgo l’occasione per ringraziare personalmente i gelatai di Spica).

4) Lavatrice

Le origini di uno degli elettrodomestici più utilizzati al mondo sono abbastanza incerte: c’è chi dice sia nato in Germania, chi in Inghilterra.

Ma su una cosa la storia non ha dubbi: la prima lavatrice motorizzata fu introdotta per la prima volta a Napoli dai Borbone nel 1851 “in uso presso il Real Albergo de’ Poveri in grado di lavare fino a 1000 camicie e 2000 lenzuola”. A testimoniarlo è la Disamina eseguita dal Reale Istituto d’Incoraggiamento de’ saggi esposti nella solenne mostra industriale del 30 maggio 1853.

Senza nulla togliere al TIME, alla sua classifica e nemmeno alle invenzioni ma vuoi mettere una vita senza le genialate napoletane?

Perché secondo me il genere umano può resistere anche senza la tuta che ti misura il corpo ma che vita sarebbe senza punta del cornetto Algida?

E che matrimonio sarebbe senza la lavatrice?

L'Autore
Giovanni Salzano
Author: Giovanni Salzano
Esperto di social media management, cura la rubrica di opinione Società.

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