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Aprite i porti, e pure il cascione

Aprite i portiLa brutta notizia di inizio 2019 è che siamo ingrassati (io sto ancora digerendo gli struffoli di zia Nannina); la bella è che Napoli si è ricordata di disobbedire e finalmente apre i porti (e non solo i centri commerciali che invece certe domeniche dovrebbero restare chiusi, scusate lo sfogo).

Aprire” è un bellissimo verbo, un toccasana: bisogna aprire il cuore e la testa, la finestra per far cambiare aria o aprire una bottiglia di vino per brindare con gli amici di sempre.

Ed ecco le 5 cose  che secondo me bisogna “aprire” sempre, e non solo nel 2019:

1) Aprire i porti

"Mi auguro che questa barca si avvicini al porto di Napoli perché contrariamente a quello che dice il Governo noi metteremo in campo un'azione di salvataggio e la faremo entrare in porto.” Queste sono le parole di Giggino De Magistris, il sindaco di Napoli, a Radio Crc, a proposito della vicenda della Sea Watch, la nave che da giorni è nelle acque del Mediterraneo con 32 migranti a bordo.

Cioè praticamente  Napoli ha disobbedito al governo centrale, e a me questa cosa mi emoziona assai.

Perché Salvini sul tema immigrazione ci ha “ucciso” abbondantemente!

E poi il porto di Napoli è troppo bello per tenercelo solo per noi.

2) Aprire la Nutella

È vero che dopo la porta chiusa, si aprono i portoni.

Ma nel frattempo aprite il barattolo di Nutella.

Vi ha lasciato per l’istruttore di yoga, avete perso il cellulare con tutte le foto della vacanza a Scalea o la tredicesima è durata quanto i fidanzamenti di Valeria Marini? Tranquilli, tutto si aggiusterà ma nel frattempo le cucchiaiate nel barattolo della Nutella mi sembrano una buona soluzione.

3) Aprire un libro

Aprire un libro significa iniziare un viaggio. Cosa aspettate a partire?

E se volete restare in città vi consiglio “Cara Napoli” di Lorenzo Marone, dove si descrivono le mille sfaccettature della nostra città.

 4) Aprire il cuzzutiello

Lasciate stare dieta, palestra e i buoni propositi e ogni tanto concedetevi l’ ”apertura” del cuzzutiello per riempirlo di salsiccia, friarielli o polpette al ragù. (In che senso l’Unesco non l’ha ancora inserito nella lista dei “Patrimoni dell’Umanità”?)

5) Aprire il cascione

Siamo nulla senza il passato, i ricordi e la nostra storia.

Ogni tanto apriamolo il cascione e buttiamoci tra i ricordi del liceo quando avevamo più capelli e l’esame di maturità ci pareva la prova più dura dell’esistenza umana.

O quando mammà ci faceva trovare la zuppa di latte con i biscotti Atene.

Sì, perché aprire il cascione ci fa bene, assai bene e ci ricorda di quando eravamo noi sui barconi che ci portavano a Nuova York o sui treni stipati per andare in Germania a lavorare nelle miniere.

Quando eravamo noi dall’altra parte.

Quindi per questo 2019, e non solo, non facciamo gli smemorati, apriamo i cascioni.

Il cuore e pure i porti.

E che sia un 2019 “aperto” per tutti.

L'Autore
Giovanni Salzano
Author: Giovanni Salzano
Esperto di social media management, cura la rubrica di opinione Società.

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